Polonia: numero record di migranti arrestati al confine con la Bielorussia

Pubblicato il 10 agosto 2021 alle 6:39 in Bielorussia Polonia

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Le autorità di frontiera della Polonia hanno dichiarato, lunedì 9 agosto, che da venerdì 6 agosto il numero di migranti illegali che hanno attraversato il confine polacco con la Bielorussia ha raggiunto cifre record. Nel frattempo, Minsk continua ad essere accusata dall’Occidente di alimentare il flusso di migranti illegali, utilizzandoli come “strumento di pressione” contro i Paesi dell’Unione Europea.

Nello specifico, il Servizio di frontiera polacco ha riferito che, dal 6 agosto, i militari di Varsavia hanno posto in stato di fermo 349 migranti illegali, arrestati mentre attraversavano il confine con la Bielorussia. Secondo l’ente, gran parte dei clandestini provenivano dall’Iraq e dall’Afghanistan. La portavoce del servizio di frontiera polacco, Anna Michalska, ha sottolineato che tale cifra non era mai stata registrata dalle autorità del Paese. Il gruppo più numeroso, composto da 85 persone, è stato arrestato dalle forze dell’ordine operanti nella stazione di Kuznica. Oltre a ciò, è rilevante ricordare che, a partire da gennaio 2021, la divisione polacca Podlasie, ovvero i funzionari che operano lungo il confine con la Bielorussia, ha posto in stato di fermo circa 871 migranti clandestini. Tali cifre sono nettamente maggiori rispetto al 2020, quando Podlaise aveva rivelato che, nel corso dell’anno, erano state arrestate 122 persone che tentavano di attraversare il confine polacco-bielorusso.

Le autorità di Varsavia e Vilnius hanno accusato il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, di usare i migranti per esercitare pressione sull’UE, al fine di spingere il blocco a revocare le sanzioni che Bruxelles aveva imposto il 21 giugno. Oltre a questo, secondo le autorità polacche, si tratterebbe di una contro misura di Minsk per condannare l’asilo politico che Varsavia ha offerto all’atleta bielorussa, Krystsina Tsimanouskaya. Nello specifico, il 2 agosto, l’atleta di Minsk, attualmente impegnata nelle Olimpiadi di Tokyo 2020, si era recata all’Ambasciata polacca a Tokyo per chiedere asilo politico dopo aver denunciato il tentativo delle autorità bielorusse di rimpatriarla perché aveva espresso forti critiche contro il presidente Lukashenko. Nel corso della giornata, l’atleta ha poi ricevuto un visto umanitario dalla Polonia, che l’ha sostenuta insieme alla comunità occidentale.

A causa dell’aggravamento della crisi migratoria, Polonia e Lituania hanno chiesto all’Unione Europea, venerdì 8 agosto, di fornire sostegno per stabilizzare la situazione. In risposta, Bruxelles ha indetto, il prossimo 18 agosto, un vertice straordinario a livello dei ministri degli Interni dell’Unione. Il focus del summit sarà posto sull’ondata di migranti illegali che, passando attraverso la Bielorussia, stanno mettendo in ginocchio Lituania e Polonia. Anche il 5 agosto, l’Unione Europea ha preso misure per normalizzare la situazione. Nello specifico, l’UE ha convocato il rappresentante permanente della Bielorussia a Bruxelles per esprimere la preoccupazione del blocco in merito alla crisi, alimentata dalla linea politica di Minsk. Altrettanto importante è sottolineare che Lukashenko ha annunciato, il medesimo 5 agosto, la totale chiusura dei confini con la Lituania. Secondo il presidente, tale misura è stata necessaria poiché si tratta dell’unica soluzione per porre fine all’afflusso di clandestini da Sud e da Ovest del Paese.

Secondo gli ultimi dati resi noti, da gennaio a luglio 2021, il numero di migranti illegali detenuti lungo il confine lituano-bielorusso ha toccato cifre record: 4.110. Si tratta di un valore 50 volte maggiore rispetto all’intero arco annuale del 2020. La crescente criticità della situazione ha poi obbligato le autorità di Vilnius a indire, il 2 luglio, lo stato di emergenza. Il recente incremento è legato alle contromisure adottate dal presidente della Bielorussia per rispondere alle sanzioni che l’Unione Europea aveva imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio. Tale episodio aveva portato all’arresto dell’attivista e giornalista Roman Protasevich. Lukashenko aveva dichiarato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza di Bruxelles in quelli che sarebbero “affari interni” del Paese.

In tale contesto, è opportuno menzionare che sia l’Estonia sia l’Unione Europea hanno offerto supporto alla Lituania al fine di normalizzare la situazione lungo il confine. Quanto a Tallinn, il ministro della Difesa, Kalle Laaneta, aveva sottoscritto una proposta di legge per formalizzare la cooperazione tra i Paesi Baltici nella lotta contro la crisi migratoria in Lituania. Questo ha portato l’Estonia a dispiegare le proprie autorità transfrontaliere lungo il confine con la Bielorussia, dotandole di droni di supporto e strumenti per circoscrivere il confine. L’Unione Europea, da parte sua, servendosi della propria agenzia per il controllo delle frontiere, Frontex, ha avviato, il 12 luglio, una “missione rapida” per contenere il crescente flusso migratorio.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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