La Georgia si rifiuta di ripristinare le relazioni diplomatiche con la Russia

Pubblicato il 6 agosto 2021 alle 11:54 in Georgia Russia

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Il leader del partito al governo Sogno Georgiano, Irakli Kobakhidze, ha dichiarato, venerdì 6 agosto, che Tbilisi non intende normalizzare le relazioni diplomatiche con la Russia. La causa principale, ha spiegato il leader georgiano, è che Mosca ha supportato e riconosciuto l’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, i due territori separatisti del Paese.

A riportare la notizia, il medesimo venerdì, è stato il quotidiano russo Izvestija. Secondo la Georgia, la Russia, riconoscendo l’indipendenza delle suddette regioni, avrebbe “varcato la linea rossa” che permetterebbe di ripristinare le relazioni diplomatiche tra i due Paesi, un tempo alleati e parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS). Nonostante ciò, Kobakhidze ha aggiunto che la Georgia è pronta a discutere con la Federazione Russa di questioni legate alla partnership economica e umanitaria.

Quanto riferito dal leader di Sogno Georgiano giunge un giorno dopo la dichiarazione congiunta emessa da una serie di Paesi Occidentali in cui si esortava la Russia a ritirare il riconoscimento dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Tale documento è stato pubblicato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, giovedì 5 agosto. Tra i Paesi firmatari, vale la pena menzionare Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Estonia, Irlanda, Norvegia e Albania. “Oggi chiediamo ancora una volta alla Federazione Russa di ritirare immediatamente le sue truppe e forze di sicurezza” dai suddetti territori, “nonché di riconsiderare il riconoscimento della cosiddetta indipendenza dell’Abkhazia e della regione di Tskhinvali dell’Ossezia del Sud”, si legge nel testo ufficiale.

L’Abkhazia è una Repubblica autonoma, situata nella Georgia Nord-occidentale, che ha dichiarato formalmente l’indipendenza nel 1999. Solo pochi Paesi, in particolare la Russia, la quale è presente militarmente nella regione, hanno riconosciuto la sua indipendenza. Nel 1992, nel tentativo di ottenere l’indipendenza, i secessionisti in Abkhazia hanno dato il via ad una rivolta armata contro il governo centrale georgiano. Nel 1993, i ribelli hanno sconfitto le forze georgiane, con le quali hanno concordato, il 14 maggio del 1994, un cessate il fuoco. Nonostante l’accordo e il successivo dispiegamento di “peacekeepers” russi nella regione, le ostilità sono continuate e, nel 1999, la regione ha indetto un referendum, dichiarando poi formalmente la sua indipendenza. Tale mossa non è stata riconosciuta dalla comunità internazionale e la Georgia ha duramente criticato la Russia per aver sostenuto, anche militarmente, tale campagna secessionista. Il conflitto tra Georgia e Abkhazia si è ulteriormente aggravato in seguito alle elezioni del 2004 in Georgia, che hanno portato alla nomina del nuovo presidente, Mikheil Saakashvili. Tra le priorità del suo mandato politico, centrale è stata quella focalizzata sull’unità territoriale georgiana e sul controllo delle regioni separatiste del Paese, tra cui l’Abkhazia. Nel 2006, la Georgia è riuscita a prendere il controllo di una parte della gola di Kodori, in Abkhazia, anche se il resto della regione ha continuato ad autoproclamarsi indipendente.

Negli anni successivi, l’influenza russa in Abkhazia è diventata sempre più forte. Le tensioni si sono poi acuite, portando allo scoppio, nell’agosto 2008, di un altro conflitto. Un’altra regione georgiana, l’Ossezia del Sud, richiedeva l’indipendenza. Questo ha portato le autorità georgiane ad intervenire militarmente nell’area. In risposta, le forze armate della Federazione Russa, anche in questo caso a sostegno dei separatisto, hanno lanciato un rapido intervento militare nella regione che, nel giro di una settimana, si è concluso con la sconfitta delle truppe georgiane. A seguito di tale epilogo, i due Paesi hanno sottoscritto, il 15 agosto 2008, il cessate il fuoco. Gli accordi impegnavano la Russia a ritirarsi dal territorio georgiano e la Georgia a rinunciare all’uso della forza contro l’Ossezia e l’Abkhazia.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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