Tensioni nel Golfo di Oman: Muscat conferma il “dirottamento”

Pubblicato il 4 agosto 2021 alle 17:03 in Iran Israele Oman

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Il Sultanato dell’Oman ha confermato, mercoledì 4 agosto, che la Asphalt Princess, nave battente bandiera panamense, è stata effettivamente oggetto di un dirottamento. Nel frattempo, Israele ha accusato le Guardie della Rivoluzione Islamica iraniane (IRGC) di essere responsabili dell’attacco condotto il 29 luglio contro una petroliera gestita da un miliardario israeliano, la Mercer Street.

L’annuncio del Centro di Sicurezza marittima omanita è giunto poche ore dopo quello di UKMTO, agenzia per la sicurezza marittima britannica e del commercio marittimo internazionale, la quale ha dichiarato concluso, senza danni, l’incidente verificatosi al largo delle coste emiratine. Il riferimento va a quanto accaduto nella sera del giorno precedente, il 3 agosto, quando la Asphalt Princess, dopo essere stata dirottata a 60 miglia a Est dalla costa di Fujairah, è stata oggetto di un potenziale atto di “pirateria”. In particolare, un gruppo di 8-9 uomini armati è salito a bordo dell’imbarcazione e ha preso in ostaggio l’equipaggio, presumibilmente costringendolo a salpare verso l’Iran. Gli attentatori hanno poi lasciato la nave, ha fatto sapere successivamente la Marina britannica, senza riferire ulteriori dettagli in merito. Parallelamente, altre 5 petroliere hanno segnalato di aver “perso il controllo” nello stesso lasso temporale, il che significa che erano impossibilitate a muoversi. 

Il sito Web MarineTraffic classifica la Asphalt Princess come una nave cisterna per asfalto e bitume, di proprietà di Glory International, società con sede nella zona franca emiratina. L’imbarcazione proveniva da Khor Fakkan, negli UAE, ed era diretta a Sohar, un porto sulla costa settentrionale dell’Oman. Secondo l’agenzia omanita, l’imbarcazione è stata sottoposta “a un incidente di dirottamento in acque internazionali, nel Golfo di Oman”. La Marina dell’Oman, da parte sua, ha schierato diverse navi nella regione, mentre velivoli delle Forze aeree reali hanno perlustrato l’area, al fine di garantire la sicurezza delle acque internazionali.

Al momento, non è chiaro chi vi sia dietro gli incidenti del 3 agosto, ma, secondo fonti britanniche della Sicurezza marittima, non è da escludersi il coinvolgimento dell’Iran, o, meglio, di militari e delegati da esso sostenuti. Da parte sua, un portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi, ha descritto le notizie di incidenti marittimi e dirottamenti nell’area del Golfo come “una sorta di guerra psicologica”, presagio di nuovi attacchi. Le parole del portavoce fanno eco a quelle del portavoce del Ministero degli Esteri, Saeed Khatibzadeh, secondo cui obiettivo di tali azioni sarebbe creare una “falsa atmosfera” per precisi scopi politici contro Teheran.

L’incidente del 3 agosto è giunto a cinque giorni di distanza dall’attacco contro la petroliera Mercer Street. Tale imbarcazione, della compagnia Zodiac Maritime, gestita da un miliardario israeliano, è stata attaccata, giovedì 29 luglio, mentre si trovava nel Mar Arabico, al largo della costa dell’Oman. Due membri dell’equipaggio, uno di nazionalità britannica, l’altro rumena, sono morti, mentre il resto del team è stato tratto in salvo.

Sin da subito, Israele ha puntato il dito contro Teheran, affermando che l’attacco del 29 luglio è stato perpetrato dall’Iran per mezzo di droni. Poi, mercoledì 4 agosto, rivolgendosi agli ambasciatori del Consiglio di Sicurezza, il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha fatto il nome di Saeed Arjani, responsabile dell’unità droni dell’IRGC, il quale avrebbe fornito addestramento ed equipaggiamento per condurre “attacchi terroristici” nella regione.

Gantz ha affermato di aver riferito, nel corso di un briefing con ambasciatori del Consiglio di Sicurezza, che Israele si sta muovendo attraverso canali politici e di sicurezza per esortare la comunità internazionale ad agire contro l’Iran, considerato una minaccia a livello sia regionale sia globale. Teheran, a detta del ministro israeliano, potrebbe essere in grado di fabbricare una bomba nucleare entro 10 settimane. Alla luce di ciò, ha affermato Gantz, è giunto il momento di agire per salvaguardare i canali di navigazione internazionale. “È il momento per fatti diplomatici, economici e persino militari, non solo parole, altrimenti gli attacchi continueranno”, si legge sull’account Twitter del ministro israeliano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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