Libano-Israele: riprendono gli attacchi reciproci

Pubblicato il 4 agosto 2021 alle 15:56 in Israele Libano

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L’esercito israeliano ha riferito di aver risposto con colpi di artiglieria a un attacco missilistico proveniente dai territori libanesi, mercoledì 4 agosto. Finora, non sono state riportate vittime.

Stando a quanto specificato da fonti israeliane, 3 missili sono stati lanciati contro il Nord di Israele appena dopo mezzogiorno, attivando le sirene di avvertimento a Kiryat Shmona, area situata alle pendici del monte Hermon. Dei 3 razzi, due sono precipitati in uno spazio aperto, mentre il terzo, intercettato dal sistema di difesa Cupola di Ferro, è caduto in prossimità del confine israeliano-libanese. L’attacco non ha provocato vittime, e, sino ad ora, nessun gruppo ne ha rivendicato la responsabilità. Tuttavia, fonti israeliane credono che dietro tale ultimo episodio vi siano gruppi armati locali palestinesi e non l’organizzazione paramilitare sciita Hezbollah.

Da parte loro, le Forze di Difesa Israeliana (IDF) hanno risposto nell’immediato, lanciando colpi di artiglieria contro obiettivi libanesi, a più riprese. Sebbene non siano state diffuse notizie a riguardo, non è chiaro se da parte libanese vi siano state o meno vittime, mentre fonti locali hanno riferito dello scoppio di incendi nei punti colpiti. Nel frattempo, il ministro della Difesa di Israele, Benny Gantz, ha riferito di aver inviato un forte messaggio al Libano, tramite la Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (UNIFIL), mettendo in guardia da una risposta ancora più intensa, nel caso in cui non venga ripristinata la calma al confine. UNIFIL, da parte sua, ha invitato le parti alla moderazione, al fine di evitare un’ulteriore escalation.

L’ultimo episodio simile ha avuto luogo il 20 luglio, quando le Forze di difesa israeliana hanno riferito che due missili, provenienti dal Libano, sono stati lanciati verso Israele. Di questi, uno è stato intercettato, mentre l’altro è precipitato in uno spazio aperto, vicino alla costa. Per Gantz, la stessa Beirut era da considerarsi responsabile dell’accaduto, in quanto consente ai “terroristi” di operare all’interno dei propri territori. A seguito dell’attacco, Israele ha affermato che avrebbe agito “contro qualsiasi minaccia alla propria sovranità e ai propri cittadini”, rispondendo “in base agli interessi del Paese al momento e nel luogo opportuno” secondo quanto dichiarato da Gantz.

Nel mese di maggio, in concomitanza con l’escalation tra Israele e il gruppo palestinese Hamas a Gaza, non sono mancate tensioni. Il 13 maggio, l’esercito israeliano ha affermato che 3 missili erano stati lanciati dal Sud del Libano verso i territori israeliani settentrionali, presumibilmente da gruppi palestinesi. Tra gli episodi del 2021, il primo febbraio, Hezbollah ha affermato che le proprie forze avevano intercettato e distrutto un drone israeliano, mentre questo sorvolava lo spazio aereo libanese. Da parte loro, le Forze di Difesa israeliana hanno ammesso che un proprio drone era precipitato nel Sud del Libano, senza rivelare ulteriori dettagli sulle dinamiche e le cause dell’incidente.

Il Libano ha più volte denunciato violazioni del proprio spazio aereo da parte di velivoli, presumibilmente israeliani, i quali volano anche a bassa quota, soprattutto nelle aree costiere, meridionali e nella Valle di Bekaa. Le forze israeliane, dal canto loro, affermano che le loro incursioni sono necessarie, in quanto finalizzate a monitorare le attività “illegali” di Hezbollah, che, invece, dovrebbero essere controllate dal governo di Beirut.

Lo scorso anno, invece, il 2020, le tensioni tra Israele e Hezbollah lungo il confine libanese si erano intensificate dopo che, il 20 luglio, le forze di difesa aerea siriana avevano intercettato una serie di missili provenienti dalle Alture del Golan, imputati a Israele e diretti verso il Sud della capitale, Damasco, contro obiettivi iraniani e del regime siriano. I missili avevano colpito postazioni di Hezbollah e di altri gruppi iraniani, causando la morte di 5 combattenti, di cui uno appartenente alla milizia sciita libanese. Sebbene Israele non avesse rivendicato l’attacco, Hezbollah aveva accusato il Paese di aver ucciso uno dei propri membri, Ali Kamel Mohsen, e aveva deciso di vendicare la morte del suo combattente. Di conseguenza, il 23 luglio successivo, Israele aveva stabilito di inviare rinforzi al confine settentrionale con il Libano, aumentandone la militarizzazione.

Hezbollah, un’organizzazione paramilitare sciita appoggiata dall’Iran, continua a rappresentare uno dei principali rivali libanesi di Israele. Nel 2006, i due si sono scontrati in una battaglia lunga 34 giorni, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati. Ciò ha portato al rafforzamento della Missione dell’Onu UNIFIL, istituita nel 1978 e rafforzata nel 2006, la quale ha il compito di far rispettare il cessate il fuoco tra Beirut e Tel Aviv e di monitorare il ritiro israeliano da una zona smilitarizzata di confine. La missione conta attualmente circa 10.500 unità, tra cui anche un contingente italiano.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione