Italia: ministra Lamorgese in visita a Tripoli, focus su immigrazione

Pubblicato il 4 agosto 2021 alle 17:45 in Italia Libia

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La ministra dell’Interno dell’Italia, Luciana Lamorgese, si è recata in Libia, oggi, mercoledì 4 agosto. Tra le personalità incontrate vi sono state il premier libico ad interim, Abdulhamid Dabaiba, e il ministro dell’Interno del governo di unità nazionale, Khaled Mazen.

La notizia è stata annunciata tramite l’account Twitter del Viminale e diffusa da media libici, i quali hanno specificato che la ministra italiana è stata accolta presso la sede del Ministero della Difesa della capitale libica per una visita “tecnica”. All’incontro del 4 agosto, è stato specificato, erano presenti anche il ministro di Stato per gli affari governativi, Adel Jumaa, e il capo dell’ente per la lotta all’immigrazione illegale. Nel corso dei colloqui, Lamorgese ha messo in luce la necessità di instaurare un dialogo continuo tra i Ministeri dell’Interno di Italia e Libia, al fine di coordinarsi su alcuni dossier rilevanti di mutuo interesse, primo fra tutti l’immigrazione illegale. Anche il premier ad interim libico ha sottolineato la necessità di rafforzare il ruolo di Roma in tale questione, su cui dovrebbe esservi una “seria collaborazione” tra le parti libica e italiana. I rappresentanti di Tripoli e Roma hanno poi discusso degli ultimi eventi in Tunisia e del loro impatto sulla questione migratoria.

Lamorgese aveva già incontrato l’omologo Mazen il 31 maggio scorso, nel quadro della visita di Dabaiba a Roma. Prima ancora, la ministra si era recata in Libia il 19 aprile e, in tale occasione, aveva discusso del dossier migrazioni con i rappresentanti del governo unitario libico. Nel corso dei colloqui, il capo del Viminale aveva ribadito la solidità del legame tra Libia e Italia e la necessità di riconoscere il ruolo di fondamentale importanza affidato al nuovo governo di unità nazionale libico nel garantire la stabilità regionale e internazionale. A tal proposito, ad avviso di Lamorgese, “la Libia saprà sfruttare questo momento unico procedendo con convinzione verso la sua piena stabilizzazione”. La ministra aveva poi sottolineato che l’Italia è pronta a sostenere progetti di collaborazione a tutto campo, ma aveva ribadito che, per raggiungere questo obiettivo, è necessario un maggior coinvolgimento dell’Unione Europea.

Anche il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato in Libia, il 2 agosto, per la quinta volta dall’inizio del 2021. In tale occasione, è stata evidenziata l’importanza delle elezioni del 24 dicembre, considerate “un’altra tappa del processo politico libico”, sostenuto dalla comunità internazionale e dall’Italia stessa. Di Maio è stato accolto dalle autorità esecutive libiche ad interim, il capo del Consiglio presidenziale, Mohamed al-Menfi, e il primo ministro  Abdulhamid Dabaiba, con i quali sono state prese in esame questioni di mutuo interesse. L’attenzione è stata poi rivolta agli sforzi congiunti da profondere per per il rilancio della cooperazione economica tra i due Paesi in vari settori, tra cui infrastrutture, energia e trasporti. Tra le personalità libiche incontrate da Di Maio vi sono state anche il presidente della Camera di Tobruk, Aguila Saleh, e il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar. La visita è stata altresì occasione per riaprire il consolato italiano a Bengasi.

Come si legge sul sito del Ministero degli Esteri italiano, Roma è impegnata a garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi “chiave” per la Libia, primi fra tutti la concretizzazione delle clausole dell’accordo di cessate il fuoco e lo svolgimento delle elezioni, calendarizzate per il 24 dicembre 2021. Non da ultimo, l’Italia sostiene la parte libica nel percorso verso la riconciliazione nazionale e nella risoluzione di alcuni dossier, tra cui quello relativo all’approvazione del bilancio unificato.

Ad oggi, le tensioni, a cui la Libia ha assistito dal 15 febbraio 2011, sembrano essersi placate. In particolare, un accordo di cessate il fuoco, siglato il 23 ottobre 2020 all’interno del Comitato militare congiunto 5+5, ha dato impulso al percorso politico, verso la transizione democratica auspicata, che si prevede culminerà con le elezioni di dicembre.

Una delle tappe più significative è stata rappresentata dalla nomina di nuove autorità esecutive ad interim, elette il 5 febbraio all’interno del Forum di Dialogo politico. Tuttavia, uno dei principali nodi da sciogliere resta l’allontanamento di forze e mercenari stranieri, pari, secondo le stime dell’Onu, a quasi 20.000. Questi avrebbero dovuto abbandonare il Paese entro 90 giorni dalla firma del cessate il fuoco, ma, ad oggi, la scadenza non è stata ancora rispettata. Ad ogni modo, la fuoriuscita di combattenti stranieri, secondo alcuni, è un prerequisito fondamentale per garantire stabilità in Libia, a cui si aggiunge la necessità di unificare le istituzioni statali, anche militari, contrastare l’immigrazione illegale e tenere elezioni entro la data prevista.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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