I talebani alla conquista delle capitali provinciali afghane

Pubblicato il 9 agosto 2021 alle 9:02 in Afghanistan USA e Canada

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L’8 agosto, i talebani hanno preso il controllo di altri tre capoluoghi di provincia, Kunduz, Sar-e-Pol e Taloqan, situati nel Nord dell’Afghanistan. Il governo di Kabul è sotto accusa per la gestione della situazione e anche gli Stati Uniti. 

I talebani hanno conquistato cinque capoluoghi di provincia in Afghanistan da venerdì 6 agosto a domenica 8 agosto, in un’offensiva fulminea che sembra aver sopraffatto le forze governative. Gli uffici governativi strategici di Kunduz, Sar-e-Pol e Taloqan sono caduti a poche ore l’uno dall’altro, l’8 agosto, secondo quanto confermato dai talebani e dai funzionari locali. Funzionari sanitari a Kunduz hanno riferito che 14 corpi, compresi quelli di donne e bambini, e più di 30 feriti sono stati portati in ospedale, a causa degli scontri tra forze armate e militanti.

Mohammad Noor Rahmani, membro del consiglio locale di Sar-e-Pol, ha dichiarato che il gruppo ha preso il controllo di edifici governativi nell’omonima capitale provinciale, spingendo i funzionari fuori dalla città verso una vicina base militare. La sera dell’8 agosto, i talebani hanno annunciato su Twitter di aver preso Taloqan, la capitale della provincia di Takhar. “Ci siamo ritirati dalla città questo pomeriggio dopo che il governo non è riuscito a inviare aiuti”, ha riferito una fonte della sicurezza alla stampa straniera. “La città è purtroppo completamente nelle mani dei talebani”, ha aggiunto. 

Le conquiste di domenica 8 agosto arrivano dopo che il gruppo ha preso il controllo delle province di Nimruz e Jawzjan. In quest’ultima, la cui capitale è Sheberghan, il Ministero della Difesa afghano ha affermato di aver già lanciato una contro offensiva per recuperare il territorio perso, aggiungendo che i bombardieri statunitensi B-52 hanno colpito diversi obiettivi talebani nella città. Tuttavia, i deputati di Kunduz e Jawzjan hanno duramente criticato il governo di Kabul, accusandolo di non prestare sufficiente attenzione alla situazione nel Nord, mentre i talebani ottengono il controllo di aree strategiche. “La situazione a Kunduz influenza la tenuta di Takhar e Baghlan”, ha affermato Mirza Mohammad Yarmand, l’ex viceministro degli Interni. 

Inoltre, l’offensiva dei militanti islamisti arriva proprio mentre le forze armate degli USA e della NATO si stanno ritirando dal Paese, dopo una missione durata per due decenni. A tale proposito, il vicepresidente del Senato afgano, Mohammad Alam Izedyar, ha affermato che le politiche di Washington hanno portato all’attuale crisi in Afghanistan, poichè queste hanno messo sullo stesso piano i talebani e il governo afghano, con l’accordo di Doha. “Anche se i talebani prendessero militarmente l’Afghanistan, questo non significherà sovranità, non significherà stabilità. La guerra continuerà. La resistenza continuerà”, ha aggiunto Izedyar. 

L’Afghanistan ha vissuto decenni di conflitti e violenze, prima con l’invasione sovietica, poi con le lotte interne e la presa del potere dei talebani e successivamente con una sanguinosa guerra civile e l’aumento della minaccia terroristica. Nel 2001, dopo gli attentati dell’11 settembre, gli Stati Uniti hanno invaso il Paese, accusato di essere la base logistica dalla quale al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli USA e il luogo dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani.

Dopo quasi due decenni di conflitto, un’importante svolta diplomatica era arrivata con l’accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. Questo prevedeva, tra le altre cose, una tabella di marcia verso la pace, la fine dei rapporti tra talebani ed al-Qaeda, la cessazione delle offensive contro i grandi centri urbani e il ritiro delle truppe straniere. Tuttavia, l’intesa è stata violata da entrambe le parti e non ha messo fine alle violenze, che sono aumentate durante e dopo le negoziazioni.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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