Il Bangladesh vaccina i rohingya

Pubblicato il 11 agosto 2021 alle 7:39 in Asia Bangladesh

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Il governo del Bangladesh e alcune agenzie d’assistenza hanno iniziato a vaccinare i rifugiati di etnia rohingya presenti nel Paese, il 10 agosto.

L’iniziativa è iniziata alla luce di un aumento dei contagi che potrebbe far aumentare i rischi sanitari nei campi profughi dove vive oltre un milione di rohingya scappati dal Myanmar. Nel distretto di Cox’s Bazar dove sono collocati gli accampamenti sono stati accertati 20.000 contagi e 200 decessi legati al coronavirus. L’ufficio sanitario del governo a Cox’s Bazar e le agenzie umanitarie hanno iniziato la campagna di vaccinazione in 34 campi.

La Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha affermato che, in Bangladesh, il tasso di positività nazionale è di circa il 30% e ciò indicherebbe che la diffusione dell’epidemia potrebbe essere molto più elevata, soprattutto alla luce delle condizioni anguste e i rischi affrontati da molte persone che vivono nei campi profughi.

Circa 500 membri del personale e dei volontari della Mezzaluna Rossa del Bangladesh si sono uniti agli operatori sanitari per la campagna vaccinale in collaborazione con l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Il primo gruppo a ricevere i vaccini sono stati i leader della comunità rohingya, i volontari sanitari che operano nei campi e i rohingya di età superiore ai 55 anni. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati ha rivelato ad Associated Press Oltre che 65.000 dei quasi 900.000 rifugiati saranno vaccinati nella prima fase.

Il Bangladesh ha registrato oltre 1,3 milioni di infezioni e 22.897 decessi dall’inizio della pandemia. Gli esperti affermano che il bilancio completo potrebbe essere sottostimato, poiché molte persone non vanno negli ospedali e molte altre sono morte prima di essere state testate. Oltre a questo, la situazione potrebbe essere grave anche nelle vaste regioni di confine del Paese con l’India. A fronte di tali circostanze, meno del 5% della popolazione bengalese, composta da 160 milioni di persone, è completamente vaccinata. La campagna di vaccinazione iniziale era stata interrotta ad aprile 2021 quando l’India aveva smesso di esportare i vaccini AstraZeneca in Bangladesh, che aveva stipulato un contratto di acquisto per 30 milioni di dosi. Il governo del primo ministro Sheikh Hasina ha quindi intensificato gli sforzi per ottenere vaccini da altre fonti e, in particolare dalla Cina, e ha iniziato un nuovo ciclo di vaccinazioni a livello nazionale a partire dal 7 agosto. Il paese ha a disposizione una buona scorta di vaccini, prodotti principalmente da Sinopharm. I funzionari bengalesi hanno affermato che oltre 3 milioni di persone hanno ricevuto un’iniezione nei primi due giorni della nuova campagna.

I rifugiati di etnia rohingya sono una popolazione musulmana concentrata soprattutto nello Stato di Rakhine del Myanmar, al confine con il Bangladesh, che non è mai stata riconosciuta ufficialmente come un gruppo etnico indigeno birmano ma che è stata invece ritenuta dal governo una popolazione migrata in Myanmar dal Bangladesh. Già dal 2016, erano emerse alcune notizie riguardo violenze di massa contro i rohingya condotte dall’Esercito birmano in tale Stato, poi, dal 25 agosto 2017, è esplosa la violenza dei militari contro la minoranza, costringendo oltre 742.000 persone a recarsi nel vicino Bangladesh in quello stesso anno. Ad oggi, sarebbero circa un milione i rohingya in Bangladesh distribuiti in vari campi di accoglienza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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