Armenia-Azerbaigian: nuovi scontri lungo il confine

Pubblicato il 6 agosto 2021 alle 16:02 in Armenia Azerbaigian

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Mentre l’Armenia ha accusato l’Azerbaigian, venerdì 6 agosto, di violare il cessate il fuoco attraverso attacchi nel Sud-Ovest del Paese, Baku ha reso noto che le forze armate di Erevan hanno attaccato le postazioni azere nell’enclave di Nakhchivan.

Il Ministero della Difesa dell’Armenia ha dichiarato, il 6 agosto, che le Forze Armate dell’Azerbaigian hanno bombardato le postazioni di Erevan schierate presso la cittadina armena di Yeraskh, adiacente al confine Sud-Ovest con l’Azerbaigian. A riferirlo, il medesimo venerdì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Il Ministero della Difesa di Erevan ha poi reso noto che, in risposta alle azioni di Baku, i soldati armeni hanno condotto azioni di rappresaglia per limitare l’avanzata dell’Azerbaigian. Non sono stati riportati feriti.

Dall’altra parte, l’agenzia di stampa Sputnik Azerbaigian ha riportato quanto riferito dal Ministero della Difesa del Paese. Quest’ultimo ha accusato i militari armeni di aver preso di mira le postazioni di Baku presso la regione di Sadarak, situata nella Repubblica autonoma di Nakhchivan, un’enclave azera a confine con l’Armenia, l’Iran e la Turchia. Anche in questo caso, non sono stati riportati feriti.

L’episodio più recente di violenze si è verificato il 30 luglio, quando il Ministero della Difesa dell’Armenia ha dichiarato di aver intercettato e neutralizzato un drone dell’Azerbaigian nei pressi del villaggio di Vanevan, situato nella regione Nord-Orientale Gegharkunik. Anche il giorno precedente, il 29 luglio, il medesimo Dipartimento armeno ha denunciato un attacco azero nella regione di Gegharkunik, accusando il Paese vicino di violare il cessate il fuoco, concordato il 28 luglio. Tale incursione ha provocato gravi ferite a un militare armeno.

A seguito di tale epilogo, il premier di Erevan, Nikol Pashinyan, ha esortato la Russia a dispiegare le proprie truppe lungo il confine per limitare le violazioni e per facilitare le operazioni di demarcazione frontaliera. Tuttavia, l’Azerbaigian ha contestato le dichiarazioni di Erevan, dichiarando che le Forze Armate di Baku stanno rispettando la tregua concordata qualche giorno prima.

Gli ultimi sviluppi sono da collocare nel quadro della recente escalation tra Armenia e Azerbaigian, verificatasi il 28 luglio. In tale data, a partire dalle 4:00 ora locale, sono stati registrati intensi scontri ad arma da fuoco tra le divisioni di Erevan e Baku presso l’area Nord-Occidentale del confine. Secondo i dati resi noti dalle rispettive agenzie di stampa, Erevan ha riportato 3 vittime e 5 feriti, mentre il bilancio dei feriti di Baku era di 2 soldati. Le aree prese d’assalto sono state quelle di Sotk e Verin Shorzha, città armene nella provincia di Gegharkunik.

 A seguito dell’escalation del 28 luglio, la Russia, che già aveva svolto il ruolo di mediatrice nel conflitto scoppiato il 27 settembre 2020, è intervenuta e ha invitato ambo le parti belligeranti a concordare un ulteriore cessate il fuoco. Secondo quanto reso noto, intorno le 10:00 del mattino, ora locale, Baku ha accettato la tregua suggerita da Mosca. Tuttavia, nonostante il nuovo cessate il fuoco, il Ministero della Difesa azero ha accusato l’Armenia di continuare a “bombardare le postazioni militari” di Baku nei pressi della regione Nord-orientale del Kelbajar, servendosi di carri armati e di mortai da 120 mm. Dall’altra parte, il Ministero della Difesa di Erevan ha annunciato di aver accettato la nuova tregua, riferendo che le misure e il nuovo accordo sono in “fase di esecuzione”. L’Armenia ha ribadito di “rispettare ampiamente il cessate il fuoco”.

È importante ricordare che, sebbene i disordini siano aumentati nel mese di maggio e in quello di luglio, gli scontri erano già scoppiati in precedenza, a partire dal 27 settembre 2020. Dopo due mesi di intensi scontri, le parti hanno concordato, il 9 novembre 2020, un trattato di pace, che è stato mediato dalla Russia. Sulla base dell’accordo, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni ‘90, erano stati occupati dalle forze armene. Nello specifico, Baku e Erevan si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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