Ucraina: approvata la nuova strategia per la sicurezza energetica

Pubblicato il 4 agosto 2021 alle 13:58 in Bielorussia Russia Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Consiglio dei ministri dell’Ucraina ha approvato, mercoledì 4 agosto, la nuova strategia di sicurezza energetica del Paese fino al 2025. Il nuovo piano di Kiev prevede la cessazione di importazioni di elettricità dalla Federazione Russa e dalla Bielorussia, nonché la separazione fisica dalle reti elettriche di questi Paesi al fine di avviare il processo di sincronizzazione dell’Ucraina con il sistema energetico dell’Unione Europea.

A riportare la notizia è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, citando quanto reso noto dal comunicato ministeriale pubblicato a margine della riunione di mercoledì. Nella strategia si fa riferimento a scenari futuri definiti attraverso i seguenti concetti: “influenza ostile” e “trasformazione positiva”. Nel primo scenario, si descrive la possibilità di un aumento dell’influenza esterna della Federazione Russa. Lo scopo di quest’ultima sarebbe di portare Kiev in uno stato di completa subordinazione energetica da Mosca. In tale scenario si prevede, inoltre, che “l’interferenza di Mosca” si estenda anche nella struttura operativa del mercato energetico di Kiev. La direzione che il governo del Paese ha deciso di intraprendere al fine di scongiurare tale esito è stata definita “trasformazione positiva”, la quale è incentrata sull’introduzione di un mercato altamente competitivo nel settore energetico. È anche in tale scenario che è prevista la sincronizzazione tra il sistema energetico ucraino e quello europeo, che porterà all’effettivo distaccamento da quelli di Russia e Bielorussia.

Attualmente, il sistema energetico dell’Ucraina sta operando in stretto contatto con quelli di Mosca e Minsk, i quali sono stati definiti come “partner non affidabili” e non in gradi di garantire la sicurezza energetica del Paese. Al contempo, però, la strategia ha anche analizzato lo stato attuale dell’infrastruttura energetica ucraina. Quest’ultima necessita di ammodernamento e miglioramento poiché, essendo datata, provoca di frequente elevate perdite energetiche durante la produzione, il trasporto e il consumo. Secondo le stime, oltre il 50% del sistema di reti elettriche dovrebbe essere aggiornato, al fine di incrementare l’efficienza energetica delle infrastrutture.

In Ucraina, il processo per il distaccamento ufficiale dagli export energetici di Russia e Bielorussia è stato avviato nel mese di maggio. Nello specifico, il 21 maggio, le autorità del Paese hanno indetto una riunione della Commissione nazionale per la regolamentazione statale, ente che si occupa di questioni energetiche. A seguito del vertice, che si è tenuto il 26 maggio, la Commissione ha approvato il congelamento dell’import elettrico di Russia e Ucraina.

L’Ucraina, inoltre, ha anche intenzione di raggiungere maggiore autonomia nel settore del gas, al fine di essere più indipendente da Russia e Bielorussia. Lo scorso 21 maggio, la suddetta Commissione ha approvato un piano decennale per lo sviluppo del sistema di trasporto del gas. Secondo quanto reso noto dall’agenzia di stampa russa TASS, il piano, elaborato dalla società ucraina GTS, va dal 2021 al 2030 ed ha un valore di 1,36 miliardi di dollari. Le autorità di Kiev hanno chiarito che gli investimenti per l’anno corrente, il 2021, ammontano a circa 43,6 milioni di dollari. La società energetica, prima di proporre il piano d’azione, ha studiato il grado di fattibilità dell’ammodernamento degli impianti di GTS.

Lo studio è stato basato su un’analisi delle condizioni tecniche delle strutture, nonché del loro carico di lavoro, anche tenendo conto della minaccia di interruzione del transito del gas russo attraverso il territorio dell’Ucraina. Parallelamente, i calcoli relativi agli investimenti sono stati focalizzati sulle stime relative all’andamento della produzione e del consumo nazionale di gas, nonché sui volumi di transito previsti dal contratto con la società statale russa Gazprom.

In tale quadro, è opportuno ricordare che è a partire dal marzo 2020 che l’operatore GTS ha annunciato di aver elaborato un piano per lo sviluppo del sistema di trasporto di gas che copriva un arco temporale di 10 anni. È altresì importante ricordare che, nel dicembre 2019, l’Unione Europea, l’Ucraina e la Russia avevano sottoscritto un nuovo contratto quinquennale volto a regolamentare il transito di gas. Secondo le disposizioni dell’accordo, il contratto può essere prorogato fino al 2034. Inoltre, nel documento si legge che il pompaggio minimo di gas garantito è di 65 miliardi di metri cubi nel primo anno e di 40 miliardi nei successivi quattro.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.