Sri-Lanka: timori per un possibile default sovrano

Pubblicato il 4 agosto 2021 alle 19:03 in Asia Sri Lanka

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Lo Sri Lanka ha ripagato un miliardo di dollari di obbligazioni, il 27 luglio scorso, ciò nonostante, secondo Reuters, lo stato allarmante delle finanze del Paese suggerirebbe che potrebbe essersi trattato di un altro passo verso il suo primo default sovrano.

Lo Sri-Lanka avrebbe mostrato più segni in tale direzione quali il fatto che le obbligazioni siano a quasi la metà del loro valore nominale, i livelli di debito in rapporto al PIL sarebbero superiori al 100%, oltre l’80% delle entrate del governo siano spese solo per il pagamento degli interessi e le riserve siano a malapena sufficienti per coprire pochi mesi di spesa. Secondo Reuters, le probabilità che la Nazione insulare possa far fronte a tali problemi da sola sembrerebbero scarse, soprattutto alla luce del fatto che la pandemia di coronavirus ha indebolito l’industria del turismo e ha limitato le rimesse che gli espatriati stanno inviando in Sri Lanka dall’estero. A testimonianza della gravità della difficile situazione in cui verserebbe lo Sri Lanka, i titoli di Stato i in dollari di Colombo sarebbero tra i più in difficoltà nei mercati emergenti.

Il pagamento effettuato il 27 luglio avrebbe dimostrato che il governo di Colombo ha intenzione di onorare il proprio debito ed evitare le conseguenze negative di un primo default sovrano. Il prossimo pagamento di ampia portata è previsto per il mese di gennai 2022 per una cifra di 500 milioni di dollari. A tale somma seguirà un altro pagamento da un miliardo di dollari a luglio 2022 e da un’altra operazione della stessa cifra da eseguire prima della fine del 2023. Oltre a un deficit fiscale che fa venire l’acquolina in bocca, stimato intorno all’11%, potrebbe facilmente rimanere senza corda.

Una manager di Axa Investment, Sailesh Lad, ha affermato che la situazione dello Sri Lanka avrebbe sempre fatto pensare al gruppo che il Paese si stesse dirigendo verso un default. Lad ha poi aggiunto che se nei prossimi 12, 18, 24 mesi, non cambierà nulla è probabile che ciò avvenga. La maggior parte degli investitori vedrebbe come unica soluzione possibile un programma del Fondo Monetario Internazionale (FMI), tuttavia ciò potrebbe richiedere significativi tagli alla spesa significa e il governo sarebbe riluttante a percorrere tale strada per il momento. Al contrario, Colombo sembrerebbe favorire un approccio diverso appoggiandosi a cambi di valuta estera con la Cina e l’India, che sarebbero entrambe in competizione per l’influenza in Sri Lanka. Oltre a questo, Colombo farebbe affidamento su un’imminente somma di 800 milioni di dollari di fondi del FMI per la crisi determinata dal coronavirus.

Il ministro per il Denaro e i Mercati dei Capitali, Ajith Nivard Cabraal, ha affermato che lo Sri Lanka ripagherà i propri debiti tramite un’attenta gestione delle riserve esistenti e degli afflussi previsti. Cabraal ha anche affermato che il calo delle riserve statali, che sono state dimezzate a meno di 4 miliardi di dollari negli ultimi dodici mesi, è stato temporaneo. Il ministro prevede afflussi di 2,65 miliardi di dollari nei prossimi tre mesi, oltre a uno cambio di valuta di 1,5 miliardi di dollari con la Cina, nonché il rinnovo dei prestiti in scadenza nel resto del 2021. Più analisti citati da Reuters non sarebbero soddisfatti di tali dichiarazioni. Alcuni sostengono che tali previsioni sull’aumento delle riserve sarebbero eccessivamente ottimistici in quanto le misure finora adottate sarebbero di breve periodo e non potrebbero risolvere la debole sostenibilità del debito e posizioni esterne.

Lo Sri Lanka è un avamposto strategico nella regione dell’Indo-Pacifico e più attori internazionali, in particolar modo Cina e India, si contendono l’influenza sul Paese. A Colombo, al momento, è presente un governo vicino alla Cina che è, altresì, uno dei maggiori investitori esteri nel Paese. Grazie alla sua posizione geografica strategica e alla presenza uno tra i porti più profondi del mondo, lo Sri Lanka è stato parte integrante del piano delle Nuove Vie della Seta della Cina e Colombo spera che questo convincerà Pechino a fornire maggiore sostegno al Paese.

Analisti di Goldman Sachs citati da Reuters hanno affermato che dal 2010, solo tre tra i tredici Paesi in cui gli “spread” delle obbligazioni hanno raggiunto livelli di difficoltà per diversi mesi sono riusciti a evitare un default. Anche se lo Sri Lanka cambiasse approccio e optasse per un aiuto del FMI, il pessimo stato delle sue finanze significherebbe quasi sicuramente una ristrutturazione.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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