Russia-Ubekistan: termina la fase attiva delle esercitazioni militari

Pubblicato il 6 agosto 2021 alle 11:18 in Russia Uzbekistan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La fase attiva delle esercitazioni tattiche russo-uzbeke “Sud-2021”, tenutasi sullo sfondo dell’avanzata dei talebani in Afghanistan, si è conclusa, venerdì 6 agosto, nei pressi della città uzbeka di Termez.

A riferirlo, il medesimo venerdì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Le operazioni tattico-militari della fase finale si sono svolte alla presenza del capo di Stato maggiore delle Forze Armate russe, il generale Valery Gerasimov, affiancato dalla controparte uzbeka, il maggiore generale Shukhrat Khalmukhamedov. Tra le manovre eseguite dalle forze armate dei due Paesi, TASS ha menzionato l’operazione in cui alle divisioni miliari di Russia e Uzbekistan era richiesto di impedire che formazioni armate illegali attraversassero il confine di Stato. Uno dei concetti fondanti delle manovre è stato basato sull’esperienza delle forze armate russe nella lotta ai gruppi armati illegali in Siria, ha dichiarato il tenente generale russo Mikhail Teplinsky, nel corso di un’intervista rilasciata alla suddetta agenzia di stampa.

Le esercitazioni militari sono state avviate, lunedì 2 agosto, nei pressi del confine con l’Afghanistan. Secondo quanto reso noto dal Cremlino, sono stati coinvolti circa 1.500 soldati delle Forze Armate dei due Paesi. Come segno di quanto Mosca stia prendendo seriamente la potenziale minaccia proveniente dall’Afghanistan, il Cremlino ha annunciato che invierà un contingente militare molto più grande in Tagikistan, per esercitazioni trilaterali che inizieranno alla fine di questa settimana. Nello specifico, il Ministero della Difesa russo ha chiarito che 1.800 dei suoi soldati avrebbero preso parte alle esercitazioni tagike, invece di 1.000, come inizialmente previsto. In totale saranno coinvolte più di 2.500 truppe. Le manovre congiunte, che vedranno partecipare i contingenti di tutti e tre i Paesi, dovrebbero svolgersi dal 5 al 10 agosto. Mosca utilizzerà anche 420 unità di hardware militare per le esercitazioni, il doppio della quantità originariamente prevista, ha aggiunto il Ministero.

Qualche giorno prima, il 4 agosto, gli Eserciti di Russia e Uzbekistan sono stati dispiegati nei pressi della base militare di Tashkent presso la catena montuosa ti Termez. Le divisioni armate dei due Paesi hanno svolto operazioni di coordinamento tra le truppe e, secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa del Distretto Militare Centrale della Federazione, queste sono state seguite da manovre congiunte lungo il confine. Come si legge nella nota ministeriale russa, le Forze Armate dei due Paesi hanno inizialmente marciato per 15 chilometri, svolgendo operazioni di coordinamento delle truppe. Tra queste, sono stati superati ostacoli quali fossati d’acqua e tunnel, per poi avviare manovre tattico-strategiche. 

Stando a quanto reso noto dal comandante del Distretto Militare Centrale della Russia, il colonnello Alexander Lapin, i soldati russi coinvolti nelle manovre militari di Mosca, Tashkent e Dushanbe saranno quelli operanti presso la 201° base russa situata in Tagikistan. Si tratta della struttura militare terrestre più grande al di fuori del confine russo. È situata nei pressi di Dushanbe e di Bokhtar dai tempi dell’Unione Sovietica e comprende fucili a motore, unità corazzate, di artiglieria e di ricognizione, forze di difesa aerea, strutture di protezione chimica e biologica, nonché truppe di segnalazione. Oltre a ciò, nella 201° base sono presenti carri armati T-72, veicoli corazzati BTR-82A, sistemi di lancio multiplo Grad, sistemi di artiglieria Gvozdika e Akatsiya. Nel 2001, la Divisione era stata dispiegata al confine con l’Afghanistan, dopo che i talebani avevano tentato di attraversare il confine afghano-tagiko. Nell’ottobre 2012, è stato firmato un accordo che estende, fino al 2042, il periodo di stazionamento della base militare russa in Tagikistan.

Le esercitazioni militari congiunte sono da collocare nel quadro dell’avanzata dei talebani in Afghanistan, i quali hanno più volte forzato i militari del governo di Kabul a fuggire nei vicini Paesi dell’Asia Centrale, quali Tagikistan e Uzbekistan, per sfuggire alla marcia dei fondamentalisti islamici. Nello specifico, il conflitto inter-afghano si è acuito a partire dal mese di aprile, quando gli Stati Uniti hanno annunciato il graduale ritiro delle proprie truppe dall’Afghanistan. Il mese di giugno è risultato essere il più letale mai registrato dall’Afghanistan negli ultimi due decenni. Le autorità di Kabul hanno riferito che le forze di sicurezza e difesa nazionali afgane (ANDSF) hanno eliminato oltre 6.000 combattenti talebani in circa un mese, riconoscendo che anche il gruppo ha inflitto gravi perdite alle forze governative. I dati raccolti dal quotidiano afghano Tolo News mostrano che 638 militari e civili sono stati uccisi negli attacchi dei talebani durante questo periodo e altri 1.060 sono rimasti feriti. Inoltre, ben 120 distretti sono stati “evacuati” a seguito delle offensive dei militanti islamisti.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.