Libia, Haftar: l’LNA non sottostarà ad alcuna autorità civile

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 12:13 in Africa Libia

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Il comandante in capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, ha affermato che le sue forze armate non si sottoporranno mai ad un’autorità civile, il 9 agosto. Il giorno dopo, in risposta, il primo ministro del governo ad interim della Libia, Abdulhamid Dabaiba, ha dichiarato che gli eserciti nazionali sono pensati per proteggere le capitali, non per sconvolgerle, facendo riferimento all’assedio lanciato contro Tripoli da Haftar, il 4 aprile 2019.

Parlando dalla base militare aerea di Benina, in occasione dell’81esimo anniversario dall’istituzione dell’LNA, Haftar ha dichiarato che le sue forze armate non accetteranno mai “l’inganno in nome del governo civile”. Haftar ha però specificato che, nonostante “profonde differenze di vedute verso la patria”, è disposto a sostenere una pace giusta. Il generale ha quindi ricordato che l’LNA non è mai stati autoritario o arrogante verso il popolo o di parte verso una tribù e non sottostarà ad alcuna autorità.  Haftar ha dichiarato che le forze dell’LNA sono determinate a contrastare i gruppi di terroristi che hanno sconvolto la Libia e che hanno “issato slogan di morte con massacri e decapitazioni”. Il generale si è quindi rivolto alla popolazione libica dichiarando che quando il loro “futuro, sorte e presente” erano a rischio l’LNA è stato l’ostacolo alle correnti di terroristi, ricordando anche il ruolo avuto nella formazione della commissione militare congiunta 5+5 e nella road map del Forum di dialogo politico libico. Per il generale, senza l’LNA, le elezioni previste per il prossimo 24 dicembre non avrebbero avuto alcun ruolo in tale percorso.

Il 9 agosto, Haftar ha anche annunciato una serie di promozioni militari, nomine e riorganizzazioni. Tra queste vi è stata la nomina dell’ex primo ministro Abdalla Thinni a capo dell’amministrazione politica dell’esercito. L’annuncio di Haftar della designazione del personale militare nella regione orientale è arrivata ad un giorno di distanza da quando il Consiglio di Presidenza ha affermato che decisioni per promuovere ufficiali, nominare comandanti delle regioni militari e istituire unità militari, fossero tutte di sua competenza in qualità di Comandante Supremo delle Forze Armate libiche. Il Consiglio presidenziale aveva poi aggiunto che qualsiasi decisione che contraddicesse ciò da parte di qualsiasi parte o posizione sarebbe stata nulla.

In riposta alle affermazioni di Haftar, invece, il premier Dabaiba ha affermato che: “Le capitali sono perle preziose e gli eserciti sono stati istituiti per proteggerle, non per sconvolgerle, terrorizzare le loro popolazioni e distruggere le loro proprietà. Nessun esercito nazionale può terrorizzare il proprio popolo o città per nessuna ragione”. Dabaiba ha fatto riferimento all’assedio lanciato dall’LNA il 4 aprile 2019 contro Tripoli, controllata dalle forze dell’allora Governo di Accordo Nazionale (GNA) che il 4 giugno dell’anno successivo avevano respinto l’attacco di Haftar. Dababiba ha quindi aggiunto che il compito degli eserciti è proteggere i confini territoriali, marittimi ed aerei del proprio Paese, specificando che l’LNA era nato per proteggere la pace. Il premier libico ha quindi dichiarato che un “prestigiosa istituzione militare” non può essere affiliata ad una sola persona.

La Libia è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica e ha visto, a livello politico, la presenza di due amministrazioni rivali, quella della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, guidata da Aguila Saleh, e quella del GNA, con a capo Fayez Al-Sarraj, mentre, a livello militare, il fronteggiarsi delle milizie legate al GNA e di quelle dell’Esercito Nazionale Libico del generale Khalifa Haftar.

In tale contesto, al momento, dal punto di vista militare, in Libia è attivo un cessate il dallo scorso 23 ottobre 2020, concordato in seguito ad un incontro tra le delegazioni libiche del LNA e del GNA, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. A livello politico, invece, tutte le parti hanno espresso sostegno per l’esecutivo ad interim nominato il 5 febbraio scorso dal Forum di dialogo politico libico. Tale governo transitorio dovrà guidare il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre 2021 ed è rappresentato da Mohammad Younes Menfi, in veste di capo del Consiglio presidenziale, e da Abdulhamid Dabaiba, in qualità di primo ministro.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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