Nicaragua: il Governo di Ortega lancia un attacco alla Spagna

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 12:50 in America centrale e Caraibi Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero degli Esteri del Nicaragua ha condannato, martedì 10 agosto, “l’ingerenza inammissibile del Governo del Regno di Spagna negli affari interni del Paese”. La Spagna ha avvertito, lunedì 9 agosto, che le elezioni in Nicaragua non sono credibili dopo la cancellazione, 3 mesi prima delle elezioni generali, della personalità giuridica dell’alleanza di opposizione Ciudadanos por la Libertad (CxL) da parte del Consiglio Elettorale Supremo del Paese.

Attraverso un comunicato del Ministero degli Affari Esteri, il Governo spagnolo ha ritenuto che tale provvedimento, insieme ad altri recentemente adottati dalle autorità nicaraguensi, “impediscano al processo elettorale in corso di offrire un risultato con garanzie e credibilità”.

Il Nicaragua, dal canto suo, ha ricordato alla Spagna “le sue gravi questioni in sospeso, che risalgono agli anni ’80, quando il presidente di allora, Don Felipe González, ha creato i cosiddetti Gruppi di liberazione antiterrorismo (GAL) che hanno macchiato per sempre il Paese a causa dei crimini contro l’umanità, mai indagati o processati”. Per il Nicaragua, “ciò mostra il carattere immorale delle istituzioni spagnole”. Lo Stato latino-americano ha quindi invitato la Spagna a riflettere, “non avendo mai avuto il coraggio di confessare le proprie colpe”.

Alle lamentele sulla mancanza di credibilità delle elezioni in Nicaragua si sono unite le Nazioni Unite, gli Stati Uniti, l’Unione Europea, il Canada, il Regno Unito e la Spagna.

Il Paese dell’America centrale ha richiamato i suoi ambasciatori in Messico, Argentina, Colombia e Costa Rica per “consultazioni”, lunedì 9 agosto, “per le continue e immeritate accuse da parte delle massime autorità di ciascuno di questi Paesi, su questioni che riguardano solo il suo popolo e il suo Governo”. Gli ambasciatori nicaraguensi chiamati alle consultazioni sono Orlando Gómez, Yara Pérez, Duilio Hernández e Juan Carlos Gutiérrez.

Da parte loro, Argentina, Colombia, Costa Rica e Colombia avevano criticato “le preoccupanti azioni politico-legali” del Governo del presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, in vista delle elezioni generali del prossimo 7 novembre, nelle quali sono stati esclusi diversi avversari politici.

A partire dal 2 giugno, Ortega ha incarcerato 32 membri dell’opposizione, tra cui 7 candidati alla presidenza. L’ultimo arresto risale al 9 agosto, quando il Governo ha arrestato l’ex ambasciatore del Nicaragua in Costa Rica, Mauricio José Díaz Dávila. Dávila è anche membro del partito CxL, che è stato recentemente sciolto dai magistrati elettorali, sostenitori di Ortega, per aver iscritto come candidati alle cariche pubbliche persone considerate “traditrici della patria”.

Gli USA hanno annunciato, il 9 agosto, la restrizione dei visti a 50 parenti diretti dei rappresentanti dell’Assemblea nazionale del Nicaragua, dominata dal partito al Governo, nonché a diversi procuratori e giudici, accusati di collusione per ostacolare il processo elettorale previsto per novembre. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price, ha indicato che le azioni hanno dimostrato l’impegno degli Stati Uniti “a promuovere un’ampia responsabilità per chiunque abbia beneficiato o sia responsabile degli attacchi del regime di Ortega alle istituzioni democratiche”.

Ortega, ex guerrigliero in procinto di compiere 76 anni e tornato al potere nel 2007 dopo aver coordinato un consiglio di amministrazione dal 1979 al 1984, sta ora puntando alla sua rielezione per il quarto mandato presidenziale consecutivo.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Ludovica Tagliaferri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.