Nuovo ambasciatore italiano in Egitto: la reazione dei media arabi

Pubblicato il 10 agosto 2021 alle 9:52 in Egitto Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Secondo il quotidiano The New Arab, la nomina di Michele Quaroni come nuovo ambasciatore italiano in Egitto sarebbe “un avvertimento per le autorità egiziane riguardo alla terribile situazione in materia di diritti umani”.

Il 5 agosto, la stampa italiana ha riferito la notizia della nomina di cinque ambasciatori da parte del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli Esteri, Luigi di Maio. Secondo quanto riportato Michele Quaroni sarà ambasciatore in Egitto, Giorgio Marrapodi in Turchia, Maurizio Greganti in Iraq, Stefano Pontesilli in Guinea e Luigi Diodati sostituirà Luca Attanasio nella Repubblica Democratica del Congo. Sebbene non sia stata confermata dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 5 agosto, la notizia è circolata sulla stampa nazionale ed internazionale. 

Il quotidiano arabo, con sede in Qatar, ha fornito un quadro del profilo di Michele Quaroni, già rappresentante dell’Italia presso l’Unione Europea, che succederà a Giampaolo Cantini al Cairo. Inoltre, aggiunge che “fonti diplomatiche hanno riferito al The New Arab che la nomina rappresenta un avvertimento per le autorità egiziane sulla loro terribile situazione in materia di diritti umani”. “Quaroni è considerato di sinistra e ha una lunga esperienza nella promozione dei diritti umani in Medio Oriente e in Africa”, continua l’articolo, che sottolinea che Di Maio ha informato della nomina il suo omologo egiziano, Sameh Shoukr. 

Inoltre, il quotidiano sottolinea che numerosi utenti di Twitter hanno chiesto a Quaroni di aumentare la pressione sul Cairo e dimostrare che le potenze europee, in particolare l’Italia, possono svolgere un ruolo importante nel fermare le violazioni dei diritti umani in Egitto. La nomina coincide con l’avvio del tanto atteso processo in contumacia di quattro ufficiali egiziani accusati di coinvolgimento nella sorveglianza, sequestro, tortura e omicidio di Giulio Regeni, che inizierà a Roma il 14 ottobre. Lo studioso, che si trovava al Cairo come parte della sua tesi di dottorato sulle attività sindacali dei venditori ambulanti egiziani, è scomparso il 25 gennaio 2016. Il suo corpo è stato ritrovato nove giorni dopo nella periferia della capitale egiziana, con segni evidenti di torture. 

In base ad una ricostruzione prodotta dalla procura italiana, Regeni sarebbe stato rapito in una stazione metropolitana nel quartiere di Dokki, dove viveva, e sarebbe stato poi torturato presso l’ufficio numero 13 dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, solitamente utilizzato per interrogare cittadini stranieri. I pubblici ministeri ritengono che le attività del ricercatore abbiano attirato l’attenzione dell’Agenzia perché percepite come un tentativo di alimentare disordini sociali, soprattutto dopo il giovane che si era offerto di aiutare un sindacato a chiedere una sovvenzione da parte di una ONG britannica. L’Egitto, dal canto suo, ha respinto le accuse dell’Italia, sostenendo che non fossero basate su prove concrete.

Inoltre, un’altra questione calda in questo ambito è quella della detenzione di Patrick Zaki, un giovane egiziano che studiava presso l’Università di Bologna arrestato il 7 febbraio 2020 al Cairo. Il ragazzo si trovava in Egitto per fare visita alla sua famiglia. Il mandato di cattura nei suoi confronti era in vigore dal 2019, ma Patrick non ne era mai stato messo al corrente. I capi d’accusa contro di lui vanno dalla diffusione di notizie false, all’incitamento alla violenza; dal tentativo di rovesciare il regime, all’uso dei social media per danneggiare la sicurezza nazionale; dalla propaganda per i gruppi terroristici, all’uso della violenza. Durante le udienze scorse, Zaki ha più volte sottolineato di non aver mai scritto i post per i quali le autorità egiziane lo accusano di propaganda sovversiva. Nel frattempo, il ragazzo continua a rimanere in uno stato di detenzione arbitraria rinnovato di volta in volta.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.