Bielorussia: Londra e Washington annunciano nuove sanzioni contro il regime

Pubblicato il 10 agosto 2021 alle 11:39 in Bielorussia UK USA e Canada

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Il governo del Regno Unito e gli Stati Uniti hanno annunciato, lunedì 9 agosto, l’imposizione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Bielorussia. Tali dichiarazioni giungono un anno dopo l’”elezione fraudolenta” del presidente del Paese, Alexander Lukashenko.

Le nuove misure di Londra sono di tipo finanziario e commerciale e colpiranno l’aviazione di Minsk, “in risposta al continuo indebolimento della democrazia e delle violazioni dei diritti umani da parte del regime” del Paese. Le sanzioni sono state annunciate, il medesimo lunedì, attraverso una nota del governo britannico. Ad accordarsi a Londra sono state anche Washington e Ottawa, le quali stanno elaborando nuove misure restrittive contro il regime del presidente bielorusso.

Tali sanzioni giungono a seguito delle misure che il Regno Unito aveva imposto, il 21 giugno, in coordinamento con gli Stati Uniti, il Canada e l’Unione Europea, contro sette persone e un’entità del regime bielorusso, per condannare la detenzione del giornalista e attivista, Roman Protasevich, e la compagna, Sofia Sapega, a seguito del dirottamento illegale di Volo Ryanair FR4978, avvenuto il 23 maggio scorso. Nella nota ministeriale, si legge che il Regno Unito continua a chiedere “l’immediato rilascio di Protasevich e di Sapega, nonché di altri prigionieri politici detenuti in Bielorussia”.

Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha dichiarato che il regime di Lukashenko continua a “schiacciare la democrazia e a violare i diritti umani in Bielorussia”. Secondo il capo del Dipartimento di Londra, le nuove sanzioni “dimostrano che il Regno Unito non accetta le azioni di Lukashenko”. L’annuncio è arrivato a un anno dall’”elezione fraudolenta” del presidente del Paese.  

Nel frattempo, il medesimo 9 agosto, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha sottoscritto un ordine esecutivo attraverso il quale sono rafforzate le sanzioni contro Minsk. Il documento condanna “le attività illecite ed oppressive emerse dalle elezioni fraudolente del 9 agosto 2020”. Nella nota statunitense si legge che “le dannose attività del regime bielorusso e i suoi abusi”, volti a “sopprimere la democrazia, l’esercizio dei diritti umani e la libertà” costituiscono una “minaccia alla sicurezza nazionale e politica”. Tra gli enti sanzionati dal Dipartimento del Tesoro USA, vi sono Belaruskali OAO, una delle più grandi imprese statali della Bielorussia; il Comitato Olimpico Nazionale Bielorusso, nonché 15 società private, tra cui l’importante banca Absolutbank, che hanno legami con il regime di Lukashenko.

Il presidente della Bielorussia, commentando le sanzioni britanniche contro Minsk, ha invitato Londra a “soffocare nelle sanzioni“, definendo le autorità britanniche “scagnozzi” degli Stati Uniti. Nel corso di una conferenza stampa, Lukashenko ha ribadito di “non essere un dittatore”. “La Bielorussia è al centro dell’attenzione internazionale”, ha dichiarato il capo di Minsk, ricordando che la “sicurezza” e “l’integrità” del Paese rappresentano le priorità del suo mandato presidenziale.

Nell’ultimo periodo, si sono fortemente acuite le tensioni diplomatiche tra Bielorussia e l’Occidente. La situazione si è aggravata a partire dal maggio scorso, attraverso il dirottamento del volo Ryanair, ordinato da Lukashenko. Bruxelles, da parte sua, aveva definito tale gesto “un atto di pirateria”, e, insieme a Ottawa e Wahsington, ha imposto un pacchetto sanzionatorio contro il regime di Minsk. In risposta, Lukashenko aveva annunciato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza di Bruxelles in quelli che sarebbero “affari interni” del Paese. Questo ha portato la Lituania e la Polonia a registrare un forte aumento di immigrati clandestini che, attraverso la Bielorussia, tentano di accedere ai Paesi Europei.

 Successivamente, il 2 agosto, il regime di Lukashenko ha posto un’ulteriore stretta sulle forze di opposizione, prendendo di mira l’atleta bielorussa, Krystsina Tsimanouskaya, attualmente impegnata ai Giochi olimpici di Tokyo 2020. Quest’ultima si era recata all’Ambasciata polacca a Tokyo per chiedere asilo politico dopo aver denunciato il tentativo delle autorità di Minsk di rimpatriarla perché aveva espresso forti critiche contro il presidente bielorusso. Nel corso della giornata, l’atleta ha poi ricevuto un visto umanitario dalla Polonia, che l’ha sostenuta insieme alla comunità occidentale.

Nonostante gli ultimi sviluppi, è importante sottolineare che le tensioni tra le forze di opposizione al regime e Lukashenko hanno avuto inizio a partire dal 9 agosto 2020. In tale data, la Bielorussia è stata scossa da una forte mobilitazione popolare, scoppiata dopo che Lukashenko, al potere dal 1994, è stato dichiarato il vincitore delle elezioni, guadagnandosi un sesto mandato presidenziale, seppur tra accuse di brogli elettorali, rivolte anche dall’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. Ciò ha portato decine di migliaia di manifestanti a scendere in piazza, incontrando, però, la repressione delle forze dell’ordine, oltre ad arresti e torture. Secondo i dati ufficiali di marzo 2021, più di 400 persone sono state condannate con l’accusa di aver preso parte alle proteste, mentre sono stati 30.000 gli arresti. Anche i media sono stati presi di mira. A tal proposito, Reporters Without Borders ha designato la Bielorussia come il luogo più pericoloso d’Europa per i giornalisti.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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