Russia, elezioni parlamentari: l’OSCE non invierà osservatori nella Federazione

Pubblicato il 5 agosto 2021 alle 15:32 in Europa Russia

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L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha dichiarato, mercoledì 4 agosto, che non intende inviare osservatori per monitorare il corretto svolgimento delle elezioni parlamentari, le quali si terranno in Russia il prossimo settembre. La causa è la stretta che le autorità di Mosca hanno posto sul numero di osservatori consentiti nel Paese, la quale è stata interpretata come una limitazione dell’autonomia dell’OSCE.

A riferirlo, il medesimo mercoledì, è stato l’ente stesso attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sulla pagina web dell’OSCE. Il direttore dell’Office for Democratic Institutions and Human Rights (ODIHR) dell’Organizzazione, Matteo Mecacci, ha giustificato la scelta spiegando che la mancanza di osservatori è legata alle restrizioni imposte dalle autorità russe nel quadro del monitoraggio elettorale. Il direttore ha poi sottolineato che per l’Organizzazione è fondamentale poter stabilire in modo autonomo quanti osservatori inviare nel Paese. Tuttavia, le limitazioni imposte dalle autorità di Mosca hanno ridotto significativamente il numero totale di osservatori europei da dispiegare nel territorio. Pertanto, ha osservato Mecacci, la mossa dell’OSCE di non inviare alcun funzionario è stata “inevitabile”. “Con nostro grande rammarico, non saremo in grado di monitorare le imminenti elezioni in Russia”, ha affermato il rappresentante europeo.

In tale quadro, è importante ricordare che sia la Commissione Elettorale Centrale (CEC) della Federazione sia la Delegazione Permanente russa presso l’OSCE erano state invitate a monitorare le elezioni parlamentari, che si terranno dal 17 al 19 settembre. Tuttavia, a seguito delle nuove restrizioni russe, il numero di osservatori consentiti è stato ridotto a 50 per la CEC e a 10 per la Delegazione Permanente russa. Per motivare le nuove limitazioni, le autorità russe hanno fatto riferimento alla critica situazione sanitaria ed epidemiologica nella Federazione.

Nonostante ciò, l’OSCE ha osservato che, attualmente, nel Paese non è in vigore alcuna restrizione che regolamenti o limiti la circolazione di persone all’interno del territorio russo. Pertanto, non è chiaro come il dispiegamento di osservatori possa in qualche modo aggravare la crisi pandemica nel Paese. In tale quadro, è importante sottolineare che il quotidiano russo Izvestija, così come l’agenzia di stampa del Paese RIA Novosti, riportando la decisione dell’OSCE, hanno dichiarato che l’Organizzazione non intende inviare osservatori “a causa delle restrizioni dovute alla pandemia”. Tuttavia, come è stato sottolineato sopra, l’OSCE ha spiegato che la decisione è legata al fatto che la Russia ha deciso di limitare significativamente il numero di osservatori consentiti.

Dall’altra parte, il Ministero degli Esteri della Federazione ha definito “deplorevole” la scelta dell’OSCE. Commentando l’assenza di funzionari europei durante le elezioni parlamentari russe, un membro della Commissione per la Protezione del Consiglio per la difesa della sovranità della Federazione Russa, Aleksandr Bashkin, ha dichiarato che si tratta di un chiaro escamotage di Bruxelles. Secondo Bashkin, lo scopo ultimo sarà di definire “illegali” i risultati delle votazioni parlamentari. Il rappresentante ha poi evidenziato che le reazioni dei funzionari occidentali riguardo l’assenza di osservatori in Russia non fanno altro che confermare che l’OSCE aveva pianificato in anticipo tale mossa al fine di “minare la legittimità dei risultati finali”. Bashkin ha poi rivelato che la reazione della ministra degli Esteri svedese, Anne Linde, nonché presidente in esercizio dell’OSCE, sarebbe ancora più “Indicativa” dei sotterfugi dell’Organizzazione. La ministra, secondo Bashkin, “ha accusato la Russia di interferire nel processo di osservazione elettorale dell’OSCE”. Linde, così come la missione statunitense presso l’OSCE, aveva ampiamente contestato le nuove restrizioni che la Federazione aveva imposto a ridosso delle votazioni.   

Infine, nella nota ufficiale, l’Organizzazione ha spiegato che l’ODIHR, così come l’Assemblea Parlamentare dell’OSCE, “rispettano le sfide che i Paesi devono attualmente nella prevenzione della diffusione del virus”. Entrambe le istituzioni hanno compiuto tutti gli sforzi necessari per continuare a svolgere il lavoro di osservatori internazionali e, al contempo, rispettare le norme in vigore nei Paesi ospitanti.

Dal 17 al 19 settembre, i cittadini russi saranno chiamati alle urne per le elezioni parlamentari della Duma di Stato. Secondo il sistema della Federazione, la Duma viene eletta a cadenza quinquennale attraverso un sistema elettorale misto. La campagna elettorale è ancora in corso mentre i seggi per la registrazione dei candidati è terminata il 4 agosto.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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