La Lettonia avverte del rischio “incidenti” tra NATO e Russia

Pubblicato il 9 agosto 2021 alle 11:53 in NATO Repubbliche Baltiche Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Affari Esteri della Lettonia, Edgars Rinkevics, ha dichiarato, lunedì 9 agosto, che Riga teme che le prossime esercitazioni militari tra Russia e Bielorussia, insieme alla grave crisi migratoria che il Paese baltico sta affrontando, potrebbero causare “incidenti” con le forze dell’Alleanza Atlantica.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate da Rinkevics nel corso di un’intervista alla testata statunitense Financial Times. Le manovre militari che preoccupano il ministro lettone sono le Zapad-2021, che si terranno, dal 10 al 16 settembre, sul territorio di Minsk e Mosca. Principalmente, le esercitazioni avranno luogo in Bielorussia e saranno guidate dai capi di Stato maggiore delle Forze Armate di Minsk e Mosca. Il timore di “incidenti” con la NATO, ha proseguito Rinkevics, nasce dal fatto che, nell’ultimo periodo, la Lettonia ha significativamente incrementato la presenza militare lungo il confine con la Bielorussia, con lo scopo di interrompere il flusso di immigrati clandestini.

Questi ultimi, passando attraverso la Bielorussia, hanno messo in ginocchio il Paese baltico, che è stato costretto a richiedere il supporto di Estonia e dell’agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex. Nel corso dell’intervista, Rinkevics ha descritto la crisi migratoria al confine come “un caso molto chiaro di guerra ibrida”, dove “i migranti vengono usati come arma” da parte delle autorità di Minsk.

In tale quadro, è rilevante menzionare quanto rivelato dalle autorità bielorusse in merito a Zapad-2021. Il viceministro della Difesa bielorusso, Viktor Gulevich, ha dichiarato, il 5 agosto, che le manovre Zapad-2021 coinvolgeranno un totale 12.800 truppe, tra cui 2.500 soldati russi. Le esercitazioni, che si tengono in entrambi i Paesi a cadenza quadriennale, si svolgono mentre il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, diventa sempre più dipendente dalla Russia, sullo sfondo delle crescenti tensioni tra Occidente e Minsk. Lo scopo delle manovre militari è di testare la prontezza di risposta a un ipotetico attacco sferrato contro lo Stato dell’Unione Bielorussia-Russia, ha detto Gulevich, secondo l’agenzia di stampa russa TASS.

Le manovre di Minsk e Mosca sono di natura difensiva e mirano a garantire la sicurezza lungo i loro confini occidentali. Tali chiarimenti sono stati offerti dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, il quale ha altresì rivelato che la Russia intende dispiegare ingenti quantità di aerei militari in occasione di Zapad-2021. Anche gli Stati Uniti hanno commentato le imminenti manovre. Nello specifico, l’ambasciatrice degli USA a Minsk, Julie Fisher, ha dichiarato che la Casa Bianca prevede di “osservare molto da vicino” le prossime esercitazioni. A queste ultime, ha proseguito l’ambasciatrice statunitense, la NATO presta sempre particolare attenzione, poiché si svolgono nei pressi dei confini con gli Stati Alleati.

Il recente incremento di immigrati clandestini in Lettonia è legato alle contromisure adottate dal presidente della Bielorussia per rispondere alle sanzioni che l’Unione Europea aveva imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio. Tale episodio aveva portato all’arresto dell’attivista e giornalista Roman Protasevich, definito un “atto di pirateria” dalle potenze occidentali. Lukashenko aveva dichiarato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza di Bruxelles in quelli che sarebbero “affari interni” del Paese.

In tale contesto, è opportuno sottolineare che sia l’Estonia sia l’Unione Europea hanno offerto supporto alla Lituania al fine di normalizzare la situazione lungo il confine. Quanto a Tallinn, il ministro della Difesa, Kalle Laaneta, ha sottoscritto una proposta di legge per formalizzare la cooperazione tra i Paesi Baltici nella lotta contro la crisi migratoria in Lituania. Questo ha portato l’Estonia a dispiegare le proprie autorità transfrontaliere lungo il confine con la Bielorussia, dotandole di droni di supporto e strumenti per circoscrivere il confine. L’Unione Europea, da parte sua, servendosi di Frontex, ha avviato, il 12 luglio, una “missione rapida” per contenere il crescente flusso migratorio.

Secondo gli ultimi dati resi noti, da gennaio a luglio 2021, il numero di migranti illegali detenuti lungo il confine lituano-bielorusso ha toccato cifre record: 4.110. Si tratta di un valore 50 volte maggiore rispetto all’intero arco annuale del 2020. La crescente criticità della situazione ha poi obbligato le autorità di Vilnius a indire, il 2 luglio, lo stato di emergenza. Se, in precedenza, i migranti erano perlopiù provenienti da Iraq, Siria e Iran; nell’ultimo periodo è incrementato il numero di persone dai Paesi africani. Tra questi, le autorità di Vilnius hanno menzionato la Repubblica Democratica del Congo, il Gambia, la Guinea, il Mali e il Senegal. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.