Pakistan: eretta al 90% una barriera al confine con l’Afghanistan

Pubblicato il 4 agosto 2021 alle 20:28 in Afghanistan Pakistan

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L’Esercito pakistano ha affermato di aver completato al 90% la recinzione che sta erigendo al confine con l’Afghanistan, il 3 agosto, aggiungendo che l’opera sarà completata entro la fine dell’estate.

Un ufficiale militare pakistano, il colonnello Rizwan Nazir, ha riferito la notizia ad un gruppo di giornalisti stranieri, parlando dal valico di frontiera di primaria importanza di Torkham, che il restante 10% della recinzione al confine occidentale sarà completato entro il 2021.

Il Pakistan sta costruendo la recinzione per prevenire attacchi transfrontalieri da parte di più gruppi militanti. Islamabad aveva iniziato la recinzione lungo il proprio confine di 2.611 km con l’Afghanistan, nota come Linea Durand, nel 2017, quando i militanti avevano lanciato attacchi transfrontalieri ripetuti alle postazioni pakistane. La barriera di confine tra i due Paesi è costituita da due serie di recinzioni formate da catene e separate da uno spazio di 2 metri che è stato riempito con bobine di filo spinato a concertina. La doppia recinzione è alta circa 4 metri e i militari hanno installato telecamere di sorveglianza per controllare qualsiasi movimento lungo il confine.

L’ultima notizia rilasciata dall’Esercito pakistano si colloca in un momento in cui talebani stanno conquistando varie porzioni di territorio in Afghanistan e hanno preso il controllo su valichi di frontiera strategici con diversi Paesi confinanti, compreso il Pakistan. In tale quadro, le relazioni tra Islamabad e Kabul hanno una storia lunga e complessa connotata anche da scarsa fiducia e sospetti. Tra le accuse che le parti si sono più volte rivolte l’un l’altra entrambe sostengono che l’altra sorvoli sulle attività di militanti islamici lungo il confine.

I rapporti tra le parti si sono ulteriormente deteriorati quando i talebani hanno invaso la città di confine afghana di Spin Boldak il 14 luglio scorso. Secondo Associated Press, i combattenti talebani sarebbero stati visti ricevere cure mediche in un ospedale pakistano nella città di Chaman, oltre il confine da Spin Boldak. In tale contesto, gli Stati Uniti hanno effettuato attacchi aerei a sostegno delle truppe afghane nella città meridionale di Kandahar, a circa 100 chilometri a Ovest di Spin Boldak. Il Pakistan ha respinto le accuse di aiutare i talebani e ha sottolineato di essere riuscito a fare pressioni sugli insorti nei colloqui di pace intra-afghani iniziati il 12 settembre 2020. Da parte sua, il Pakistan accusa l’Afghanistan di ospitare i talebani pakistani, un gruppo militante separato dai talebani afghani che ha intensificato attacchi ai militari pakistani.

Tra gli ultimi episodi di frizione tra Pakistan e Afghanistan, il 17 luglio, poi, la figlia dell’ambasciatore dell’Afghanistan in Pakistan, Silsila Alikhil, è stata brevemente rapita, torturata, e poi liberata da aggressori sconosciuti. Il giorno dopo, Kabul ha ritirato il proprio ambasciatore a Islamabad affermando che il diplomatico non tornerà fin quando Islamabad sarà in grado di risolvere tutte le minacce di sicurezza che comprenderebbero l’arresto e il processo dei rapitori.

In pakistan sono attivi sia gruppi separatisti di etnia baloch, che da anni starebbero portando avanti insurrezioni nella provincia del Balochistan, sia gruppi di estremisti islamici e di talebani pakistani noti comeTehreek-e-Taliban Pakistan (TTP). In passato, il TTP ha condotto attacchi letali in vari centri urbani del Pakistan per molto tempo, agendo dalle proprie basi collocate al confine con l’Afghanistan. In tali aree, il TTP ha anche ospitato vari gruppi jihadisti, compreso al-Qaeda. Nel 2014, Islamabad aveva però intrapreso un’offensiva militare contro il gruppo, distruggendone il comando e la struttura di controllo, e riducendo così la violenza nel Paese.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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