Afghanistan: talebani conquistano una capitale provinciale

Pubblicato il 7 agosto 2021 alle 8:52 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno conquistato la città di Zaranj, la capitale della provincia afghana di Nimruz, che confina con l’Iran e il Pakistan. 

La notizia è stata riferita il 6 agosto dalla stampa afghana ed internazionale. Zaranj è una città relativamente remota, che conta circa 63.000 abitanti, ed è anche la prima capitale provinciale a cadere nelle mani del gruppo da quando gli Stati Uniti hanno sottoscritto lo “storico” accordo con i talebani, il 29 febbraio 2020, per il ritiro delle truppe e l’avvio delle negoziazioni intra-afghane. Era il 2016, l’ultima volta che un capoluogo di provincia era stato conquistato dai taleban, quando il governo di Kabul ha perso il controllo di Kunduz, nell’omonima provincia. 

Un portavoce della polizia di Nimruz, che ha preferito rimanere anonimo per motivi di sicurezza, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che i talebani sono riusciti a prendere la città a causa del mancato invio di rinforzi da parte del governo di Kabul. Secondo fonti talebane, il gruppo stava festeggiando e la caduta di Zaranj avrebbe sollevato il morale dei loro combattenti in altre province. Un comandante talebano ha sottolineato che la città ha un’importanza strategica in quanto si trova al confine con l’Iran. “Questo è l’inizio e altre province cadranno nelle nostre mani molto presto”, ha aggiunto.

Nelle prime ore del 6 agosto, i talebani avevano annunciato di aver rilasciato i prigionieri dal carcere di Zaranj e di aver preso il controllo del quartier generale dell’intelligence provinciale. Il gruppo ha poi chiesto alle autorità locali di arrendersi, inviando una richiesta scritta, insieme a foto e video dei combattenti nelle vicinanze degli edifici governativi e del cancello d’ingresso della provincia. Una foto mostra i suoi combattenti di stanza fuori dal complesso del governatore provinciale. La conquista di Zaranj arriva pochi giorni una serie di offensive fallite contro le capitali delle province di Herat, Kandahar e Helmand.

Intanto, lo stesso 6 agosto, a Kabul, i talebani hanno ucciso Dawa Khan Menapal, capo del Centro per i Media e l’Informazione del governo afghano, l’ultimo di una serie di omicidi volti a indebolire l’esecutivo. L’omicidio è avvenuto a seguito di un avvertimento da parte dei talebani, che avevano annunciato che avrebbero preso di mira alti funzionari dell’amministrazione, come rappresaglia per l’aumento dei raid aerei. Tali episodi si inseriscono in un contesto di scontri diffusi in tutto il territorio afghano tra governo e talebani. Il 6 agosto, Kabul ha continuato a colpire le posizioni dei talebani a Sud del Paese con il sostegno dell’aeronautica statunitense nella provincia di Helmand. Le parti si contendono il capoluogo Lashkar Gah, dove nove su dieci distretti sono in mano dei militanti.

Intanto, secondo quanto riferito il 3 agosto, il Pakistan sta costruendo la recinzione per prevenire attacchi transfrontalieri provenienti dall’Afghanistan. Islamabad condivide 2.611 km di confine con l’instabile Paese vicino e tale delimitazione è nota come Linea Durand. I lavori per una recinzione nella parte pakistana erano iniziati nel 2017, con l’aumentare di attacchi transfrontalieri contro le postazioni dell’esercito del Pakistan. La barriera sarà costituita da due serie di recinzioni separate da uno spazio di 2 metri riempito con bobine di filo spinato. La doppia recinzione sarà alta circa 4 metri e i militari hanno installato telecamere di sorveglianza per controllare qualsiasi movimento lungo il confine.

L’Afghanistan ha vissuto decenni di conflitti e violenze, prima con l’invasione sovietica, poi con le lotte interne e la presa del potere dei talebani e successivamente con una sanguinosa guerra civile e l’aumento della minaccia terroristica. Nel 2001, dopo gli attentati dell’11 settembre, gli Stati Uniti hanno invaso il Paese, accusato di essere la base logistica dalla quale al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli USA e il luogo dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Dopo quasi due decenni di conflitto, un’importante svolta diplomatica era arrivata con l’accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato il 29 febbraio 2020. Questo prevedeva, tra le altre cose, una tabella di marcia verso la pace, la fine dei rapporti tra talebani ed al-Qaeda, la cessazione delle offensive contro i grandi centri urbani e il ritiro delle truppe straniere. Tuttavia, l’intesa è stata violata da entrambe le parti e non ha messo fine alle violenze, che sono aumentate durante e dopo le negoziazioni.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

 

di Redazione

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