Iraq: soldato turco deceduto in un attacco curdo

Pubblicato il 13 agosto 2021 alle 12:32 in Iraq Turchia

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Il 12 agosto, il ministero della Difesa di Ankara ha riferito che un soldato turco è deceduto, a causa delle ferite riportate durante un attacco lanciato da militanti curdi contro una base militare della Turchia in Iraq. 

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa turca, Anadolu, il soldato era rimasto ferito in un assalto con mortaio nel Nord dell’Iraq, in una zona dove sono in corso le operazioni turche della missione trans-frontaliera di Ankara nota come Artiglio-Fulmine. Nonostante le cure mediche, l’uomo ha perso la vita, secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa. Le forze armate turche hanno quindi lanciato attacchi contro gli assalitori e le autorità di Ankara affermano di aver “neutralizzato” 3 militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). 

La notizia è stata confermata anche dall’agenzia stampa Reuters, che riferisce che i militanti curdi hanno lanciato un attacco con mortaio, il 12 agosto, contro una base militare turca nel Nord dell’Iraq. Questa sottolinea che il PKK è considerato un gruppo terroristico da Turchia, Stati Uniti e Unione Europea. In tale contesto, Ankara ha lanciato l’operazione Artiglio-Fulmine, il 23 aprile 2021, affermando che questa ha come obiettivo l’eliminazione del terrorismo curdo nella regione settentrionale dell’Iraq.

Per lanciare l’operazione, la Turchia ha schierato i propri soldati presso il confine con l’Iraq per costruire basi militari nella regione del Kurdistan con il supporto di bombardamenti aerei e di artiglieria. Mentre Ankara tirava su queste strutture, è ulteriormente avanzata nella regione del Kurdistan per stabilire quella che la Turchia afferma essere una “zona di sicurezza”, che si estende lungo il confine tra Turchia e Iraq. Nel frattempo, gli scontri tra l’esercito turco e il PKK si sono intensificati nella regione. 

In tale contesto, alcune organizzazioni per la tutela dei diritti umani, come Christian Peacemaker Teams (CPT), hanno accusato la Turchia di aver condotto bombardamenti contro il PKK, colpendo indiscriminatamente anche i civili che si trovano nell’area. Questi attacchi hanno devastato la regione dove vivono centinaia di famiglie, secondo un rapporto del CPT del 3 giugno. Centinaia di ettari di terra e le risorse cruciali per le persone che vivono nella zona sono andate distrutte. Inoltre, l’associazione riferisce che 4 civili sono stati feriti dai bombardamenti turchi e più di 1.500 civili di 22 villaggi sono dovuti evacuare per sfuggire agli attacchi. 

Gli episodi di violenza legati al Partito dei Lavoratori del Kurdistan in Turchia hanno avuto inizio nel 1984, con l’obiettivo di rivendicare i diritti della minoranza curda nel Paese. Poi, il 23 marzo 2013, la Turchia e il PKK hanno annunciato un cessate il fuoco, ma nel corso degli anni successivi, operazioni di guerrilla e scontri diretti tra forze curde e turche sono continuati, causando la morte di oltre 40.000 persone.

In tale quadro, risale al 24 aprile del 2021 la dichiarazione del Ministero della Difesa turco, con cui è stata annunciata la continuazione di due operazioni contro il Nord dell’Iraq, soprannominate Artiglio-Fulmine e Artiglio-Tuono. L’obiettivo, è stato specificato dal ministro Hulusi Akar, è preservare la vita di circa 84 milioni di turchi dalla minaccia posta da gruppi terroristici quali il PKK, il movimento Gulen e lo Stato Islamico. Le aree maggiormente bersagliate sono a Nord di Dahuk e a Est di Erbil.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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