Cina: confermata la condanna a morte di un canadese

Pubblicato il 10 agosto 2021 alle 16:15 in Cina USA e Canada

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Il 10 agosto, un tribunale cinese ha confermato la condanna a morte di un cittadino canadese per traffico di droga, mentre si attende il verdetto sul caso di un altro canadese accusato di spionaggio. 

Robert Schellenberg era stato arrestato in Cina nel 2014 per sospetto traffico di droga e condannato nel 2018. Quando è ricorso all’appello, un tribunale della città di Dalian lo ha condannato a morte, nel gennaio 2019, un mese dopo che la dirigente di Huawei, Meng Wanzhou, era stata arrestata all’aeroporto internazionale di Vancouver su mandato degli Stati Uniti. L’Alta Corte nella provincia cinese Nord-orientale del Liaoning ha ascoltato l’appello di Schellenberg contro la condanna a morte nel maggio del 2020 e ha confermato il verdetto il 10 agosto del 2021.

La notizia arriva mentre gli avvocati in Canada che rappresentano la direttrice finanziaria del colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei hanno fatto un nuovo tentativo per evitare l’estradizione negli Stati Uniti, dove deve affrontare accuse legate alla violazione delle sanzioni. Parlando telefonicamente con i giornalisti dopo aver partecipato all’udienza, l’ambasciatore del Canada in Cina, Dominic Barton, ha condannato la decisione e ha chiesto alla Cina di concedere la grazia. “Non è una coincidenza che questo stia accadendo proprio ora, mentre il caso è in corso a Vancouver”, ha dichiarato Barton, riferendosi al caso di Schellenberg e a quello di un altro canadese, Michael Spavor. 

Il 1° dicembre del 2018, le autorità canadesi avevano arrestato Meng Wanzhou, che oltre ad essere la direttrice finanziaria del gigante cinese Huawei è anche la figlia del fondatore. La cattura è stata effettuata sulla base di un mandato di arresto emesso dagli Stati Uniti. Inizialmente, non erano note le accuse portate avanti nei confronti della donna cinese, che era stata arrestata all’aeroporto di Vancouver, mentre stava per dirigersi in Messico, dopo essere tornata da Hong Kong. Per la direttrice finanziaria di Huawei era stata quindi richiesta l’estradizione negli Stati Uniti. Alcuni media avevano inizialmente riferito che Meng Wanzhou doveva rispondere ad accuse di frode, ma la stampa canadese ha poi rivelato che la donna era sospettata di aver violato le sanzioni statunitensi contro l’Iran. L’azienda, tramite la Meng, avrebbe continuato i propri rapporti con la Repubblica Islamica, nonostante la reintroduzione delle sanzioni statunitensi contro Teheran, avvenuta il 7 agosto del 2018.  

La Cina aveva ripetutamente invitato il Canada a liberare la Meng, senza ottenere risultati. Con un tempismo quantomeno sospetto, nei primi giorni del gennaio 2019, due cittadini canadesi, Michael Kovrig e Michael Spavor vengono arrestati in Cina, senza essere informati delle accuse a loro carico. Il governo canadese rivelò, quindi, che ben 13 propri cittadini erano stati arrestati dalle autorità di Pechino, a seguito della detenzione ed estradizione della direttrice finanziaria di Huawei. Nei mesi successivi, i due canadesi detenuti in Cina, Kovrig e Spavor, vengono condannati a morte per traffico di droga. Il presidente Trudeau accusa immediatamente la Cina di utilizzare la pena di morte arbitrariamente e di stare portando avanti una ritorsione nei confronti del Canada. Questo rappresenta l’episodio più grave del deterioramento dei rapporti, ma dal dicembre del 2018, le relazioni sino-canadesi sono precipitate verso un minimo storico in tutti i settori.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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