Nepal: le sfide della politica estera del premier Deuba

Pubblicato il 10 agosto 2021 alle 7:16 in Asia Nepal

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In politica estera, il nuovo primo ministro del Nepal, Sher Bahadur Deuba, avrebbe il compito di mantenere l’equilibrio tra India, Cina e Stati Uniti, secondo quanto affermato da The Diplomat, il 7 agosto. Oltre a questo, Deuba potrebbe dover rivolgersi anche a Paesi “amici di lunga data” del Nepal, quali il Regno Unito, il Giappone e più Paesi europei, e a partner di sviluppo primari con nuovi progetti, idee ed energie.

Rivolgendosi al Parlamento dopo essere stato eletto, il 12 luglio scorso, Deuba aveva affermato che avere relazioni equilibrate con i Paesi confinanti “servirebbero al meglio l’interesse nazionale del Nepal”. Dopodiché, secondo Deuba, gli Stati Uniti e i paesi dell’Unione europea (UE) rimarrebbero, la priorità di politica estera. Deuba ha comunque affermato che: “Non ci sono nemici o amici permanenti, ma ci sono interessi permanenti”. Solitamente, in politica estera, i primi ministri del Nepal si distinguerebbero tra coloro a favore dell’India e coloro a favore dell’India. Nel caso di Deuba, però, è percepito come un leader più vicino alle potenze occidentali rispetto ai due Paesi confinanti.

Deuba è però a capo di una coalizione di governo formata dal suo patito, il Partito del Congresso del Nepal, e da forze politiche che hanno punti di vista divergenti in materia di politica estera. In particolare, il più importante partner di governo del premier è il Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista) (CPN-MC), con a capo Pushpa Kamal Dahal le cui opinioni in materia di politica estera sono opposte a quelle dello stesso Deuba.

Ad esempio, le parti divergono sull’implementazione di una sovvenzione da 500 milioni di dollari nell’ambito del programma Millennium Challenge Corporation (MCC), che è ancora in sospeso. Rispetto a quest’ultimo, da un lato, il Partito del Congresso del Nepal ritiene che la MCC dovrebbe essere prontamente appoggiata, mentre il partito di Dahal ha affermato che alcune clausole della sovvenzione siano da emendare. In una recente intervista televisiva, Dahal ha affermato di non essere contrario all’accettazione dell’assistenza finanziaria di Washington, ma ritine siano necessarie modifiche. Gli Stati Uniti, invece, si sono detti pronti a chiarire alcune disposizioni, ma hanno chiarito che non sarà possibile emendare il patto già firmato nel 2019. In questo caso, Deuba potrebbe avere difficolta ad assicurarsi l’appoggio in Parlamento di Dahal.

Oltre alla questione dello MCC, le relazioni tra Nepal e Stati Uniti potrebbero restare cordiali sotto la guida di Deuba. Poco dopo il suo arrivo in India lo scorso luglio, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken,  ha avuto una conversazione telefonica con Deuba, per parlare varie questioni bilaterali. Allo stesso modo, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Nepal è stato il primo ambasciatore a congratularsi con Deuba quando è stato nominato primo ministro lo scorso 12 luglio.

Oltre alla questione dello MCC e deli USA, la coalizione di governo del Nepal potrebbe essere divisa anche per quanto riguarda i rapporti con la Cina e con l’India, in particolare, Dahal avrebbe una visione diversa rispetto a Deuba sulla strategia indo-pacifica degli Stati Uniti. In un incontro con il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, nel 2019, Dahal aveva invece affermato che il Nepal era contrario alla strategia indo-pacifica degli Stati Uniti. Oltre a questo, i due leader politici hanno opinioni divergenti anche sull’iniziativa delle Nuove Vie della Seta, a cui il Nepal ha aderito nel 2017. Su tale fronte, restano ancora da definire i progetti da realizzare

Rispetto all’India, poi, Deuba dovrà affrontare la questione delle dispute riguardanti l’esatta demarcazione del confine, lungo circa 1.880 km. Gli attriti in proposito si erano riaccesi nel 2019, quando l’India aveva pubblicato una nuova mappa del Paese che includeva nel proprio Stato di Uttarakhand il territorio conteso di Kalapani, situato nel bacino dell’omonimo fiume. Successivamente, lo 11 maggio 2020, la situazione si era ulteriormente aggravata quando il ministro della Difesa indiano, Rajnath Singh, aveva poi inaugurato una nuova strada himalayana, alla giunzione tra India, Nepal e Cina, in una delle aree contese da Nuova Delhi con Kathmandu, aumentando così le tensioni tra i due Paesi. Successivamente a tale episodio, il 13 giugno 2020, la Camera dei Rappresentanti del Parlamento del Nepal aveva approvato all’unanimità una proposta di emendamento costituzionale con la quale aveva ridisegnato i confini del Paese, includendo nel proprio territorio un’area contesa con l’India che si era opposta a tale mossa, definendola “assertività cartografica” e “allargamento artificiale”.

A tali complicazioni si aggiunge poi la questione del coronavirus. Deuba dovrà sia rilanciare l’economia del Nepal, e per farlo potrebbe aver bisogno di aumentare gli investimenti esteri, al momento ridotti a causa della pandemia. Allo stesso modo, Deuba ha il grande compito di aumentare l’acquisto di vaccini per inoculare la popolazione del Nepal.

Deuba ha assunto il ruolo di primo ministro del Nepal dopo che la Corte suprema ha rimosso dal proprio incarico l’ex premier K.P. Sharma Oli, che stava guidando un governo transitorio incaricato di governare il Paese fino alle elezioni generali previste per il prossimo novembre. Queste ultime erano state indette dalla presidente del Nepal, Bidya Devi Bhandari, lo scorso 22 maggio, quando era stato sciolto il Parlamento per la seconda volta in meno di un anno su richiesta del premier Oli. Il nuovo premier Deuba, invece, ha ricoperto tale ruolo nel 1995, 2001, 2004 e 2017, ma non ha mai governato per un mandato completo. Anche questa volta, Deuba resterà in carica solo fino alle elezioni parlamentari che dovranno essere indette entro il 2022.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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