Russia: al via il finanziamento di una base militare al confine tagiko-afghano

Pubblicato il 12 agosto 2021 alle 12:53 in Afghanistan Russia Tajikistan

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Mentre continua ad essere instabile la situazione in Afghanistan, la Russia ha dichiarato, giovedì 12 agosto, che intende stanziare 1,1 milioni di dollari per finanziare un nuovo avamposto militare in Tagikistan, nei pressi del confine con l’Afghanistan.

Ad annunciarlo, il 12 agosto, è stato il viceministro degli Esteri della Federazione Russa, Oleg Syromolotov. Il finanziamento è stato attivato su richiesta del Tagikistan e, secondo quanto reso noto, la nuova base militare sarà costruita nella provincia tagika di Khatlon, adiacente alla provincia afghana di Kunduz. Tale area, ha dichiarato Syromolotov, è una delle più “vulnerabili” del confine tra i due Paesi Centro-Asiatici. Al fine di formalizzare tale investimento, Mosca e Dushanbe prevedono di sottoscrivere un accordo durante il prossimo vertice di alto livello, la cui data non è ancora stata resa nota.

Il viceministro degli Esteri ha poi spiegato che l’efficacia della lotta al terrorismo è strettamente legata alla coordinazione di sforzi dei vari attori dell’Asia Centrale. È per tale ragione che Mosca, servendosi di apparecchiature elettroniche e per la ricognizione aerea, ha avviato il monitoraggio costante della situazione lungo il confine. Allo stesso tempo, il diplomatico ha affermato che la Federazione Russa continua a promuovere il processo di riconciliazione nazionale in Afghanistan tra i militanti talebani e le forze governative.

La provincia di Kunduz è stata definita “vulnerabile” perché, l’8 agosto, i miliziani talebani hanno reso noto di aver preso il controllo della suddetta area, insieme a quella di Sar-e-Pol e Taloqan, nel Nord del Paese.  Gli uffici governativi strategici di Kunduz, Sar-e-Pol e Taloqan sono caduti a poche ore l’uno dall’altro, secondo quanto confermato dai talebani e dai funzionari locali. Funzionari sanitari a Kunduz hanno riferito che 14 corpi, compresi quelli di donne e bambini, e più di 30 feriti sono stati portati in ospedale, a causa degli scontri tra forze armate e militanti.

L’impegno del Cremlino nel garantire la sicurezza regionale in Asia Centrale si è concretizzato con le esercitazioni militari trilaterali di Uzbekistan, Tagikistan e Russia, avviate il 2 agosto e conclusesi il 10 dello stesso mese. Le manovre hanno coinvolto un totale di 2.500 militari delle Forze Armate dei tre Stati alleati e si sono svolte nei pressi della base uzbeka di Termez, confinante con il vicino belligerante. Inizialmente, a prendere parte alle esercitazioni antiterroristiche sono state solo le Forze Armate di Mosca e Tashkent. In un secondo momento, si sono uniti anche i militari di Dushanbe, i quali hanno partecipato alla fase finale delle operazioni, tenutesi nella base militare di Harb-Maidon, a 20 chilometri dal confine con l’Afghanistan. 

 La nuova base militare in Tagikistan finanziata dalle Federazione Russa si aggiunge ad un altro avamposto che Mosca possiede nel Paese Centro-Asiatico. Si tratta della 201° base militare russa, situata nei pressi di Dushanbe, capitale tagika, e di Bokhtar dai tempi dell’Unione Sovietica. L’avamposto dispone di fucili a motore, unità corazzate, di artiglieria e di ricognizione, forze di difesa aerea, strutture di protezione chimica e biologica, nonché truppe di segnalazione. Oltre a ciò, nella 201° base sono presenti carri armati T-72, veicoli corazzati BTR-82A, sistemi di lancio multiplo Grad, sistemi di artiglieria Gvozdika e Akatsiya. Nel 2001, la Divisione russa operante nel suddetto avamposto era stata dispiegata al confine con l’Afghanistan, dopo che i talebani avevano tentato di attraversare il confine afghano-tagiko. Nell’ottobre 2012, è stato firmato un accordo che estende, fino al 2042, il periodo di stazionamento della base militare russa in Tagikistan.

In tale quadro, è importante sottolineare che l’escalation in Afghanistan si è intensificata da quando la nuova amministrazione statunitense, guidata dal presidente Joe Biden, ha confermato il graduale ritiro delle truppe, lo scorso aprile. Tuttavia, è da decenni che il Paese è caratterizzato da una profonda instabilità politica. I talebani, un’organizzazione di matrice fondamentalista islamista, sono stati dapprima impegnati nella lotta antisovietica in Afghanistan. Una serie di guerre intestine ha poi visto trionfare questi ultimi, che nel 2001 controllavano la maggioranza del territorio afghano. Lo stesso anno, con l’intervento degli Stati Uniti e il successivo sostegno offerto dalla NATO il regime teocratico instaurato dai talebani è stato rovesciato. Tuttavia, il gruppo ha continuato a lottare per il controllo del territorio e per l’imposizione di un emirato islamico in Afghanistan, lanciando attacchi contro le truppe della coalizione internazionale dell’Alleanza Atlantica schierate in Afghanistan, nonché contro le forze governative di Kabul, considerate “burattini” delle potenze occidentali. 

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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