Afghanistan: ucciso il direttore dei servizi stampa del governo, chiuso il valico con il Pakistan

Pubblicato il 6 agosto 2021 alle 16:29 in Afghanistan Asia

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I talebani hanno teso un’imboscata al direttore delle operazioni di stampa del governo afghano per i media locali ed esteri, Dawa Khan Menapal, uccidendolo, a Kabul, il 6 agosto.

La notizia è stata comunicata dal portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, il giorno stesso ad Associated Press, affermando che l’uomo era stato ucciso in un “attacco speciale” condotto dai myjahedeen. Il vice portavoce del Ministero dell’Interno, Said Hamid Rushan, ha reso noto che l’assassinio è avvenuto durante le preghiere del venerdì quando uomini armati hanno sparato contro l’auto su cui viaggiava il funzionario afghano. Dopo l’attentato, le forze governative si sono diramate in tutto il distretto in cui è avvenuto l’episodio. Oltre a rivestire il ruolo di direttore delle operazioni di stampa del governo, Menapal era anche stato vice portavoce del presidente afghano, Ashraf Ghani.

L’omicidio di Menapal è l’ultimo di una serie di attacchi sferrati contro funzionari del governo o coloro che sono percepiti come collaboratori delle autorità o delle forze straniere presenti in Afghanistan. Lo scorso 4 agosto, ad esempio, il gruppo ha rivendicato un attacco eseguito con auto-bomba contro la seconda casa del ministro della Difesa ad interim, Bismillah Khan Mohammadi, nella Green Zone della capitale afghana Kabul, del giorno prima. In tal caso, il ministro e i suoi familiari non erano stati colpiti ed erano usciti illesi dalla vicenda che ha però causato 8 morti almeno 20 feriti. In seguito all’esplosione, c’è stato uno scontro a fuoco tra talebani e forze governative nel quale sono morti 4 militanti del gruppo.

Tali episodi si inseriscono in un contesto di scontri diffusi in tutto il territorio afghano tra governo e talebani. Il 6 agosto, Kabul ha continuato a colpire le posizioni dei talebani a Sud del Paese con il sostegno dell’aeronautica statunitense nella provincia di Helmand. Le parti si contendono il capoluogo Lashkar Gah, dove nove su dieci distretti sono in mano dei militanti. Lo stesso 6 agosto, come riferito da Associated Press, anche il capoluogo della provincia meridionale di Nimroz, Zaranj, era sull’orlo di cadere sotto il controllo dei talebani. Come riferito dal capo del consiglio cittadino, Baz Mohammad Nasir, la città è stata interessata da accesi combattimenti, sia nel centro urbano, sia intorno ad infrastrutture di primaria importanza.

L’avanzata dei talebani è iniziata con il ritiro delle forze statunitensi e della NATO dal Paese, che sarà completato entro la fine del mese di agosto. Al momento, oltre la metà dei 421 distretti e centri distrettuali dell’Afghanistan sarebbero sotto il controllo dei talebani. Alcuni tra tali distretti si trovano in regioni remote, altri sono, invece, strategici poiché danno ai talebani il controllo di valichi di frontiera con Iran, Tagikistan e Pakistan.

Nel Sud-Est dell’Afghanistan, i talebani controllano Spin Boldak, situata al confine con il Pakistan e sede di uno dei valichi di frontiera più trafficati dell’Afghanistan. Migliaia di afgani e pakistani lo attraversano ogni giorno e vi sarebbe un flusso costante di camion che portano merci in Afghanistan, Paese senza sbocco sul mare, dalla città portuale pakistana di Karachi, sul Mar Arabico. Il 6 agosto, i talebani hanno chiuso il valico per una disputa sui visti, sostenendo che il Pakistan stesse rispettando i requisiti del governo di Kabul per gli afghani che viaggiano in Pakistan, in base al quale è richiesto un passaporto e un visto per il Pakistan. In precedenza, i documenti di viaggio venivano richiesti raramente e gli afghani con la carta d’identità locale potevano entrare in Pakistan. I talebani hanno annunciato che il valico resterà chiuso fino al ripristino della vecchia procedura.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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