Russia-Uzbekistan: proseguono le esercitazioni al confine con l’Afghanistan

Pubblicato il 4 agosto 2021 alle 14:03 in Afghanistan Russia Uzbekistan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le Forze Armate di Russia e Uzbekistan sono state dispiegate, mercoledì 4 agosto, nei pressi delle basi militari uzbeke collocate sulla catena montuosa di Termez, situata nell’Uzbekistan meridionale, al confine con l’Afghanistan. Le manovre coinvolgono un totale di 1.500 soldati degli Eserciti di Mosca e Tashkent. 

Le divisioni armate dei due Paesi hanno svolto operazioni di coordinamento tra le truppe e, secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa del Distretto Militare Centrale della Federazione, a queste seguiranno manovre congiunte lungo il confine. Come si legge nella nota, citata dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, le Forze Armate dei due Paesi hanno inizialmente marciato per 15 chilometri, svolgendo operazioni di coordinamento delle truppe. Tra queste, sono stati superati ostacoli quali fossati d’acqua e tunnel, per poi avviare manovre tattico-strategiche. 

Nella nota ufficiale, inoltre, si legge che “particolare attenzione è stata dedicata all’addestramento nelle aree montuose”, il quale è stato condotto dotando i militari di attrezzatura specializzata da alpinismo. Nello specifico, il Distretto Militare Centrale ha spiegato che i militari dei due Paesi hanno svolto “operazioni di ricognizione e di ricerca presso terreni montuosi”, e, successivamente, hanno anche ricevuto l’ordine di aprire il fuoco contro un presunto nemico servendosi di armi leggere dotate di silenziatori.

Tali operazioni militari erano state annunciate il 19 luglio dal comandante del Distretto Militare Centrale russo, il colonnello Alexander Lapin. Quest’ultimo, però, aveva spiegato che alle manovre avrebbe preso parte anche il Tagikistan. Tuttavia, il 4 agosto non è stata menzionata la partecipazione di Dushanbe. Lapin aveva dichiarato che le operazioni avrebbero sarebbero durate dal 5 al 10 agosto e si sarebbero svolte nella base militare tagika di Kharb-Maidon, nei pressi del confine con l’Afghanistan.

Le esercitazioni militari congiunte sono da collocare nel quadro dell’avanzata dei talebani in Afghanistan, i quali hanno più volte forzato i militari del governo di Kabul a fuggire nei vicini Paesi dell’Asia Centrale, quali Tagikistan e Uzbekistan, per sfuggire alla marcia dei fondamentalisti islamici. Il mese di giugno è risultato essere il più letale mai registrato dall’Afghanistan negli ultimi due decenni. Le autorità di Kabul hanno riferito che le forze di sicurezza e difesa nazionali afgane (ANDSF) hanno eliminato oltre 6.000 combattenti talebani in circa un mese, riconoscendo che anche il gruppo ha inflitto gravi perdite alle forze governative. I dati raccolti dal quotidiano afghano Tolo News mostrano che 638 militari e civili sono stati uccisi negli attacchi dei talebani durante questo periodo e altri 1.060 sono rimasti feriti. Inoltre, ben 120 distretti sono stati “evacuati” a seguito delle offensive dei militanti islamisti.

L’escalation nel Paese si è intensificata da quando è stato annunciato il graduale ritiro delle truppe statunitensi, che si concluderà l’11 settembre. Nonostante ciò, è da decenni che l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. Il gruppo dei talebani, di matrice fondamentalista islamica, è stato dapprima impegnato nella lotta antisovietica in Afghanistan. L’intervento degli Stati Uniti, nel 2001, e il successivo sostegno offerto dalla NATO con la missione International Security and Assistance Force (ISAF), dell’agosto 2003, ha rovesciato il regime teocratico che era stato imposto nel Paese Asiatico tra il 1995 e il 1996. Tuttavia, il gruppo ha continuato a perseguire attività terroristiche contro le truppe della coalizione internazionale dell’Alleanza Atlantica schierate in Afghanistan, nonché contro le forze governative di Kabul. Nel corso degli anni, i talebani hanno ciclicamente perso e riconquistato terreno, complice anche l’avanzata dell’organizzazione terroristica dello Stato Islamico (IS). Il 12 settembre 2020, nella capitale del Qatar, sono stati avviati i colloqui di pace tra il governo afghano e i talebani.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.