Mekong: allarme per i livelli dell’acqua nei Paesi a valle

Pubblicato il 5 agosto 2021 alle 18:28 in Cina Laos

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La Mekong River Commission (MRC) ha dichiarato, il 3 agosto, che il processo di limitazione del flusso d’acqua proveniente dalla diga cinese di Jinghong, che si trova nella parte superiore del fiume Mekong, nella provincia dello Yunnan, sembrerebbe essere iniziato il 29 luglio. Tale affermazione è arrivata alla luce di una diminuzione dei livelli dell’acqua del fiume riscontrati nonostante la Cina avesse annunciato che non avrebbe ristretto il flusso dalla diga di Jinghong prima della fine di agosto.

Parlando con la testata di This Week in Asia, citata da South China Morning Post, la MRC, formata da Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam, ha affermato che durante la stagione piovosa, attualmente in corso, il quantitativo d’acqua ricevuto in un certo periodo è particolarmente importante per i livelli del fiume Mekong.  Dal 30 luglio al 3 agosto, il livello dell’acqua nel tratto del fiume tra Chiang Saen in Thailandia e Vientiane in Laos è diminuito tra gli 0,8 e i 2,05 metri, mentre da Nakhon Phanom in Thailandia a Stung Treng, Kratie e Kampong Cham in Cambogia, il calo è stato di circa 0,6 metri. Il 3 agosto, la portata del fiume è scesa da 1.507 a 997 metri cubi al secondo, mentre in termini di livello dell’acqua il calo è stato di circa 0,8 metri, passando dai 536,32 metri del 28 luglio a 535,52 metri.

Lo scorso 30 luglio, il Ministero delle Risorse Idriche della Cina aveva affermato che i piani per trattenere l’acqua nella diga di Jinghong sarebbero stati posticipati alla fine del mese in corso diversamente da quanto annunciato due giorni prima. Come riferito da South China Morning Post, il piano iniziale prevedeva una restrizione del flusso d’acqua da una quota tra 900 e 1.300 metri cubi al secondo a 700 metri cubi al secondo per facilitare la costruzione della rete elettrica dal 31 luglio al 20 agosto. Secondo il Ministero, il ritardo è dovuto a preparativi tecnici e non è stata fornita una data esatta su quando sarà nuovamente trattenuta l’acqua.

La Cina ha costruito un totale di undici dighe nel tratto del Mekong che scorre nella provincia meridionale cinese di Yunnan, dove il fiume è chiamato Lancang. Tali infrastrutture hanno attirato l’attenzione e, in alcuni case, le critiche di più osservatori. Lo scorso 12 febbraio, la MCR aveva dichiarato che i livelli dell’acqua del fiume Mekong erano scesi a quote “allarmanti” dall’inizio del 2021 e le cause sarebbero state condizioni di siccità, cambiamenti nell’afflusso a monte, operazioni di tipo idroelettrico negli affluenti del Mekong e restrizioni alla fuoriuscita di acqua dalla diga di Jinghong.

La gestione delle acque del Mekong è uno dei tanti punti di scontro tra Washington e Pechino in Asia. Il 24 agosto 2020, la Cina aveva formalmente promesso di intensificare la condivisione di informazioni riguardanti il fiume Mekong con i Paesi dell’associazione Lancang Mekong Cooperation (LMC), ovvero Laos, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Vietnam. Quest’ultima associazione era nata nel marzo 2016 su iniziativa cinese e ha sede a nella capitale laotiana Vientiane. Al contrario, la MRC era stata istituita il 5 aprile 1995 su iniziativa statunitense e comprende Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam e il suo scopo dichiarato è lo sviluppo sostenibile e la condivisione del fiume e delle sue risorse.

Il Mekong è lungo circa 4.909 Km di e dalle sue acque dipendono circa 60 milioni di persone nei Paesi a valle. Il fiume attraversa i totale sei Paesi, Cina, Myanmar, Thailand, Laos, Cambogia e Vietnam. Un aumento o una diminuzione improvvisi del livello del fiume, dovuto a rilasci di dighe o inondazioni improvvise, potrebbe porre varie sfide non solo per la previsione accurata dei livelli del fiume, ma anche per la vita nel fiume e nelle comunità fluviali.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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