Elezioni presidenziali e parlamentari in Zambia

Pubblicato il 12 agosto 2021 alle 17:15 in Africa Zambia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Circa sette milioni di cittadini dello Zambia si sono registrati per votare alle elezioni nazionali del 12 agosto e scegliere il presidente, l’Assemblea Nazionale ed i rappresentanti locali. 

I seggi sono stati aperti alle 6 del mattino, ora locale, e si sono chiusi 12 ore dopo in più di 12.000 seggi elettorali in tutto il Paese. Il candidato vincitore per le elezioni presidenziali deve ricevere più del 50 percento dei voti per evitare un ballottaggio, opzione che gli analisti ritengono improbabile. Sedici candidat sono in lizza per la presidenza, ma i favoriti sono Edgar Lungu, 64 anni, e il suo rivale di lunga data, il magnate Hakainde Hichilema, 59 anni, che si affrontano alle urne per la terza volta. Hichilema, che si candida per la sesta volta, è sostenuto da un’alleanza di 10 partiti.

Queste elezioni potrebbero essere ancora più serrate rispetto ai sondaggi del 2016, quando Hichilema ha perso per circa 100.000 voti. Lungu, avvocato di formazione, è accusato di aver negoziato prestiti insostenibili, in particolare da creditori cinesi, per finanziare una serie di progetti infrastrutturali. Sotto di lui, lo Zambia è diventato il primo Paese africano a insolvere sul proprio debito sovrano dall’inizio della pandemia di coronavirus, mentre l’inflazione è salita al 24,6% a giugno, il tasso più alto in più di un decennio. 

Inoltre, le società minerarie del Paese, secondo maggior produttore di rame in Africa, dopo la Repubblica Democratica del Congo, hanno subito, da febbraio ad aprile 2020, un calo delle entrate pari a circa il 30%, a causa della pandemia di COVID-19. Secondo quanto riportato, giovedì 18 giugno, dalla Camera delle Miniere, un’associazione di piccole e grandi compagnie minerarie, la ricaduta economica sulla produzione e sui ricavi dell’industria potrebbe durare per almeno 12 mesi.

Lo Zambia è un Paese dell’Africa meridionale senza alcuno sbocco al mare, con una popolazione di 16,59 milioni di abitanti, secondo le stime della World Bank. Dopo aver ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito, il 24 ottobre 1964, lo Zambia è riuscito a compiere una transizione democratica relativamente pacifica, tanto che il primo presidente, Kenneth Juanda, giocò un ruolo chiave nei rapporti diplomatici regionali, cooperando con gli Stati Uniti per cercare di porre fini a conflitti negli Stati vicini, come in Zimbabwe, in Angola e in Namibia.

Negli ultimi 10 anni, lo Zambia ha effettuato una rapida crescita economica, affermandosi come secondo produttore di rame, dopo la Repubblica Democratica del Congo. Nonostante ciò, gli ingenti investimenti cinesi nell’area non sono riusciti a migliorare la vita dei cittadini zambiani, 2/3 dei quali vivono ancora al di sotto della soglia di povertà. Secondo le Nazioni Unite, lo Zambia presenta uno dei tassi di crescita della popolazione più alto al mondo, che, date le condizioni precarie dei cittadini e dati i crescenti arrivi di rifugiati dalla repubblica Demografica del Congo, rischia di andare incontro ad una crisi umanitaria.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.