Lituania, crisi migratoria: UE indice un vertice di emergenza

Pubblicato il 8 agosto 2021 alle 6:15 in Bielorussia Europa Lituania Repubbliche Baltiche

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Mentre la Bielorussia ha incrementato, venerdì 6 agosto, il numero di militari frontalieri dispiegati lungo il confine con la Lituania; l’Unione Europea ha indetto, il prossimo 18 agosto, un vertice d’emergenza per discutere della crisi migratoria che sta colpendo la Repubblica baltica.

Un rappresentante del Comitato di Frontiera di Stato (GPK) della Bielorussia, Anton Bychkovsky, ha dichiarato all’agenzia di stampa russa RIA Novosti che il Paese ha intensificato i controlli lungo il confine con la Lituania. Tra le nuove misure, il presidente del Paese, Alexander Lukashenko, ha ordinato il dispiegamento di ulteriori divisioni militari lungo tutto il perimetro che divide la Bielorussia dalla Lituania.

Dall’altra parte, la presidenza slovena presso l’Unione Europea ha dichiarato, il medesimo venerdì, che i ministri degli Interni del blocco saranno chiamati a discutere, il 18 agosto, dell’ondata di migranti illegali che, passando attraverso la Bielorussia, stanno mettendo in ginocchio il governo della Lituania. Secondo quanto riferito da Reuters, il prossimo vertice dell’UE si svolgerà anche alla presenza dell’agenzia europea per il controllo di frontiera Frontex ed Europol. “La situazione lungo il confine lituano-bielorussi sta gravemente minacciando la sicurezza dell’UE”, si legge nel comunicato, dove si afferma anche che la Bielorussia sarebbe la responsabile dell’ “armamento di migranti clandestini”. Il Paese che ha esortato i membri europei ad indire il vertice del 18 agosto è stata la Slovenia. Secondo quest’ultima, uno degli obiettivi cardine dell’incontro è di concordare nuove misure per salvaguardare tale sezione di confine con l’UE, nonché per sostenere la Lituania.

Anche il giorno precedente, il 5 agosto, l’Unione Europea ha preso misure per normalizzare la situazione. Nello specifico, l’UE ha convocato il rappresentante permanente della Bielorussia a Bruxelles per esprimere la preoccupazione del blocco in merito alla crisi, alimentata dalla linea politica di Minsk. Altrettanto importante è sottolineare che Lukashenko ha annunciato, il medesimo 5 agosto, la totale chiusura dei confini con la Lituania. Secondo il presidente, tale misura è stata necessaria poiché si tratta dell’unica soluzione per porre fine all’afflusso di clandestini da Sud e da Ovest del Paese.

Secondo gli ultimi dati resi noti, da gennaio a luglio 2021, il numero di migranti illegali detenuti lungo il confine lituano-bielorusso ha toccato cifre record: 4.110. Si tratta di un valore 50 volte maggiore rispetto all’intero arco annuale del 2020. La crescente criticità della situazione ha poi obbligato le autorità di Vilnius a indire, il 2 luglio, lo stato di emergenza. Se, in precedenza, i migranti erano perlopiù provenienti da Iraq, Siria e Iran; nell’ultimo periodo è incrementato il numero di persone dai Paesi africani. Tra questi, le autorità di Vilnius hanno menzionato la Repubblica Democratica del Congo, il Gambia, la Guinea, il Mali e il Senegal. 

Il recente incremento è legato alle contromisure adottate dal presidente della Bielorussia per rispondere alle sanzioni che l’Unione Europea aveva imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio. Tale episodio aveva portato all’arresto dell’attivista e giornalista Roman Protasevich, definito un “atto di pirateria” dalle potenze occidentali. Lukashenko aveva dichiarato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza di Bruxelles in quelli che sarebbero “affari interni” del Paese.

In tale contesto, è opportuno menzionare che sia l’Estonia sia l’Unione Europea hanno offerto supporto alla Lituania al fine di normalizzare la situazione lungo il confine. Quanto a Tallinn, il ministro della Difesa, Kalle Laaneta, aveva sottoscritto una proposta di legge per formalizzare la cooperazione tra i Paesi Baltici nella lotta contro la crisi migratoria in Lituania. Questo ha portato l’Estonia a dispiegare le proprie autorità transfrontaliere lungo il confine con la Bielorussia, dotandole di droni di supporto e strumenti per circoscrivere il confine. L’Unione Europea, da parte sua, servendosi della propria agenzia per il controllo delle frontiere, Frontex, ha avviato, il 12 luglio, una “missione rapida” per contenere il crescente flusso migratorio.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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