Venezuela: Maduro afferma che la Colombia riceve i criminali “a braccia aperte”

Pubblicato il 5 agosto 2021 alle 11:41 in Colombia Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha assicurato, questo martedì 3 agosto, che il suo Governo sta “liberando” lo Stato dai “gruppi armati”. Maduro ha riferito che molte di queste stanno andando in Colombia perché il Paese “riceve i criminali a braccia aperte”.

Il presidente ha accusato i Governi della Colombia, della Spagna e degli Stati Uniti di aver organizzato i recenti scontri avvenuti nell’Ovest della capitale. Tra il 7 e il 9 luglio, diversi gruppi armati hanno attaccato le forze di polizia venezuelane nella parte occidentale di Caracas, nel quartiere di Cota 905. Secondo il bilancio ufficiale, sono morti 4 poliziotti e sono stati “neutralizzati” 22 criminali, dopo l’operazione delle forze di sicurezza, nota come “Operazione Gran Cacique Indio Guaicaipuro”. “Questo è un atto pieno di forza morale. Vogliamo costruire una patria con sicurezza”, ha affermato il presidente.

Il ministro degli Interni, Carmen Meléndez, ha affermato che le autorità hanno già sequestrato circa 20.000 munizioni, 3 lanciarazzi, 4 mitragliatrici, 24.000 proiettili e numerose pistole durante l’operazione. “Abbiamo confiscato un arsenale militare di guerra”, ha sottolineato il ministro degli Interni. Il Governo venezuelano ha anche offerto una ricompensa di 500.000 dollari, ossia 420.000 euro, per avere informazioni sulla posizione dei capi dei gruppi della criminalità organizzata.

Diversi media locali hanno riferito, martedì 3 agosto, che alcuni membri di quelle bande, i cui leader non sono stati arrestati e sono ricercati dalle forze di sicurezza dello Stato, hanno attraversato il confine e sono fuggiti in Colombia.

Meléndez ha aggiunto che è stato smantellato anche un laboratorio clandestino per la fabbricazione di stupefacenti. “Abbiamo colpito duramente il traffico di droga”, ha concluso il ministro, assicurando che le autorità “non si daranno pace” fino a quando non avranno ripreso il controllo del territorio. “L’invito è a rimanere al sicuro, a mantenere la calma e la fiducia nelle nostre istituzioni di sicurezza dello Stato, nonché a ignorare false informazioni e voci, poiché fanno parte dell’aggressione alla pace dei cittadini”, ha aggiunto Meléndez.

Da parte sua, il Governo della Colombia ha chiesto agli Stati Uniti, il 26 luglio, di dichiarare il Venezuela un Paese che promuove il terrorismo. Il presidente colombiano, Iván Duque, ha rivolto questa domanda all’ambasciatore degli Stati Uniti in Colombia, Philip Goldberg, durante l’installazione del III Seminario Internazionale per l’Analisi e la Prevenzione del Terrorismo Urbano a Bogotá. “Il regime dittatoriale del Venezuela, con gruppi armati come i dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) e l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), merita una denominazione dagli Stati Uniti come Paese promotore del terrorismo”, ha affermato Duque.

Il capo di Stato colombiano ha asssicurato che la nazione guidata dal presidente venezuelano “sta proteggendo” i membri del Grupo Armado Organizado residual 33, accusato di essere responsabile di un attentato con autobomba a un battaglione dell’esercito a Cúcuta e dell’attacco subito dallo stesso Duque, il 25 giugno, mentre viaggiava in elicottero con altri membri del Governo, nel Nord-Est del Paese.

La Colombia e il Venezuela condividono circa 2.200 chilometri di confine e hanno interrotto le relazioni diplomatiche a partire dal 23 febbraio 2019, in conseguenza della decisione di Maduro di espellere i diplomatici colombiani. Da parte sua, Duque ha dichiarato di non riconoscere Maduro come capo di Stato legittimo del Venezuela e ha annunciato di supportare invece Juan Guaidó, leader dell’opposizione venezuelana.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Ludovica Tagliaferri

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.