Messico: denunciati i produttori statunitensi per il commercio illegale di armi

Pubblicato il 5 agosto 2021 alle 10:42 in Messico USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Messico ha intentato, questo mercoledì 4 agosto, una causa contro i grandi produttori di armi statunitensi in un tribunale federale di Boston, nel Massachusetts, denunciando un “commercio negligente e illecito” che incoraggia il contrabbando e la violenza nel suo territorio. “Siamo fiduciosi nella qualità legale di ciò che stiamo presentando, lo tratteremo con tutta serietà e vinceremo il processo riducendo drasticamente il traffico illecito di armi verso il Messico”, ha affermato il ministro degli Esteri, Marcelo Ebrard, in una conferenza stampa.

Ebrard ha affermato che non ci sono precedenti per il governo messicano di “partecipare a un processo di questa natura” in un tribunale statunitense e che il provvedimento ha avuto l’autorizzazione del presidente del Paese, Andrés Manuel López Obrador.

Il ministro degli Esteri ha spiegato che l’obiettivo della causa è quello di spingere i produttori di armi a risarcire il Governo messicano per i danni causati dalle loro “pratiche negligenti”, anche se l’importo per coprire tale richiesta deve essere determinato durante il processo. Ebrard ha persino accusato i produttori statunitensi di sviluppare modelli diversi destinati esclusivamente ai trafficanti di droga messicani.

Il traffico illegale di armi è una questione centrale nell’agenda bi-nazionale del Messico e degli Stati Uniti, il principale mercato per i potenti cartelli della droga.Tra le aziende denunciate ci sono Smith & Wesson, Beretta, Colt, Glock, Century Arms, Ruger e Barrett, produttrici di oltre il 68% delle armi che vengono introdotte illegalmente in Messico ogni anno.

Secondo i dati del Governo messicano, più di 17.000 omicidi commessi nel 2019 hanno comportato l’uso di armi trafficate illegalmente dal Paese vicino. “Se non facciamo una richiesta di questa natura, non capiranno e continueremo ad avere morti ogni giorno”, ha concluso Ebrard.

Il Ministero delle Relazioni Estere (SRE), ha riferito, il 13 maggio, che il Messico e gli Stati Uniti hanno concordato di combattere, attraverso strategie di intelligence, la criminalità organizzata che colpisce entrambi i Paesi. Le due delegazioni hanno evidenziato le priorità di ridurre il traffico di armi e stupefacenti, di diminuire la violenza e di attaccare le finanze delle organizzazioni criminali che operano sia in Messico sia negli USA.

Ebrard ha dichiarato che l’incontro, svoltosi presso la sede del Ministero degli Esteri a Città del Messico, ha dimostrato che esiste un buon rapporto tra i Governi del presidente degli Stati Uniti e del suo omologo messicano. La SRE ha rilevato che entrambi i Paesi si sono impegnati a lavorare insieme contro la criminalità organizzata transnazionale, sulla base della fiducia e del reciproco rispetto, e che hanno deciso di rafforzare ulteriormente la loro cooperazione bi-nazionale. Messico e Stati Uniti hanno posto l’accento, in particolare, sulla definizione di “uno schema basato sull’intelligence contro il modello di business della criminalità organizzata”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Ludovica Tagliaferri

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.