Ciad: il presidente aperto al dialogo con i ribelli

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 12:41 in Africa Ciad

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Il 10 agosto, il presidente ad interim del Ciad, Mahamat Idriss Deby, ha invitato i gruppi armati dell’opposizione a partecipare al dialogo nazionale organizzato per discutere del futuro del Paese, annullando le precedenti dichiarazioni secondo cui il governo non avrebbe negoziato con i ribelli.

Il presidente Deby, che guida il Consiglio Militare di Transizione (CMT), ha preso il potere dopo che suo padre, l’ex presidente, è stato ucciso il 19 aprile mentre si trovava in visita presso le truppe che combattevano contro i ribelli nel Nord del Paese. Nonostante una chiusura iniziale a questa possibilità, tali gruppi sono stati invitati a prendere parte a un “Dialogo nazionale inclusivo”, che si terrà prima dello svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative. Tuttavia, è importante specificare che non è ancora presente un calendario per questi eventi. 

“Il dialogo franco e sincero che tutti auspichiamo sarà aperto, in modo specifico, ai movimenti politico-militari”, ha affermato Deby in un discorso tenuto il 10 agosto. “Pratiche, calcoli politici e battaglie di retroguardia che hanno già causato troppi danni al nostro Paese devono essere banditi per sempre”, ha aggiunto. In particolare, il discorso era diretto al Fronte per l’Alternanza e la Concordia in Ciad (FACT), responsabili della morte dell’ex presidente. Deby ha affermato che i gruppi armati avrebbero “un obbligo patriottico” di riconsiderare le proprie posizioni e di aiutare il Consiglio di Transizione a costruire l’unità nazionale.

Già durante un’intervista con il quotidiano tedesco Deutsche Welle (DW), pubblicata il 26 luglio, il leader del FACT, Mahdi Ali, aveva sottolineato la sua fiducia nel fatto che solo il dialogo nazionale possa consentire ai cittadini del Paese africano di parlare con franchezza, di riconciliarsi, di sperare di voltare definitivamente pagina rispetto ai conflitti fratricidi che hanno sconvolto il Ciad dall’indipendenza, ottenuta nel 1960. Tali affermazioni si inseriscono in un complesso contesto politico e sociale. A tale proposito, è importante sottolineare che il 26 luglio, i partiti del Ciad hanno inviato al governo di transizione, l’elenco dei loro rappresentanti che sono intenzionati a partecipare al comitato organizzatore del dialogo politico nazionale, attualmente in preparazione. 

La partecipazione politica del FACT è una novità per il Paese. Il gruppo in questione unisce militanti che fanno prevalentemente parte di un’etnia centroafricana di pastori nomadi nota come Dazaga o Gouran, che ha avuto un ruolo politico rilevante in Ciad. Per esempio, l’ex presidente Hissene Habré è un rappresentante della comunità. Il fondatore del Fronte, oltre ad essere un esponente della comunità gorane, ha vissuto in Francia, a Reims, dove ha militato nel Partito Socialista. Il FACT è nato il 2 aprile 2016, a Tanoua, nell’estremo Nord del Ciad, sotto la guida di Mahdi Ali, a seguito di una scissione dell’Unione delle Forze per la Democrazia and lo Sviluppo (UFDD) e si è contraddistinto per la strenua opposizione contro l’ex presidente deceduto Idriss Déby. 

Il dialogo politico, invece, si inserisce in un contesto di apertura dell’esecutivo ad interim, a prevalenza formato da membri dell’esercito. Il 2 maggio, la Giunta militare salita al potere dopo la morte di Idriss Déby, guidata dal figlio di quest’ultimo, Mahamat Idriss Deby, un generale di 37 anni, ha nominato un governo di transizione, a fronte di crescenti preoccupazioni internazionali e nazionali. Dalla sua presa di potere, il Consiglio Militare di Transizione (CMT), presieduto da Deby figlio e formato da 14 generali, è stato accusato dall’opposizione e dalla società civile di aver attuato “colpo di Stato istituzionale” e di voler preservare la “dinastia” dei Deby, dopo 30 anni di potere di Idriss.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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