L’Azerbaigian accusa l’Armenia di dispiegare “illegalmente” le proprie truppe

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 17:17 in Armenia Azerbaigian

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Il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha accusato l’Armenia, mercoledì 11 agosto, di aver “dispiegato illegalmente” le proprie Forze Armate nel Karabakh. In tale area, secondo l’accordo di pace del 9 novembre 2020, devono trovarsi solo ed esclusivamente “peacekeeper” russi, al fine di mantenere stabile la situazione ed evitare nuove escalation.  

Secondo il Dipartimento di Baku, negli ultimi giorni l’Armenia avrebbe iniziato a collocare i propri militari nel Karabakh, violando le disposizioni dell’accordo di pace che le parti, con la mediazione della Russia, hanno sottoscritto nel novembre 2020. Nello specifico, le Forze Armate armene sarebbero state dispiegate nelle aree di Mukhtarkand, Shushakend, e nei territori confinanti con le regioni Orientali di Kelbajar e Lachin. In risposta alle violazioni di Erevan, l’Esercito di Baku, dopo aver condannato le azioni armene, ha annunciato “misure adeguate” per limitare la presenza di Erevan nei territori. Secondo il Ministero della Difesa azero, la parte armena “ricorre intenzionalmente a tali provocazioni per aumentare le tensioni”. Inoltre, il compito di porre fine al dispiegamento armeno spetterebbe alle forze di pace della Federazione Russa, in conformità con le disposizioni della dichiarazione trilaterale del 2020, ha affermato il suddetto Dipartimento azero.

Nonostante la tregua tra Baku e Erevan, si verificano periodicamente violazioni. L’episodio più recente di violenza è stato registrato il 6 agosto. In tale occasione, il Ministero della Difesa dell’Armenia ha accusato le Forze Armate azere di bombardare le postazioni armene presso il confine Sud-Ovest con l’Azerbaigian. Dall’altra parte, Baku ha dichiarato che i militari armeni hanno preso di mira le divisioni militari azere poste nella regione di Sadarak, situata nella Repubblica autonoma di Nakhchivan, un’enclave azera a confine con l’Armenia, l’Iran e la Turchia.

Tali sviluppi sono collocare nel quadro della recente escalation tra Armenia e Azerbaigian, avvenuta il 28 luglio. In tale data, a partire dalle 4:00 ora locale, sono stati registrati intensi scontri ad arma da fuoco tra le divisioni di Erevan e Baku presso l’area Nord-Occidentale del confine. Secondo i dati resi noti dalle rispettive agenzie di stampa, Erevan ha riportato 3 vittime e 5 feriti, mentre il bilancio dei feriti di Baku era di 2 soldati. Le aree prese d’assalto sono state quelle di Sotk e Verin Shorzha, città armene nella provincia di Gegharkunik.

 A seguito dell’escalation del 28 luglio, la Russia, che già aveva svolto il ruolo di mediatrice nel conflitto scoppiato il 27 settembre 2020, è intervenuta e ha invitato ambo le parti belligeranti a concordare un ulteriore cessate il fuoco. Secondo quanto reso noto, intorno le 10:00 del mattino, ora locale, Baku ha accettato la tregua suggerita da Mosca. Tuttavia, nonostante il nuovo cessate il fuoco, il Ministero della Difesa azero ha accusato l’Armenia di continuare a “bombardare le postazioni militari” di Baku nei pressi della regione Nord-orientale del Kelbajar, servendosi di carri armati e di mortai da 120 mm. Dall’altra parte, il Ministero della Difesa di Erevan ha annunciato di aver accettato la nuova tregua, riferendo che le misure e il nuovo accordo sono in “fase di esecuzione”. L’Armenia ha ribadito di “rispettare ampiamente il cessate il fuoco”.

È importante ricordare che, sebbene i disordini siano aumentati nel mese di maggio e in quello di luglio, gli scontri erano già scoppiati in precedenza, a partire dal 27 settembre 2020. Dopo due mesi di intensi scontri, le parti hanno concordato, il 9 novembre 2020, un trattato di pace, che è stato mediato dalla Russia. Sulla base dell’accordo, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni ‘90, erano stati occupati dalle forze armene. Nello specifico, Baku e Erevan si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) di Minsk, guidato da tre co-presidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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