Cuba: marcia dei giovani comunisti all’Avana “per la pace”

Pubblicato il 6 agosto 2021 alle 10:47 in America Latina Cuba

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Centinaia di persone hanno marciato, questo giovedì 5 agosto, lungo il Malecón dell’Avana per mostrare il loro sostegno al Governo cubano in un momento di crescente dissenso politico, di crisi economica, di carenza di cibo e di un allarmante aumento dei contagi e dei decessi per il Covid-19. La manifestazione ha generato un’ondata di critiche sui social network, alcune delle quali da parte di diversi operatori sanitari.

Convocati dall’Unione dei Giovani Comunisti (UJC), i partecipanti alla marcia “per la pace, l’amore e la solidarietà” hanno percorso circa 7 chilometri, mostrando manifesti con messaggi di sostegno al Governo e contro il “blocco” degli Stati Uniti. L’evento è anche una risposta alle proteste dell’l’11 e il 12 luglio. Le autorità giudiziarie hanno riferito che finora 62 persone sono state processate per la loro partecipazione a queste manifestazioni, anche se il numero ufficiale dei detenuti è ancora sconosciuto.

Il magistrato della Corte suprema, Joselín Sánchez, ha dichiarato che la maggior parte degli imputati sono accusati di disordine pubblico e di istigazione a delinquere. Le pene per questi crimini vanno da 3 mesi a un anno di reclusione, secondo il codice penale cubano.

Le proteste a Cuba sono iniziate l’11 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese, dall’Avana a Santiago, per protestare contro il Governo a causa della mancanza di cibo e delle medicine, delle interruzioni della connessione a Internet e della gestione della pandemia di Covid-19. A ciò si aggiunge anche l’embargo commerciale imposto dall’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In seguito alle manifestazioni, il Governo del Paese latino-americano ha arrestato centinaia di manifestanti e ha temporaneamente revocato i dazi sull’importazione di cibo, medicinali e altri beni essenziali.

L’Ufficio del Relatore Speciale per la Libertà di Espressione della Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna “gli atti di repressione riportati durante le manifestazioni”. La IACHR ha affermato che le segnalazioni ricevute dalla società civile sono “serie e meritano attenzione” da parte delle autorità e della comunità internazionale. La Commissione ha sottolineato che gli eventi denunciati comprendono l’arresto di centinaia di manifestanti, nonché azioni di sorveglianza e monitoraggio presso le loro residenze e l’apertura di processi giudiziari sommari “senza che sia adeguatamente garantito il diritto alla difesa delle persone detenute dallo Stato”. L’Ufficio del Relatore Speciale ha indicato che “è stato informato” di 12 persone che hanno ricevuto condanne da 10 mesi a 1 anno di carcere a seguito delle proteste dell’11 luglio.

Gli Stati Uniti hanno sanzionato, il 22 luglio, il ministro della Difesa cubano, Álvaro López Miera, e la Brigata Speciale Nazionale del Ministero degli Interni, nota come Berretti Neri, per i loro sforzi nel sedare le proteste a favore della democrazia nella nazione delle Antille. Il presidente degli USA ha sostenuto che le sanzioni sono state imposte affinché il Governo cubano sia “responsabile delle sue azioni” e ha anche avvertito che potrebbero essere annunciate nuove misure contro “i responsabili dell’oppressione del popolo cubano”. “Questo è solo l’inizio. Il nostro sostegno al popolo cubano è assicurato”, ha dichiarato Biden.

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Ludovica Tagliaferri

 

di Redazione

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