USA: le aziende chiedono a Biden di riprendere il dialogo commerciale con Pechino

Pubblicato il 7 agosto 2021 alle 7:28 in Cina USA e Canada

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Associazioni di oltre 30 aziende e società statunitensi hanno inviato una lettera al governo statunitense chiedendo la ripresa del dialogo commerciale con la Cina su questioni quali i dazi, il 5 agosto.

Il gruppo di aziende rappresenta gli interessi di settori diversi che vanno dai coltivatori di patate, alle aziende di microchip, alle case farmaceutiche e ha chiesto all’amministrazione del presidente Joe Biden di adottare misure rapide per risolvere la questione dei dazi. Oltre a questo, le aziende hanno anche chiesto alla Casa Bianca di collaborare con il governo cinese per garantire il rispetto degli impegni presi con l’Accordo di Fase 1, il 15 gennaio 2020.

Il New York Times ha visto il testo della lettera nel quale le aziende hanno scritto che, a causa dei dazi, le industrie statunitensi devono affrontare un aumento dei costi per fabbricare prodotti e fornire servizi a livello nazionale, rendendo le loro esportazioni di tali prodotti e servizi meno competitive all’estero. Nella lettera è stato affermato che la Cina aveva rispettato alcuni dei suoi impegni nell’ambito dell’accordo commerciale, comprese nuove misure per aprire il suo mercato alle istituzioni finanziarie statunitensi. Per le aziende, ulteriori colloqui con Pechino sarebbero l’unico modo per garantire che la Cina mantenga gli impegni restanti anche in altri settori, come la protezione della proprietà intellettuale.  Oltre a questo, ad esempio, con l’Accordo di Fase 1, la Cina si era impegnata ad acquistare grandi quantità di beni statunitensi in cambio di un parziale taglio sui dazi imposti da Washington su merci cinesi. Tuttavia, i progressi in tal senso sarebbero stati scarsi a causa della pandemia e de deterioramento delle relazioni Cina-Stati Uniti.

In particolare, la lettera è stata indirizzata al segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, e alla rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Katherine Tai, chiedendo loro di dialogare con Pechino affinché rispetti i termini dell’Accordo di Fase 1 entro il 15 febbraio 2022. Oltre a questo nella lettera è stato anche chiesto che gli USA intrattengano dialoghi con la Cina per risolvere le questioni che non sono state trattate con l’accordo di Fase 1, quali i sussidi statali, la sicurezza informatica, i dati, la politica della concorrenza e un maggiore accesso al mercato.

A partire dal 2018, la Cina e gli USA sono state impegnate in una guerra commerciale durante la quale i due Paesi avevano imposto tariffe sui beni importati l’una dall’altra. In particolare, nel 2018 c’era stato un aumento reciproco dei dazi su 34 miliardi di beni importati l’uno dall’altro. Tale quadro si era poi progressivamente e, a maggio 2019, aveva visto un aumento dei dazi da parte statunitense del 25 % su 200 miliardi di prodotti cinesi e, a giugno 2019, l’incremento del 25% delle tariffe su 60 miliardi di prodotti statunitensi da parte cinese. Tale situazione era stata parzialmente attenuata dall’Accordo economico-commerciale “di fase 1” firmato il 15 gennaio 2020 alla Casa Bianca da Liu He e dall’ex presidente degli USA, Donald Trump. La firma era stata il primo passo concreto verso la fine della guerra dei dazi tra le due maggiori economie a livello mondiale.

L’Accordo di Fase uno è stato sottoposto ad un processo di revisione che è ormai in corso da circa sette mesi e non ne sono stati ancora annunciati gli esiti.  Per il quotidiano cinese Huanqiuwang, la politica commerciale di Biden nei confronti della Cina sarebbe ancora simile a quella del suo predecessore, Donald Trump, che a detta cinese sono state fallimentari.

Dopo l’insediamento di Biden alla casa Bianca, il 20 gennaio scorso, le parti hanno avuto alcuni incontri per discutere questioni economiche. Tra questi, il 2 giugno, vi era stato quello tra il vice primo ministro di Pechino e capo della delegazione cinese per il dialogo economico globale tra Cina e USA, Liu He, e la segretaria al Tesoro degli USA. Prima ancora, lo scorso 27 maggio, Liu aveva già avuto una conversazione telefonica con la rappresentante per il commercio degli Stati Uniti. Tuttavia, tali dialoghi non hanno rappresentato una svolta nel dialogo commerciale tra i due Paesi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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