Cina-Canada: 11 anni di detenzione per spionaggio

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 10:39 in Cina USA e Canada

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Un tribunale cinese ha condannato ad 11 anni di detenzione per spionaggio un uomo d’affari canadese, Michael Spavor. La decisione potrebbe minare ulteriormente le già difficili relazioni tra Cina e Canada.

Spavor, che per anni ha gestito un’attività che organizzava viaggi e scambi culturali tra Cina e Corea del Nord, è stato condannato per “spionaggio e scambio illegale di segreti di Stato”, secondo la Corte intermedia del popolo della città di Dandong, aggiungendo che il cittadino canadese, il cui processo a porte chiuse a marzo è durato poco più di due ore, sarebbe stato espulso dal Paese. Tuttavia, non è chiaro quando questo potrebbe avvenire. Inoltre, alcuni dei suoi beni sarebbero stati confiscati, secondo la Corte.

Spavor è uno dei due canadesi che sono stati detenuti in Cina nel dicembre 2018, poco dopo che il Canada ha arrestato Meng Wanzhou, direttrice finanziaria del colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei, su richiesta di estradizione degli Stati Uniti. Come Spavor, anche Michael Kovrig, analista dell’International Crisis Group, è accusato di spionaggio ed è stato processato a marzo. Quest’ultimo, però, ancora in attesa del verdetto. Il Canada ha denunciato il fatto che le detenzioni sono collegate al caso di Meng e Pechino, da parte sua, ha negato tali accuse.

Alla notizia della condanna, il primo ministro canadese, Justin Trudeau, ha dichiarato: “La condanna di Michael Spavor da parte della Cina sono assolutamente inaccettabili e ingiuste”.  Lo stesso ha poi aggiunto: “Il verdetto arriva dopo più di due anni e mezzo di detenzione arbitraria, mancanza di trasparenza e un processo che non ha soddisfatto nemmeno gli standard minimi richiesti dal diritto internazionale”. L’ambasciatore del Canada in Cina, Dominic Barton, che ha fatto visita a Spavor in un centro di detenzione a Dandong, ha riferito ai giornalisti che l’uomo d’affari aveva tre messaggi che voleva condividere con il mondo esterno: “Grazie per tutto il vostro sostegno”, “Sono di buon umore” e “Voglio tornare a casa”.

Il verdetto arriva il giorno successivo ad un’altra condanna di un cittadino canadese in Cina. Il 10 agosto, un tribunale cinese ha confermato la condanna a morte di Robert Schellenberg per traffico di droga. L’uomo era stato arrestato in Cina nel 2014 e condannato nel 2018. Quando è ricorso all’appello, un tribunale della città di Dalian lo ha condannato a morte, nel gennaio 2019, un mese dopo che la dirigente di Huawei, Meng Wanzhou, era stata arrestata all’aeroporto internazionale di Vancouver. L’Alta Corte nella provincia cinese Nord-orientale del Liaoning ha ascoltato l’appello di Schellenberg contro la condanna a morte nel maggio del 2020 e ha confermato il verdetto e la pena capitale il 10 agosto del 2021.

Per quanto riguarda invece Meng Wanzhou, direttrice dell’azienda cinese Huawei e figlia del fondatore, la donna era stata arrestata il 1° dicembre del 2018 dalle autorità canadesi, su mandato statunitense, per presunte violazioni delle sanzioni contro l’Iran. La Cina aveva ripetutamente invitato il Canada a liberare la Meng, senza ottenere risultati. Con un tempismo quantomeno sospetto, nei primi giorni del gennaio 2019, due cittadini canadesi, Michael Kovrig e Michael Spavor vengono arrestati in Cina, senza essere informati delle accuse a loro carico. Il governo canadese rivelò, quindi, che ben 13 propri cittadini erano stati arrestati dalle autorità di Pechino, a seguito della detenzione ed estradizione della direttrice finanziaria di Huawei. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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