Brasile: Bolsonaro insiste che le elezioni del 2022 non saranno affidabili

Pubblicato il 12 agosto 2021 alle 13:27 in America Latina Brasile

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Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha nuovamente messo in dubbio, mercoledì 11 agosto, l’affidabilità del sistema di voto elettronico del Paese, che opera dal 1996, e, con esso, la fiducia nelle prossime elezioni presidenziali.

Con 229 voti a favore, a fronte dei 218 contrari, i deputati brasiliani hanno rifiutato di includere, il 10 agosto, un emendamento alla Costituzione per adottare un sistema di voto misto, con urne elettroniche e schede cartacee. “Quasi la metà dei deputati al Congresso non crede nell’integrità del lavoro del Tribunale Superiore Elettorale (TSE), né che il risultato finale possa essere affidabile”, ha sottolineato il capo dello Stato di estrema destra davanti a un gruppo di sostenitori fuori dalla sua residenza ufficiale a Brasilia.

La decisione della Camera ha quindi annullato completamente l’iniziativa, che aveva bisogno del sostegno di almeno tre quinti della sessione plenaria, che corrisponde a 308 dei 513 deputati, per passare al Senato. “Il risultato non ha raggiunto il quorum per l’approvazione. La questione verrà quindi archiviata quest’anno. Non c’è tempo né spazio per avviare una nuova discussione”, ha affermato il presidente della Camera, Arthur Lira, al termine della sessione. “L’urna elettronica è verificabile, a differenza del voto stampato”, ha condannato il deputato Elvino José Bohn Gass, del Partito progressista dei lavoratori (PT).

Bolsonaro, da parte sua, ha minacciato di non riconoscere il risultato delle elezioni presidenziali del 2022 nel caso in cui il voto cartaceo non venisse adottato, sostenendo che le urne elettroniche, in vigore nel Paese dal 1996, favoriscano la “frode”. Il presidente non ha tuttavia fornito alcuna prova al riguardo. La corte elettorale ha respinto le sue affermazioni definendole “infondate” e sostenendo che il sistema è “affidabile perché ci sono diversi modi per verificare i risultati”. Il presidente del tribunale, Luis Roberto Barroso, ha riferito che la proposta di riforma sarebbe stata una soluzione rischiosa a un problema “che non esiste”, e che avrebbe creato opportunità di acquisto di voti e di frode.

La Corte Superiore Elettorale (TSE) ha deciso, il 2 agosto, di indagare sul presidente del Paese per i suoi continui attacchi alla legittimità del sistema di voto elettronico. L’inchiesta stabilirà se Bolsonaro ha commesso i reati di “abuso di potere economico e politico, di uso improprio dei media, di corruzione, di frode, di condotta vietata agli agenti pubblici e di propaganda estemporanea nei suoi attacchi contro il sistema di voto elettronico e la legittimità” delle elezioni generali del 2022.

Secondo un sondaggio pubblicato dall’’Istituto Paraná Pesquisas, l’attuale presidente del Paese otterrebbe il 38,2% dei voti alle prossime elezioni presidenziali, mentre l’ex capo di Stato e fondatore del Partito dei lavoratori (PT), Lula da Silva, ne guadagnerebbe il 43,3%. L’Istituto ha stimato che la disapprovazione della candidatura di Bolsonaro sarebbe pari al 49,1%. Il sondaggio è basato sulla consultazione di circa 2.010 persone in 26 Stati brasiliani e nel Distretto Federale, tra il 24 e il 28 luglio.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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