Cina: il CPI cresce dell’1%, continua l’inflazione

Pubblicato il 10 agosto 2021 alle 19:23 in Asia Cina

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L’Ufficio nazionale di statistica della Cina ha reso noto, il 9 agosto, che, nel mese di luglio 2021, l’offerta e la domanda del mercato sono state generalmente stabili e che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha avuto una crescita dello 1,0 % rispetto allo stesso periodo del 2020 e una riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno 2021.

Xinhua ha affermato che i dati dimostrerebbero i risultati delle politiche per stabilizzare i prezzi e mantenere l’offerta.

Il prezzo dei prodotti alimentari è diminuito dello 3,7% anno su anno e di 2,0 punti percentuali rispetto a giugno 2021, spinto dal continuo aumento dell’offerta di carne suina. Tra i vari alimenti, il prezzo della carne suina è diminuito del 43,5%, anno su anno e di 7,0 punti percentuali rispetto al mese precedente. I prezzi del pesce d’acqua dolce, delle uova e dell’olio vegetale alimentare sono aumentati rispettivamente del 30,9%, 18,3% e 9,5%.

A luglio 2021, il prezzo dei generi non alimentari è invece cresciuto del 2,1% su base annua e di 0,4 punti percentuali rispetto a giugno 2021, a causa dell’aumento dei prezzi del turismo e delle sistemazioni alberghiere. All’interno del dato, i prezzi dei beni di consumo industriali sono aumentati del 2,8%, con aumentati nei prezzi di benzina, diesel e gas di petrolio liquefatto. I prezzi dei servizi sono aumentati dell’1,6% rispetto a luglio 2020, con un aumento di 0,6 punti percentuali mese su mese Tra questi, i prezzi dei biglietti aerei, della sistemazione alberghiera, del turismo e di allestimenti e manutenzione sono aumentati rispettivamente del 53,5%, dell’8,1%, del 7,8% e del 3,9%.

Oltre ai dati relativi al CPI, ha anche diffuso i dati relativi all’indice dei prezzi alla produzione (PPI)  che, a giugno 2021, è aumentato del 9% anno su anno e di 0,2 punti percentuali rispetto al mese di maggio 2021. Tale aumento sarebbe stato influenzato dal forte aumento dei prezzi del petrolio greggio, del carbone e dei prodotti correlati.

Nel mese di giugno 2021, il CPI aveva avuto una crescita dello 1,1 % rispetto allo stesso periodo del 2020 e una riduzione dello 0,4% rispetto a maggio 2021. Al contempo, il PPI era aumentato dello 8,8% anno su anno e dello 0,3% rispetto al mese di maggio 2021.

Come riferito da South China Morning Post, la Cina avrebbe posto un obiettivo per il CPI pari al 3% nel 2021 rispetto alla crescita del 3,5% registrata ne 2020. Secondo alcuni esperti, l’economia cinese si sarebbe ampiamente ripresa dalle interruzioni causate dalla pandemia di coronavirus, tuttavia la sua espansione starebbe perdendo vigore poiché le aziende devono problemi quali l’aumento dei prezzi delle materie prime e criticità nella catena di approvvigionamento globale. Mentre l’inflazione sta aumentando e la crescita sta rallentando, in Cina e a livello globale, la situazione legata alla pandemia di coronavirus si starebbe aggravando creando problemi nelle catene di approvvigionamento globali. Per far fronte all’emergenza, la Cina intende continuare a controllare rigidamente i movimenti transfrontalieri e questo potrebbe determinare un persistere dell’inflazione anche nella seconda metà del 2021.

 Nel primo semestre del 2021, che è anche il primo semestre del 14esimo piano quinquennale 2021-25, il PIL cinese ha raggiunto il valore di 53,2167 trilioni di yuan, crescendo del 12,7% anno su anno. Nonostante la diffusione della pandemia di coronavirus e la conseguente crisi economica a livello mondiale, nel 2020, il PIL della Cina aveva invece totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari, registrando una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati pubblicati per la prima volta il 18 gennaio scorso. Nel 2020, quella cinese è stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, nonostante il tasso del 2,3% sia stato il minore mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, tale dato si attestò all’1,6%.

Per indirizzare la ripresa economica, la Cina ha deciso di adottare la strategia di doppia circolazione dell’economia che prevede un grande focus dell’economia cinese verso il mercato domestico, ovvero verso la circolazione interna, per far sì che il Paese si adatti ad un ambiente esterno sempre più instabile.  In base a questo, la Cina farà minor affidamento su una strategia di sviluppo orientata alle esportazioni, ovvero alla circolazione esterna, senza però abbandonarle. La doppia circolazione è prevista nel 14esimo piano quinquennale della Cina per il periodo 2021-25. Lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, ha affermato che il Paese avrebbe portato avanti gradualmente un nuovo modello di sviluppo nel quale la circolazione domestica ha un ruolo predominante.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione