Nicaragua: il Governo richiama i suoi ambasciatori in Messico, Argentina, Colombia e Costa Rica

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 7:10 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il Nicaragua ha richiamato i suoi ambasciatori in Messico, Argentina, Colombia e Costa Rica per “consultazioni”, lunedì 9 agosto. “Il Governo di Riconciliazione e di Unità Nazionale ha osservato e considerato con serietà e maturità, le continue e immeritate accuse, irrispettose, invadenti e interventiste nei nostri affari interni, da parte delle massime autorità di ciascuno di questi Paesi, su questioni che riguardano solo il nostro popolo e il nostro Governo”, ha affermato il Ministero degli Esteri. Gli ambasciatori nicaraguensi chiamati alle consultazioni sono Orlando Gómez, Yara Pérez, Duilio Hernández e Juan Carlos Gutiérrez.

Il Governo del presidente del Paese, Daniel Ortega, ha precisato che “si rammarica di aver preso questo provvedimento che richiede solo il rispetto delle regole di pacifica, riverente e armoniosa convivenza tra nazioni e popoli che condividono una storia comune”.

Da parte loro, Argentina, Colombia, Costa Rica e Colombia avevano chiesto consultazioni con i loro ambasciatori in Nicaragua per “le preoccupanti azioni politico-legali” del Governo Ortega, in vista delle elezioni generali del prossimo 7 novembre, nelle quali sono stati esclusi diversi avversari politici.

A partire dal 2 giugno, Ortega ha incarcerato 32 membri dell’opposizione, tra cui 7 candidati alla presidenza. L’ultimo arresto risale a lunedì 9 agosto, quando il Governo latino-americano ha arrestato l’ex ambasciatore del Nicaragua in Costa Rica, Mauricio José Díaz Dávila. Dávila è anche membro del partito Ciudadanos por la Libertad (CxL), che è stato sciolto dai magistrati elettorali, sostenitori di Ortega, per aver iscritto come candidati alle cariche pubbliche persone considerate “traditrici della patria”.

La Polizia di Stato ha confermato che Díaz è “indagato per aver compiuto atti che minano l’indipendenza, la sovranità e l’autodeterminazione, per istigazione all’ingerenza straniera negli affari interni, per richiesta di interventi militari e per organizzazione con finanziamenti di potenze straniere per compiere atti di terrorismo e destabilizzazione”.

Gli USA hanno annunciato, il 9 agosto, la restrizione dei visti a 50 parenti diretti dei rappresentanti dell’Assemblea nazionale del Nicaragua, dominata dal partito al Governo, nonché a diversi procuratori e giudici, accusati di collusione per ostacolare il processo elettorale previsto per novembre. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, ha indicato che le azioni hanno dimostrato l’impegno degli Stati Uniti “a promuovere un’ampia responsabilità per chiunque abbia beneficiato o sia responsabile degli attacchi del regime di Ortega alle istituzioni democratiche”. Le restrizioni sui visti contro i parenti di giudici, di procuratori e di membri del Parlamento nicaraguense si aggiungono alle 100 annunciate il 12 luglio

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha affermato, il 12 luglio, che l’amministrazione del presidente degli USA, Joe Biden, continuerà a utilizzare gli strumenti diplomatici ed economici a sua disposizione per “spingere per il rilascio dei prigionieri politici e per sostenere le richieste dei nicaraguensi di una maggiore libertà e di elezioni libere ed eque”.

Ortega, ex guerrigliero in procinto di compiere 76 anni e tornato al potere nel 2007 dopo aver coordinato un consiglio di amministrazione dal 1979 al 1984, sta ora puntando alla sua rielezione per il quarto mandato presidenziale consecutivo.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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