Germania: arrestato diplomatico britannico per spionaggio a favore della Russia

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 11:42 in Germania Russia UK

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Le Forze dell’ordine della Germania hanno arrestato a Postdam, martedì 10 agosto, un uomo britannico che lavorava presso l’ambasciata di Londra a Berlino con l’accusa di svolgere attività di spionaggio per conto della Federazione Russa.

Ad annunciarlo, mercoledì 11 agosto, è stato il Pubblico Ministero della Germania, citato dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Il mandato di arresto per l’uomo è stato emanato dalla Procura federale di Karlsruhe. Le indagini condotte dalle autorità di Berlino hanno rivelato che l’accusato avrebbe consegnato documenti classificati ai servizi segreti russi in cambio di denaro. Secondo quanto reso noto, l’operazione di arresto è stata possibile grazie all’operato coordinato delle Forze dell’ordine tedesche e le autorità britanniche. L’abitazione e il luogo di lavoro dell’individuo, identificato come Davis S., sono state poi perquisite.

Secondo quanto rivelato dal Dipartimento federale di Berlino, l’imputato è sospettato di aver cooperato con i servizi di intelligence di Mosca a partire da novembre 2020. Nel rapporto si legge che almeno una volta il britannico ha fornito alla Russia documenti ottenuti mentre prestava servizio alla missione diplomatica a Berlino. La Procura generale ha poi affermato che l’importo che ricevuto dall’accusato non è ancora noto alle autorità tedesche.

Anche il 21 giugno, l’ufficio del Procuratore generale della Germania ha annunciato che, il 18 giugno, è stato posto in stato di fermo un cittadino russo. Su quest’ultimo pendono le accuse di condurre attività di spionaggio per conto dell’intelligence della Federazione Russa. Anche in questo caso, il russo avrebbe ricevuto denaro in cambio di materiali classificati.  L’uomo, identificato come Ilnur N., è sospettato di cooperare con i servizi segreti russi da ottobre 2020. Il Pubblico Ministero di Berlino ha dichiarato che, tra ottobre 2020 e giugno 2021, l’accusato si sarebbe incontrato almeno tre volte con un membro dell’intelligence russa al fine di fornirgli “informazioni sensibili” in cambio di denaro. Ilnur, il cui nome non è stato divulgato, ricopriva il ruolo di assistente di ricerca presso un Dipartimento di Scienze Naturali e Tecnologia di un’università tedesca, anch’essa non specificata. Dopo l’arresto, le forze dell’ordine della Germania hanno perquisito la sua abitazione e il suo ufficio. Il giorno dopo, il 19 giugno, il Tribunale di Berlino ha ospitato l’udienza preliminare in cui è stata confermata la misura di custodia cautelare per l’accusato.

In tale quadro, è rilevante ricordare che anche in Italia, nel mese di marzo, si è verificato un episodio analogo. Il caso di spionaggio è scoppiato la sera del 30 marzo, quando il capitano di fregata, Walter Biot, e un membro dell’Ambasciata russa, Dmitri Ostrukhov, sono stati fermati in un parcheggio della capitale mentre era in corso la vendita di documenti altamente riservati. L’operazione di arresto è stata condotta dai Carabinieri del Ros, su mandato della Procura della Repubblica di Roma, i quali hanno arrestato il capitano di fregata con l’accusa di “procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico e militare, diffusione di notizie di cui è vietata la divulgazione”. Secondo le autorità, il militare italiano ha ceduto documenti classificati in cambio di una somma di denaro, pari a circa 5.000 euro in contanti. Si tratterebbe di copie di documenti che erano all’attenzione dello Stato Maggiore.

Gli ultimi sviluppi giungono un giorno dopo le nuove sanzioni imposte dal Ministero degli Esteri russo contro la Gran Bretagna, a causa delle dichiarazioni del Paese europeo rispetto la Cecenia. Secondo quanto riferito da un funzionario del Ministero degli Esteri di Mosca, Nikolay Lakhonin, il 9 agosto, le nuove misure sono state applicate in “risposta alle azioni ostili delle autorità britanniche”, sulla base del “principio di reciprocità”. Nella nota del Dipartimento russo, inoltre, il Cremlino ha esortato il Regno Unito ad abbandonare la politica conflittuale contro la Russia, definendola “infondata”. Per Mosca, “qualsiasi passo ostile” non rimarrà impunito ma riceverà una risposta “proporzionata e adeguata”. Secondo Lakhonin, dopo aver lasciato l’UE, la Gran Bretagna avrebbe “intensificato gli strumenti sanzionatori”, che sono stati descritti come parte di una “campagna di denigrazione della Russia”.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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