Stati Uniti: diversi funzionari della sicurezza vanno in Messico per discutere della migrazione

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 14:56 in Messico USA e Canada

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Diversi funzionari della sicurezza degli Stati Uniti si sono incontrati, martedì 10 agosto, con le controparti in Messico per discutere su come affrontare l’immigrazione illegale negli USA. Il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, e il segretario per la sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, hanno guidato la delegazione per incontrare gli alti funzionari del Governo messicano e lavorare insieme, con il fine di rallentare gli attraversamenti lungo il confine meridionale degli Stati Uniti. I funzionari hanno anche discusso di altre questioni economiche e di sicurezza, nonché della risposta alla pandemia di Covid-19.

Il Ministero degli Esteri messicano ha dichiarato, dopo gli incontri, che entrambe le parti hanno analizzato i recenti flussi migratori e hanno concordato di espandere la cooperazione con lo scopo di garantire una migrazione ordinata e sicura.

La visita dei funzionari americani è avvenuta il giorno dopo che la vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, impegnata ad arginare le “cause profonde” della migrazione dall’America centrale, ha parlato con il presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador, per ribadire che tale questione è una “priorità assoluta” per l’amministrazione.

David Shahoulian, sottosegretario alla Sicurezza interna per le politiche di frontiera e immigrazione, ha affermato, in un documento giudiziario, che a luglio c’è stato il più alto numero di minori non accompagnati prelevati alla frontiera. “Le migrazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate in maniera significativa e la maggior parte delle persone risultano positive al Covid-19”, ha aggiunto il sottosegretario, senza fornire ulteriori dettagli.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha affidato, il 24 marzo, a Harris la gestione della crisi umanitaria provocata dall’arrivo degli immigrati al confine meridionale del Paese. Biden ha definito questa sfida “molto impegnativa” ma ha affermato che la vicepresidente è la persona “più qualificata” per poterla affrontare. Il capo di Stato ha aggiunto tuttavia che sarà necessaria anche la collaborazione del Messico, del Guatemala, dell’Honduras e di El Salvador.

Da parte sua, Harris ha riferito che questo non sarà un lavoro facile, “ma sicuramente di grande importanza” e ha dichiarato che i motivi per cui molte persone stanno lasciando la propria nazione non riguardano solo la violenza, il traffico di droga e la povertà, ma anche disastri naturali, quali uragani, inondazioni e terremoti. 

Dall’arrivo dell’attuale leader americano alla Casa Bianca, c’è stato un notevole aumento del numero di immigrati negli Stati Uniti, in particolare di minori non accompagnati, che sono attualmente detenuti nei centri di detenzione. Durante un’intervista avvenuta il 24 marzo, il senatore repubblicano Ted Cruz ha detto che “questa crisi è stata creata dall’amministrazione Biden e dalle sue stesse politiche” e ha affermato che Biden, smantellando le politiche del suo predecessore, ha dato nuovi incentivi a migliaia di migranti che stanno tentando di entrare negli Stati Uniti.

Nancy Patricia Pelosi, speaker democratica della Camera dei rappresentanti, ha dichiarato che il crescente flusso migratorio non è dovuto alle misure di Biden, bensì al favorevole cambiamento delle condizioni meteorologiche e ha evidenziato che il presidente statunitense sta cercando di gestirlo in un modo “molto più umano di prima”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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