Francia: sacerdote ucciso dall’autore dell’incendio alla cattedrale di Nantes

Pubblicato il 9 agosto 2021 alle 17:18 in Europa Francia

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Un immigrato 40enne, proveniente dal Ruanda, si è recato in una stazione di polizia francese di Mortagne-sur-Sevre, il 9 agosto, e ha confessato di aver ucciso il sacerdote cattolico Olivier Maire, che lo aveva ospitato in attesa del processo per aver dato fuoco alla cattedrale di Nantes, il 18 luglio 2020.

Una fonte vicina ai fatti ha rivelato a Reuters che poco dopo la confessione dell’uomo, la polizia ha trovato il corpo del sacerdote in questione a Saint-Laurent-sur-Sevre, un comune del dipartimento di Vandea, nella regione dei Paesi della Loira, a Ovest della Francia. Il sacerdote 60enne era a capo dell’ordine Missionario Monfortano a Saint-Laurent-sur-Sevre e aveva offerto rifugio al suo presunto uccisore dopo che questi era stato rilasciato su cauzione in attesa di un’indagine formale. Al momento, i pubblici ministeri locali stanno guidando un’indagine sulla vicenda che non è trattata come un caso di terrorismo.

Il presunto omicida, identificato come Emmanuel A., aveva ricevuto un ordine di espulsione dalla Francia nel 2019 ma era rimasto nel Paese. Secondo i pubblici ministeri, un anno più tardi, il 18 luglio 2020, avrebbe appiccato un incendio alla cattedrale di Nantes. Dopo essere stato arrestato, l’uomo era stato rilasciato su controllo giudiziario. Alcuni media francesi hanno poi affermato che il cittadino del Ruanda avrebbe ricevuto cure in un ospedale psichiatrico nel mese di luglio 2021.

L’incendio di Nantes era avvenuto a 15 mesi di distanza, da quello che, nel 2019, aveva colpito la cattedrale di Notre-Dame, a Parigi, sollevando interrogativi sui rischi per la sicurezza di altre chiese storiche in tutta la Francia. A Nantes, i vigili del fuoco avevano contenuto l’incendio dopo due ore di lavoro salvando la struttura principale, tuttavia l’organo risalente al 1621, che era sopravvissuto alla rivoluzione francese e ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, era stato distrutto dalle fiamme.

Dopo la diffusione della notizia del 9 agosto, il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, ha scritto su Twitter: “Tutto il mio sostegno va ai cattolici del nostro Paese dopo la drammatica uccisione di un sacerdote in Vandea. Mi sto dirigendo lì”. La leader dell’opposizione a capo del partito Rassemblement National, Marine Le Pen, ha pubblicato un post con su scritto: “Quindi in Francia puoi essere un immigrato clandestino, incendiare la cattedrale di Nantes, non essere mai espulso ed essere recidivo uccidendo un prete. Quello che sta succedendo nel nostro Paese non ha precedenti: il totale fallimento dello Stato”. Darmanin ha subito risposto accusando Le Pen di aver avviato una polemica senza conoscere i fatti, aggiungendo che l’uomo non poteva essere espulso dal Paese mentre si trovava sotto controllo giudiziario. Anche il senatore che rappresenta la regione di Vandea, Bruno Retailleau, ha affermato di essere sconvolto per quanto accaduto dal suo profilo Twitter, aggiungendo: “Cosa ci faceva quest’uomo ancora in Francia”.

La questione dell’immigrazione sarà uno tra i temi principali durante le elezioni presidenziali del 2022, quando Le Pen, a capo di una fazione di estrema destra, sfiderà l’attuale presidente francese, Emmanuel Macron, a capo del movimento centrista La République En Marche, per l’Eliseo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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