Egitto: possibile rincaro del pane, un test per la pazienza della popolazione

Pubblicato il 5 agosto 2021 alle 14:43 in Africa Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha rivelato che il proprio governo intende aumentare il prezzo del pane sovvenzionato. La mossa si inserisce nel quadro delle misure di austerity messe in atto dal Cairo, ma che rischiano di divenire fonte di malcontento popolare.

L’annuncio è giunto il 3 agosto, durante il discorso di apertura di un complesso industriale alimentare, Silo Foods, situato nella provincia di Menoufia, nel Delta del Nilo, incaricato della fornitura di pasti scolastici a circa 13 milioni di bambini egiziani. Al-Sisi non ha rivelato quando il rincaro potrebbe entrare in vigore, ma ha precisato che il pane continuerà ad essere un bene sovvenzionato dal governo, sebbene in misura minore. Poco dopo l’annuncio del presidente, il portavoce del Ministero per l’Approvvigionamento e il Commercio interno, Ahmed Kamal, ha dichiarato che è già in corso uno studio sulle procedure per aumentare il prezzo del pane sovvenzionato, i cui risultati saranno presentati al governo prima di giungere a una decisione definitiva.

Al momento, venti pezzi di pane sovvenzionati costano una sterlina egiziana, mentre un singolo pezzo di pane di solito costa da mezza sterlina a una sterlina, sul mercato regolare. Parallelamente, circa 60 milioni di egiziani beneficiano di un programma di sussidi, che consente a ciascun destinatario di ricevere ogni giorno cinque pagnotte di pane al costo di 0,05 sterline egiziane l’una. Tuttavia, per al-Sisi, non è più accettabile che 20 pezzi di pane costino quanto una sigaretta, né tantomeno che il prezzo di una pagnotta sia invariato da circa 20-30 anni. L’eventuale aumento, ha poi affermato il capo di Stato egiziano, servirebbe per coprire il costo dei pasti forniti ai bambini nelle scuole del Paese, considerato che il governo necessita di 8 milioni di sterline. Anche i tagli al bilancio concordato a ciascun Ministero contribuiranno a tale tipo di spesa.

L’amministrazione di al-Sisi ha già iniziato a tagliare altri sussidi governativi, compresi quelli per il carburante, ha imposto un’imposta sul valore aggiunto su alcuni beni, in linea con un piano volto a ricevere prestiti da 12 e 5.2 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale, mentre sono circolate voci su un’eventuale nuova riduzione del valore della sterlina egiziana e una possibile fluttuazione. Tuttavia, secondo alcuni analisti, il governo del Cairo, attraverso tali misure, rischia di aggravare le condizioni economiche e di vita della popolazione egiziana, alimentando ulteriormente la propria rabbia.

Già nel 1977, decine di migliaia di egiziani scesero in piazza per protestare contro la decisione dell’allora presidente, Anwar Sadat, di aumentare il prezzo di tale alimento di prima necessità, nel quadro di quella che divenne nota come “La rivolta del pane”. Oggi, le polemiche si sono spostate sui social network, dove, sin dalle dichiarazioni del 3 agosto, diversi egiziani hanno mostrato opposizione per il possibile rincaro di un bene considerato essenziale per il proprio sostentamento. A tal proposito, alcuni egiziani hanno riportato, sui propri account Twitter, precedenti dichiarazioni di al-Sisi, con cui il presidente aveva affermato che il prezzo del pane non sarebbe stato modificato. Nel frattempo, l’hashtag traducibile con “tranne una pagnotta di pane” è divenuto tra i più popolari negli ultimi giorni.

Il Paese Nord-africano rappresenta il più grande importatore di grano al mondo, ma, nell’ultimo anno, le importazioni di grano in Egitto sono diminuite del 13%, in linea con la riduzione delle importazioni di altre principali materie prime. La capacità di molitura ha raggiunto quota 3,4 milioni di tonnellate, e Il Cairo mira a raggiungere i 5 milioni, mentre le riserve di grano sono sufficienti per altri sei mesi e mezzo. Nel bilancio 2021/22, l’Egitto ha stanziato 87,8 miliardi di sterline egiziane, corrispondenti all’incirca a 5,6 miliardi di dollari, per sovvenzionare la fornitura di materie prime e sostenere gli agricoltori. 44,8 miliardi di sterline sono, invece, destinate al sussidio per il pane.

Il rincaro del pane avverrebbe in un periodo in cui Il Cairo desidera rafforzare la propria economia, anch’essa colpita dalla pandemia di Coronavirus e dalle sue conseguenze. L’economia egiziana ha registrato un tasso di crescita annualizzato del 2% nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2020-2021, mentre nella prima metà dello stesso anno, ovvero da luglio a dicembre 2020, la percentuale è stata pari all’1,35%, in diminuzione rispetto al 5,6% registrato nello stesso periodo dell’anno fiscale precedente.  

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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