Turchia: episodi di violenza contro migranti siriani

Pubblicato il 12 agosto 2021 alle 19:31 in Europa Turchia

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L’11 agosto, decine di cittadini turchi hanno distrutto negozi e auto che ritenevano appartenessero a migranti siriani ad Ankara. Intanto, i flussi migratori verso l’Europa continuano ad aumentare. 

I disordini sono scoppiati nella tarda serata dell’11 agosto, a seguito di una rissa tra residenti e persone ritenute migranti siriani. Secondo quanto riferito, un cittadino turco è stato accoltellato a morte. Le immagini sui social media hanno mostrato decine di uomini che hanno sfondato i cordoni della polizia e poi hanno attaccato auto e negozi ritenuti di proprietà di famiglie siriane. L’agenzia di stampa statale Anadolu ha riferito che due “cittadini stranieri” sono stati arrestati e accusati di omicidio in relazione allo scontro mortale.

I disordini ad Ankara arrivano mentre i sondaggi mostrano che i sentimenti anti-migranti crescono in Turchia. Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di 6 miliardi di euro di aiuti. Il governo turco, tuttavia, ha affermato di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. Di conseguenza, a seguito di un attacco contro le postazioni militari turche in Siria e dell’aumento dei rifugiati siriani verso il confine con la Turchia, il 29 febbraio, il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha dato l’ordine di aprire le frontiere e di non bloccare più i migranti, soprattutto siriani.

A seguito di tale crisi migratoria, particolarmente grave per la Grecia, l’alto rappresentante per la Politica Estera dell’Unione, Josep Borrell, è stato incaricato di tenere colloqui con il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavosuglu, per trovare il modo di attuare l’accordo del 2016. Da parte sua, Erdogan ha avviato i negoziati con il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, e il presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. Nel suo ultimo discorso, il 23 marzo, Borrell ha affermato che la situazione al confine turco-greco è migliorata. “Dobbiamo continuare con l’accordo”, ha affermato, sostenendo che tale opzione è nell’interesse reciproco di entrambe le parti. Tuttavia, la Turchia ospita già 3.7 milioni di rifugiati siriani e afferma di non poterne più accogliere.

Il numero di migranti che entrano illegalmente nell’Unione Europea attraversando i Balcani Occidentali è quasi raddoppiato nel 2021, secondo quanto riferito il 12 agosto dall’agenzia di frontiera dell’UE Frontex, con la maggioranza proveniente dalla Siria e dall’Afghanistan. Frontex ha affermato che 22.600 migranti sono stati registrati mentre entravano illegalmente nell’UE attraverso la rotta dei Balcani occidentali da gennaio a luglio del 2021, con un aumento del 90% rispetto allo stesso periodo del 2020. A luglio, il numero è aumentato del 67% rispetto allo stesso mese del 2020, ha affermato Frontex in una nota. Molti Stati membri dell’UE temono che gli sviluppi in Afghanistan, dove i militanti talebani stanno rapidamente conquistando il territorio e costringendo le persone a fuggire, possano innescare una replica della crisi migratoria europea del 2015 e 2016.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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