La Russia espande la propria presenza militare nelle Isole Curili

Pubblicato il 9 agosto 2021 alle 10:51 in Giappone Russia

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha rivelato, domenica 8 agosto, che Mosca ha avviato la costruzione di 51 nuove infrastrutture militari nelle contestate Isole Curili, situate tra l’estremità Nord-orientale dell’Isola giapponese di Hokkaido e la penisola russa di Kamchatka.

A riferire la notizia, la sera della medesima domenica, è stata l’agenzia di stampa del Paese, la TASS. Il suddetto Dipartimento ha reso noto che, negli ultimi anni, sono state costruite 30 strutture militari nei pressi dell’arcipelago delle Isole Curili. Tra queste, TASS ha menzionato 7 strutture ricettive per il personale militare della Federazione a Itrup e Kinashir, due delle isole che il Giappone continua a rivendicare. Non sono stati forniti ulteriori dettagli riguardo quale tipologia di infrastruttura il Ministero della Difesa prevede di erigere.

L’espansione militare della Federazione Russa nell’arcipelago giunge qualche settimana dopo la recente controversia che ha visto protagonista il primo ministro della Federazione, Mikhail Mishustin. Quest’ultimo si è recato in visita ufficiale nelle Isole Curili, il 26 luglio. Nello specifico, il tour di Mishustin ha avuto inizio a Itrup, l’isola maggiore dell’arcipelago, ed è proseguito a Kunashir, Shikotan e Habomai. La visita non era stata accolta positivamente dal Ministero degli Esteri del Giappone, il quale aveva contestato la presenza del premier russo nelle suddette Isole, che Tokyo definisce come “Territori del Nord”.

È altresì rilevante ricordare che, l’8 luglio, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che Mosca e Tokyo dovrebbero avviare consultazioni per sottoscrivere un accordo di pace che permetta di normalizzare le relazioni bilaterali tra le due potenze. Nonostante, nel corso del 2020, i rappresentanti di Russia e Giappone si siano incontrati in più occasioni per raggiungere un compromesso, al momento non è in corso nessuna trattativa. Da parte sua, Mosca ritiene che la firma di un accordo bilaterale non dovrebbe essere focalizzata solo sulla risoluzione della disputa territoriale. L’intesa dovrebbe essere di più ampio respiro e dovrebbe permettere di rilanciare la partnership a più livelli, quali commerciale, culturale, e diplomatico.

Dall’altra parte, Tokyo sembra essere concentrata solo sul contenzioso territoriale. Un altro aspetto che contribuisce a creare attrito tra le due potenze è l’alleanza militare tra Giappone e Stati Uniti. La Russia vede tale cooperazione come un’alleanza “diretta contro il Cremlino”, come dimostrano le “armi statunitensi” dispiegate sul territorio Asiatico. Nello specifico, la preoccupazione di Mosca non è tanto legata all’alleanza statunitense-giapponese in sé, quanto “ai suoi obiettivi”. Tokyo aveva più volte assicurato a Mosca che non avrebbe mai permesso agli USA di dispiegare armi sul territorio giapponese poiché tale mossa avrebbe rappresentato una “minaccia per la sicurezza delle Russia”. Nonostante ciò, questo è quanto sta accadendo al momento. Inoltre, il fatto che la Casa Bianca definisca il Giappone come il suo “alleato principale”, è un altro fattore che allarma la Federazione.

La disputa tra Russia e Giappone sulla sovranità delle Isole Curili trova le sue origini alla fine del 1855, quando le due parti ratificarono il Trattato di Shimoda. Quest’ultimo assegnava a Tokyo il controllo dei quattro territori più prossimi al Giappone e a Mosca le restanti Isole. Più tardi, con il Trattato di San Pietroburgo del 1875, la Russia rinunciò alla sovranità su Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai in cambio del controllo totale della strategica isola di Sachalin.

La situazione geopolitica, tuttavia, ha subito profondi mutamenti a seguito della Seconda guerra mondiale. Sulla base degli accordi di Jalta, l’URSS si impegnava ad entrare in guerra contro il Giappone. La promessa venne mantenuta e culminò con l’occupazione delle Isole Curili, nello specifico della catena che si estende dall’isola giapponese di Hokkaido alla penisola russa di Kamchatka, a Nord. Tra gli obiettivi, Mosca era intenzionata ad assicurarsi il controllo sugli stretti di fronte alla base navale di Vladivostok sul Pacifico, area chiave per il controllo del Mar del Giappone e del Pacifico Nordoccidentale.

Strategicamente, il controllo delle Isole assicura alla Russia l’accesso all’Oceano Pacifico per la propria flotta di navi da guerra e sottomarini con base a Vladivostok, per la durata di tutto l’anno, poiché lo stretto tra Kunashir e Iturup non gela durante l’inverno. In aggiunta, Mosca ha aperto basi militari nell’arcipelago e ha dispiegato sistemi missilistici sulle Isole. Non da ultimo, la zona è ricca di sorgenti calde, minerali e metalli rari come il renio, il quale viene utilizzato nella produzione di aerei supersonici.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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