Colombia: il tribunale di pace indagherà sulle FARC per il reclutamento di minori

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 11:29 in America Latina Colombia

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Il Tribunale speciale per la pace (JEP) ha annunciato, il 10 agosto, che indagherà sull’ex guerriglia delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) per il reclutamento di 18.667 minori. “Strumentalizzare i bambini nel conflitto ha causato dolore alla società colombiana”, ha affermato il presidente del JEP, Eduardo Cifuentes, in una conferenza stampa a Bogotà.

La corte ha precisato che almeno 5.691 casi corrispondono a minori di 14 anni o meno, il che viola le norme del diritto internazionale umanitario. “Le FARC hanno sistematicamente reclutato e utilizzato, per lo sviluppo del conflitto armato, ragazzi e ragazze di questa fascia di età, contrariamente alle proprie disposizioni”, ha affermato il JEP, in una nota. L’indagine darà la priorità agli eventi accaduti tra il 1996 e il 2006, periodo che rappresenta la maggior parte dei casi, anche se, secondo il JEP, solo nel 2013 sono stati reclutati 1.766 minori.

I giudici decideranno poi se sporgere denuncia per “reati internazionali”, cioè crimini contro l’umanità, associati al reclutamento di minori, tra cui omicidio e violenza sessuale. Secondo il tribunale, molti dei minori sono stati sottoposti ad “aborti forzati” e “atti di libidine violenti”. Un gruppo di 26 ex combattenti della dissolta guerriglia marxista è stato chiamato a dare la loro “versione” di questi eventi.

A gennaio, il JEP ha incriminato 8 comandanti di alto rango di quella che era la guerriglia più potente del continente per il rapimento di 21.396 persone tra il 1990 e il 2016.  Diversi ex militari sono stati anche accusati dell’omicidio di 6.400 civili giustiziati dall’esercito e presentati come vittime di combattimento in cambio di benefici, nello scandalo noto in gergo militare come “falsi positivi”.

Il 24 novembre del 2016, il Governo colombiano e le FARC avevano firmato uno storico accordo di pace, con lo scopo di porre fine a circa cinquant’anni di guerra. Il documento sostituiva un precedente patto firmato dalle parti a settembre dello stesso anno, ma che era stato poi respinto in un referendum che si era tenuto il 2 ottobre. Il negoziatore delle FARC, Iván Marquéz, aveva riferito di “aver vinto la più bella di tutte le battaglie” e aveva ribadito che “la guerra con le armi era finita, lasciando spazio al dibattito delle idee”. Nel corso degli anni, il gruppo rivoluzionario ha subito tuttavia profonde divisioni, con alcuni dei suoi membri che si sono uniti ai movimenti di sinistra tradizionali e altri che hanno rinunciato al processo di pace e sono tornati alle armi, a causa dell’esclusione politica e sociale. Il JEP è un tribunale creato nell’ambito dell’accordo di pace del 2016 per perseguire i leader militari colombiani per presunti crimini di guerra.

Due dei più importanti ex leader dei gruppi paramilitari della Colombia, ossia Rodrigo Lodoño e Salvatore Mancuso, si sono scusati con le vittime, il 4 agosto, nell’ambito di una Commissione progettata per svelare la verità dietro la guerra civile del Paese. “È ora che ci chiediamo se fossero necessarie tante vittime. La guerra non ha logica e all’epoca non ci faceva pensare ai danni che stavamo facendo”, ha riferito Londoño, alias Timochenko, ex capo delle FARC. “Voglio riconoscere la mia responsabilità in questo conflitto e voglio dedicare il resto dei miei giorni a restituire dignità ai territori in cui mi trovavo e alle loro comunità”, ha affermato Mancuso, che guidava il gruppo paramilitare Autodefensas Unidas de Colombia (AUC).

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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