Il fatto più importante della settimana, Israele e Libano

Pubblicato il 6 agosto 2021 alle 7:02 in Israele Libano

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Dopo i colpi di artiglieria, lanciati in risposta a missili provenienti dal Libano, le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno riferito di aver condotto un attacco missilistico contro obiettivi libanesi.

L’annuncio è giunto all’alba di giovedì 5 agosto, attraverso un comunicato dell’esercito israeliano, in cui questo ha affermato che i propri aerei hanno lanciato raid contro le postazioni in Libano, da cui si pensa siano stati lanciati missili nei giorni scorsi, e contro obiettivi e strutture impiegati in passato per colpire i territori israeliani e condurre operazioni “terroristiche”. Fonti libanesi hanno riferito che i raid israeliani hanno colpito, in particolare, un’area disabitata alla periferia di Aishiya, città nel distretto di Marjayoun, nel Sud del Libano.

Il bombardamento è stato condotto nella notte tra il 4 e il 5 agosto, a poche ore di distanza dai colpi di artiglieria lanciati in risposta ad attacchi missilistici provenienti dai territori libanesi. Questi non hanno causato vittime, ma sono divampati incendi nelle aree boschive nel Nord di Israele che, secondo fonti israeliane, dopo 12 ore non erano stati ancora estinti. Per le IDF, è il Libano ad essere responsabile dei bombardamenti contro Israele, finora non rivendicati. Inoltre, le forze israeliane hanno messo in guardia da qualsiasi tentativo futuro di danneggiare i civili e la sovranità di Israele. I propri raid potrebbero intensificarsi, laddove gli attacchi “terroristici” continuino, ha dichiarato l’esercito israeliano.

Quest’ultimo, nel pomeriggio del 4 agosto, aveva riferito di aver risposto con colpi di artiglieria a un attacco missilistico proveniente dai territori libanesi. In particolare, 3 missili erano stati lanciati contro il Nord di Israele appena dopo mezzogiorno, attivando le sirene di avvertimento a Kiryat Shmona, area situata alle pendici del monte Hermon. Dei 3 razzi, due sono precipitati in uno spazio aperto, mentre il terzo, intercettato dal sistema di difesa Cupola di Ferro, non ha superato il confine israeliano-libanese. Da parte sua, a detta dell’esercito libanese, Israele ha lanciato 92 colpi di artiglieria contro 6 obiettivi, provocando un incendio nel villaggio di Rashaya al-Fukhar.

Secondo fonti della sicurezza israeliane, dietro gli attacchi delle ultime ore potrebbero esservi gruppi palestinesi stanziati nel Libano meridionale. Ad ogni modo, quello lanciato nella notte del 4-5 agosto rappresenta il primo attacco missilistico riconosciuto dall’esercito israeliano dal 2014. In precedenza, Israele si è limitato a rispondere alle operazioni condotte dal Libano con colpi di artiglieria. Di fronte a tale scenario, sia Washington sia la Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL) hanno espresso preoccupazione, esortando le parti alla calma. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Ned Price, ha poi condannato gli attacchi contro i territori israeliani e ha affermato che “Israele ha il diritto di difendersi”. Da parte loro, gli Stati Uniti continueranno a sostenere gli sforzi volti a disinnescare le tensioni nella regione, ha riferito il portavoce.

Gli attacchi aerei notturni sono indice di una possibile escalation in un momento delicato per Israele. La nuova coalizione di governo, formata da otto partiti, sta provando a preservare una fragile tregua che ha posto fine a una escalation di 11 giorni tra le forze israeliane e i gruppi palestinesi a Gaza, Hamas in primis. Ad ogni modo, Hezbollah, un’organizzazione paramilitare sciita appoggiata dall’Iran, continua a rappresentare uno dei principali rivali libanesi di Israele. Nel 2006, i due si sono scontrati in una battaglia lunga 34 giorni, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati. Ciò ha portato al rafforzamento della Missione dell’Onu UNIFIL, istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006, la quale ha il compito di far rispettare il cessate il fuoco tra Beirut e Tel Aviv e di monitorare il ritiro israeliano da una zona smilitarizzata di confine. La missione conta attualmente circa 10.500 unità, tra cui anche un contingente italiano.

Tra gli episodi verificatisi nel 2021, il primo febbraio, Hezbollah ha affermato che le proprie forze avevano intercettato e distrutto un drone israeliano, mentre questo sorvolava lo spazio aereo libanese. Da parte loro, le Forze di Difesa israeliana hanno ammesso che un proprio drone era precipitato nel Sud del Libano, senza rivelare ulteriori dettagli sulle dinamiche e le cause dell’incidente. Successivamente, in concomitanza con l’escalation tra Israele e Hamas, il 13 maggio, l’esercito israeliano aveva affermato che 3 missili erano stati lanciati dal Sud del Libano verso i territori israeliani settentrionali, presumibilmente da gruppi palestinesi. 

 

Il fatto più importante della settimana è una rubrica a cura della Redazione di Sicurezza Internazionale.

Tutti i venerdì. 

di Redazione

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