Sudan: attacco armato letale nel Darfur

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 13:33 in Africa Sudan

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Sette cittadini sudanesi sono stati uccisi e altri 16 sono rimasti feriti, quando un gruppo di uomini armati ha attaccato un villaggio nel Sud Darfur.

La notizia è stata riferita il 10 agosto da un’organizzazione non governativa che rappresenta centinaia di migliaia di sfollati a causa del conflitto in Darfur. L’assalto è avvenuto in una data non precisata, prima dell’8 agosto. Il Comitato di Coordinamento Generale per i Campi Profughi e gli Sfollati Interni ha accusato i membri delle milizie a maggioranza araba, note come Janjaweed, di aver attaccato giovedì il villaggio di Habouba. Tuttavia, non è stata resa nota alcuna rivendicazione dell’assalto. 

L’agenzia di stampa statale SUNA, citata da Reuters, ha riferito la notizia, ma ha fornito dati diversi relativi a vittime e feriti e ha aggiunto che alcuni funzionari locali dello stato del Sud Darfur hanno affermato che circa 200 uomini armati hanno attaccato il villaggio, ma una forza di sicurezza congiunta ha respinto l’attacco mortale. In tale contesto, è interessante sottolineare che gli aggressori preso di mira uno dei villaggi che volontariamente ha iniziato ad accogliere cittadini di ritorno che erano fuggiti dalle proprie case durante il conflitto scoppiato in Darfur nel 2003.

Il conflitto del Darfur è iniziato nel 2003, dopo che alcuni ribelli, per lo più non arabi, sono insorti contro il governo di Khartoum. Le forze governative e le milizie arabe, che si sono mosse per reprimere la rivolta, sono state accusate di atrocità e violenze diffuse. Circa 300.000 persone sono state uccise nel conflitto, secondo le stime delle Nazioni Unite. Nella regione non ci sono stati più combattimenti di questo tipo per anni, ma la disputa rimane irrisolta perché le milizie arabe sono ancora presenti e hanno il controllo sulle terre che sono riuscite a sequestrare.

Le violenze nel Darfur sono riesplose dopo che le forze di pace delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana hanno dichiarato conclusa la loro missione nel Paese, il 31 dicembre 2020. In tale data l’UNAMID, attiva da 13 anni in Sudan, ha affermato che il governo di Khartoum si sarebbe assunto tutta la responsabilità di provvedere alla sicurezza della regione e di fornire ai residenti i servizi necessari.

A partire dal primo gennaio 2021, le truppe e il personale di polizia della missione si sono impegnate nel ritiro dei propri uomini (circa 8.000), che avverrà, in maniera graduale, durante un arco temporale di sei mesi. La missione congiunta delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana dovrebbe essere sostituita da una forza nazionale che includerà alcuni ex ribelli del Darfur. Funzionari sudanesi hanno affermato che i primi soldati si stanno già schierando, ma i residenti e alcuni diplomatici temono che il ritiro di UNAMID lascerà i civili più vulnerabili.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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