Israele-Libano: la situazione al confine è “molto pericolosa”

Pubblicato il 6 agosto 2021 alle 17:45 in Israele Libano

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La Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL) ha definito “molto pericolosa” la situazione al confine tra Israele e Libano, dopo che Hezbollah e le forze israeliane si sono scambiati attacchi missilistici e colpi di artiglieria, dalla mattina di venerdì 6 agosto. Tuttavia, fonti del quotidiano al-Araby al-Jadeed, hanno affermato che le due parti non intendono giungere a una “escalation”.

Nello specifico, una fonte vicina a Hezbollah ha riferito che l’episodio di oggi ha rappresentato una risposta ai precedenti attacchi israeliani e, come ogni altro tipo di aggressione, “non poteva essere evitata”.

Tale notizia è giunta dopo che il gruppo sciita Hezbollah ha affermato di aver lanciato “decine di missili calibro 112” contro obiettivi israeliani nell’Alta Galilea e presso le Alture del Golan, alle ore 11:15, ora locale. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno riferito che il sistema di difesa Cupola di Ferro ha intercettato 13 razzi provenienti dal Libano, mentre gli altri 6 sono precipitati in spazi aperti vicino alla base militare di Har Dov, nei pressi dell’area contesa delle fattorie di Shebaa.

Da parte sua, Israele ha risposto al bombardamento del movimento sciita lanciando circa 40 colpi di artiglieria contro Kafer Chouba e Hebbariyyé, nell’area di Arqoub, nel Sud del Libano, due località situate rispettivamente a 10 e 8 chilometri dalla linea di demarcazione tra Libano e Israele, provocando incendi. Il sindaco di Kafer Chouba ha affermato che alcuni residenti sono stati sfollati a seguito degli attacchi israeliani, i quali sono proseguiti, in modo sporadico, per tutta la mattinata.

Nel corso della giornata del 6 agosto, l’esercito libanese ha poi riferito di aver arrestato quattro individui sospettati di coinvolgimento negli attacchi contro Israele. Ciò si è verificato dopo che la popolazione della cittadina di Chouya, situata nel Sud del Libano, nel distretto di Hasbaya, ha bloccato un camion che trasportava un sistema di lanciarazzi del movimento sciita. Hezbollah ha successivamente rivendicato la proprietà del mezzo, seppur precisando che l’attacco era stato perpetrato lontano da zone residenziali. Un video diffuso in rete ha mostrato un gruppo di drusi libanesi impedire a un sistema di lanciarazzi montato su un camion di attraversare il villaggio. Per la popolazione di Chouya, Hezbollah ha messo in pericolo la vita di civili, effettuando attacchi da zone residenziali.

Nel frattempo, UNIFIL, oltre ad aver rilevato gli attacchi da parte sia israeliana sia libanese, ha riferito di essere in contatto con entrambe, e di averle esortate a un “cessate il fuoco immediato”. La Forza di Interposizione ha parlato di azioni, che durano da circa due giorni, che fanno presagire una “escalation”. Pertanto, le forze UNIFIL hanno intrapreso meccanismi di collegamento formali e informali per evitare che la situazione degeneri, mentre si stanno coordinando con l’esercito libanese per potenziare le misure di sicurezza necessarie.

Secondo Israele, Hezbollah non tiene conto della vita dei civili, impiegati come scudi umani nelle operazioni terroristiche da esso perpetrate. Ad ogni modo, l’esercito di Israele ha dichiarato: “Non accetteremo alcuna violazione della nostra sovranità e sicurezza e non tollereremo alcuna aggressione contro i civili israeliani”. Parallelamente, il primo ministro israeliano, Naftali Bennett, ha tenuto consultazioni con il ministro della Difesa, Benny Gantz, e il capo di stato maggiore dell’IDF, Aviv Kohavi, per discutere degli sviluppi a ridosso della linea di demarcazione, mentre aerei israeliani hanno continuato a sorvolare la regione.

Quanto accaduto oggi giunge a circa un giorno di distanza dall’attacco missilistico condotto da Israele contro obiettivi libanesi, nella notte tra il 4 e il 5 agosto, che ha fatto seguito ai colpi di artiglieria lanciati in risposta a razzi provenienti dal Libano. In particolare, l’esercito israeliano, per la prima volta in sette anni, ha affermato che i propri aerei hanno lanciato raid contro postazioni in Libano, da cui si pensa siano stati lanciati missili nei giorni precedenti, e contro obiettivi e strutture impiegati in passato per colpire i territori israeliani e condurre operazioni “terroristiche”. Fonti libanesi hanno affermato che i raid israeliani hanno colpito, in particolare, un’area disabitata alla periferia di Aishiya, città nel distretto di Marjayoun, nel Sud del Libano. Né i raid israeliani né quelli libanesi hanno provocato vittime, ma sono scoppiati incendi nelle aree boschive nel Nord di Israele e in villaggi del Libano.

Hezbollah, un’organizzazione paramilitare sciita appoggiata dall’Iran, continua a rappresentare uno dei principali rivali libanesi di Israele. Nel 2006, i due si sono scontrati in una battaglia lunga 34 giorni, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati. Ciò ha portato al rafforzamento della Missione dell’Onu UNIFIL, istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006, la quale ha il compito di far rispettare il cessate il fuoco tra Beirut e Tel Aviv e di monitorare il ritiro israeliano da una zona smilitarizzata di confine. La missione conta attualmente circa 10.500 unità, tra cui anche un contingente italiano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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