Un politico locale e un cittadino svizzero rapiti in Nigeria

Pubblicato il 9 agosto 2021 alle 13:41 in Africa Nigeria

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Il 9 agosto, un membro del governo di uno degli Stati nigeriani è stato prelevato dalla sua casa da un gruppo di uomini armati. In un episodio separato, il 7 agosto, un cittadino svizzero è stato rapito nel Sud-Ovest del Paese. 

Mohammed Sani Idris, membro dell’esecutivo dello Stato del Nord del Niger, è stato rapito dalla sua casa nel villaggio di Baban Tunga durante la notte. Al momento non sono stati rivelati ulteriori dettagli al riguardo. In ogni caso, è importante ricordare che il Paese, sopratutto gli Stati Nord-occidentali della Nigeria, vivono una crisi profonda dovuta anche all’aumento dei rapimenti a fini d’estorsione. Da dicembre del 2020, più di 1.000 persone, la maggior parte studenti, sono stati prelevati a seguito di attacchi, che solitamente prendono di mira le scuole. Alcuni sono stati rilasciati in seguito al pagamento di un riscatto.

In un episodio separato, verificatosi il 7 agosto nello stato Sud-occidentale di Ogun, un cittadino svizzero e il suo autista nigeriano sono stati rapiti, a seguito di uno scontro a fuoco tra la loro scorta di polizia e un gruppo di aggressori sconosciuti. L’assalto è avvenuto su una strada che collega le città di Ibese e Itori e la macchina si stava recando in visita a un allevamento di bestiame. Due dei banditi sono stati uccisi, secondo le autorità locali, ma non è chiaro quale sia stato il destino del cittadino svizzero e dell’uomo nigeriano. Intanto, l’ambasciata svizzera è in contatto con le autorità del Paese. I cittadini stranieri in Nigeria sono talvolta presi di mira da bande criminali pesantemente armate, denominate genericamente “banditi”, che di solito operano nella regione Nord-occidentale e centrale. 

Le bande criminali della Nigeria vivono principalmente in campi nella foresta di Rugu, a cavallo tra gli Stati nigeriani di Zamfara, Katsina, Kaduna e Niger. Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di antiche divisioni interne nella regione, che hanno alimentato la violenza armata, come, per esempio, la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro. Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), i gruppi di banditi starebbero formando alleanze con l’organizzazione islamista nigeriana Boko Haram. 

In generale, il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è complesso e in continua evoluzione, con violenze letali che colpiscono i civili su base settimanale. In tale contesto, il governo è fortemente criticato per riuscire ad intervenire per limitare queste problematiche e contrastare altri problemi interni come la corruzione dilagante e gli abusi delle forze armate e l’insicurezza diffusa. Tutta la regione del Sahel e dell’Africa occidentale è preda di una crisi di sicurezza causata da banditismo, traffici illeciti e continui attacchi di gruppi islamisti affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico.

In tale contesto, è necessario specificare che una delle organizzazioni più temute dell’area è lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (in inglese ISWAP). Si tratta di un gruppo nato da una divisione interna a Boko Haram, un’altra organizzazione islamista un tempo egemone nella regione e fortemente indebolita dalle offensive del governo nigeriano e della coalizione internazionale del 2015. Recentemente, la prima organizzazione sembra aver preso il sopravvento sulla seconda. Già il 19 maggio, fonti dell’intelligence nigeriana avevano riferito di combattimenti letali tra i due gruppi. La morte del leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, a causa di un attacco dell’ISWAP, è stata ufficializzata il 6 giugno.

A seguito di tale decesso, alcuni combattenti di Boko Haram avrebbero giurato fedeltà all’ISWAP, un tempo rivale, secondo quanto riferito il 27 giugno dall’agenzia di stampa Reuters, che citava un video attraverso il quale il passaggio dei militanti dalla prima a la seconda organizzazione jihadista sarebbe stato formalizzato. Tale episodio ha alimentato i timori che l’ISWAP stia consolidando il controllo del Nord-Est della Nigeria. Tuttavia, non è chiaro quanti membri dell’organizzazione nigeriana siano pronti a passare allo Stato Islamico africano, poiché i gruppi si sono fronteggiati in una violenta rivalità per anni. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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