Italia: 800 migranti autorizzati a sbarcare in Sicilia

Pubblicato il 8 agosto 2021 alle 9:46 in Immigrazione Italia

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La nave di salvataggio Sea Watch 3, che trasportava 257 migranti, è stata autorizzata ad attraccare in Sicilia, il 7 agosto. L’8 agosto, l’autorizzazione è arrivata anche per un’altra imbarcazione con 549 migranti a bordo. 

La Sea Watch 3, un’organizzazione tedesca per il salvataggio in mare, ha annunciato di aver attraccato al porto di Trapani, nella Sicilia occidentale, aggiungendo che tutte le 257 persone a bordo, tra cui 70 minorenni, sono state testate per il COVID-19. Qualche ora dopo, l’organizzazione SOS Méditerranée ha riferito di essere stata autorizzata a far sbarcare i 549 migranti a bordo della Ocean Viking a Pozzallo, nel sud della Sicilia. Tra queste ci sono almeno 3 donne incinta, la cui salute si stava deteriorando, secondo l’organizzazione. 

La sera del 6 agosto, la Guardia Costiera italiana aveva prelevato un migrante dall’imbarcazione per motivi di saluti, la quarta evacuazione di questo tipo dall’Ocean Viking negli ultimi giorni. “Troppo spesso negli ultimi 3 anni le persone soccorse in mare hanno dovuto aspettare giorni per sbarcare, a scapito della loro salute mentale e fisica”, ha denunciato SOS Méditerranéé a tale proposito. “Questi stalli disumani non possono diventare la norma. I Paesi europei hanno urgente bisogno di rilanciare il processo verso un sostenibile meccanismo di sbarco”, ha aggiunto.

Intanto, a Roma, si è tenuto un incontro di alto livello incentrato proprio sul tema dell’immigrazione, il 7 agosto. La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha incontrato al Viminale l’ambasciatore della Repubblica tunisina, Moez Sinaoui, per un confronto sull’evoluzione del quadro politico nel Paese nordafricano e sull’andamento dei flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Secondo quanto riferito dal sito web ufficiale del Ministero, la responsabile del Viminale ha ricevuto ampie rassicurazioni da parte dell’ambasciatore tunisino sulla “validità di tutte le intese tecniche bilaterali” in materia di procedure di rimpatrio e sul personale impegno del presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, per intensificare le misure finalizzate al contrasto delle organizzazioni criminali di trafficanti di esseri umani e al contenimento della pressione esercitata dai flussi di immigrazione clandestina sulla frontiera esterna dell’Unione Europea.

Tale chiarimento è stato necessario a seguito dei recenti sconvolgimenti politici nel Paese Nordafricano. Il 25 luglio, il capo di Stato della Tunisia ha rimosso dal suo incarico il primo ministro, Hichem Mechichi, e ha sospeso le attività del Parlamento per trenta giorni, accentrando su di sé tutta l’autorità esecutiva, mentre i deputati tunisini sono stati privati della loro immunità parlamentare. Ennahda, primo partito nella coalizione di governo, ha definito la mossa di Saied un “colpo di Stato” e ha esortato la presidenza a indire nuove elezioni legislative e presidenziali, mettendo in guardia da qualsiasi ritardo che verrebbe considerato “un pretesto per mantenere in piedi un regime autocratico”.

Sul fronte immigrazione, inoltre, è possibile ricordare che i naufragi al largo della costa tunisina sono diventati sempre più frequenti, a causa di un aumento dei tentativi di traversata verso l’Europa e, in particolare, verso l’Italia. Il numero di migranti morti in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa è più che raddoppiato quest’anno, rispetto a quello precedente. Stando alle statistiche, oltre 1.146 persone sono morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa nella prima metà del 2021. Lo scorso anno, 513 migranti avevano perso la vita nello stesso periodo. Nel 2019, erano stati 674. La maggior parte delle morti è stata registrata nel Mediterraneo (896), con un aumento del 130% rispetto allo stesso periodo del 2020. Quella del Mediterraneo centrale si è riconfermata la rotta più pericolosa al mondo, con oltre 741 decessi finora. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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